«Il settore del latte sta affrontando un momento di forte tensione che ha portato a una riduzione del prezzo. Pur confidando, come dicono gli analisti, che questa situazione possa rientrare nei prossimi mesi, Regione e Governo sono impegnati con una serie di misure a tutela dei produttori. Questo è vero soprattutto in Lombardia, dove si produce più del 47% del latte nazionale».
Lo ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi, rispondendo in Consiglio regionale a un question time sulla crisi del prezzo del latte.
Le cause dello squilibrio di mercato
«Lo squilibrio tra domanda e offerta – spiega Beduschi – ha cause prevalentemente internazionali: aumento delle produzioni, tensioni sui mercati, dinamiche commerciali e monetarie. In Italia l’aumento dei volumi non è legato a un incremento dei capi allevati, ma agli investimenti fatti negli anni dagli allevatori su benessere animale, innovazione tecnologica e selezione genetica, che hanno portato a un aumento medio di oltre 110 chilogrammi di latte per vacca all’anno».
Prezzi e ruolo delle istituzioni
«È necessario essere chiari – prosegue Beduschi – perché, a differenza di quanto sostiene l’opposizione con ricette inapplicabili, Regione e Governo non possono imporre per legge un prezzo minimo di un bene che è regolato dal mercato. Diverso è favorire accordi responsabili tra le parti della filiera, come quelli discussi nei Tavoli latte, per evitare che una fase critica ma temporanea ricada interamente sul settore primario».
Le misure nazionali ed europee
Proprio in questa direzione, ha spiegato l’assessore, il Governo ha presentato al Tavolo latte nazionale un pacchetto di misure sostenuto da Regione Lombardia.
Dalla proposta di un programma europeo di riduzione volontaria della produzione con indennizzi agli allevatori, all’attivazione di aiuti all’ammasso per formaggi, burro e latte UHT, fino a campagne di promozione dei prodotti lattiero-caseari per rafforzare i consumi interni.
Gli strumenti già attivi
«A queste misure – aggiunge Beduschi – si affiancano strumenti nazionali già operativi: il programma “Latte nelle scuole”, finanziato con 6,9 milioni di euro annui, e lo stanziamento di 33 milioni di euro nel 2025 per l’acquisto di formaggi destinati al fondo indigenti, con una quota significativa riservata alle DOP e ai formaggi a pasta dura, impegno che verrà rinnovato anche nel 2026».
L’obiettivo: tutelare il reddito degli allevatori
«Regione Lombardia – conclude l’assessore – mantiene un confronto costante con la filiera, con le altre Regioni e con il livello nazionale ed europeo. L’obiettivo è uno solo: tutelare il reddito degli allevatori, garantire il ritiro del latte prodotto ed evitare speculazioni, in un contesto nel quale, va comunque ricordato, il latte italiano è ancora quello meglio pagato ai produttori in Europa».
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