La mattina dopo la Cerimonia di Apertura ha un peso diverso.
Milano si è svegliata lentamente, con ancora negli occhi la lunga notte che ha inaugurato ufficialmente i Giochi Olimpici Invernali di Milano–Cortina 2026. Non è stato soltanto uno spettacolo, ma l’istante preciso in cui il mondo intero ha fatto ingresso, simbolicamente e fisicamente, nel cuore dell’Italia.
Lo Stadio San Siro, trasformato per l’occasione in teatro olimpico, ha accolto oltre novanta delegazioni, in una sfilata che resta il gesto più potente di ogni apertura: vedere nazioni lontanissime camminare sullo stesso suolo, sotto le stesse luci.
Come da tradizione, ad aprire la Parata delle Nazioni è stata la Grecia, culla storica dei Giochi, accolta da un applauso rispettoso e continuo. Poi, in ordine alfabetico, si sono susseguite Albania, Andorra, Argentina, Australia, Austria, dando il via a quel mosaico globale che rende unica ogni Olimpiade.
Tra le delegazioni più attese, quelle storicamente protagoniste degli sport invernali.
Il Canada ha sfilato con l’eleganza sobria delle grandi squadre, seguito da Germania, Finlandia, Norvegia e Svezia, veri pilastri del medagliere olimpico. Applausi intensi anche per la Svizzera e per l’Austria, nazioni dove la cultura della neve è parte dell’identità nazionale.
L’ingresso degli Stati Uniti — tra le delegazioni più numerose — ha portato energia e spettacolarità, mentre Giappone, Corea del Sud e Cina hanno testimoniato la forza crescente dell’Asia negli sport del ghiaccio e della velocità.
Momenti di forte partecipazione emotiva si sono registrati anche al passaggio di delegazioni più piccole ma simbolicamente potentissime: Brasile, Arabia Saudita, Filippine, Emirati Arabi Uniti. Atleti spesso solitari, ma capaci di incarnare perfettamente lo spirito universale dei Giochi.
Poi l’attesa si è fatta densa.
Le ultime delegazioni hanno seguito il protocollo olimpico: prima gli Stati Uniti, futuri ospitanti, poi la Francia, sede 2030, e infine l’Italia.
L’ingresso azzurro è stato il momento emotivamente più intenso della serata.
A guidare la squadra, i portabandiera Arianna Fontana e Federico Pellegrino, simboli di esperienza e continuità olimpica. Lo stadio si è alzato in piedi, unito da un’unica onda tricolore, mentre gli atleti salutavano il pubblico con orgoglio evidente.
Sugli spalti, accanto alle massime autorità sportive internazionali, era presente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel corso della Cerimonia ha dichiarato ufficialmente aperti i Giochi Olimpici Invernali Milano–Cortina 2026, conferendo al momento un valore istituzionale e simbolico altissimo.
In tribuna d’onore sedeva anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme a numerosi rappresentanti del Governo, delle istituzioni europee e delle amministrazioni locali. Presenti inoltre il Presidente del CONI Giovanni Malagò, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala e delegazioni diplomatiche straniere giunte per celebrare l’apertura dei Giochi.
Una platea istituzionale ampia, specchio del peso internazionale dell’evento e del ruolo dell’Italia come Paese ospitante, non solo sul piano sportivo ma anche culturale e diplomatico.
Dopo la sfilata, la Cerimonia ha lasciato spazio al racconto artistico.
Un viaggio visivo tra città e montagne, innovazione e tradizione, capace di unire Milano e Cortina in un’unica narrazione scenica. Musica, danza e tecnologia hanno costruito quadri spettacolari senza mai perdere eleganza.
Poi il momento più atteso.
L’accensione del braciere olimpico.
Un gesto che ha fermato il tempo per qualche secondo, prima dell’esplosione di luce e applausi che ha sancito ufficialmente l’inizio dei Giochi.
Fuori dallo stadio, la notte è proseguita tra brindisi, tavoli condivisi e incontri informali tra delegazioni. Ristoranti pieni, cucine ininterrotte, lingue diverse attorno allo stesso pane.
Perché l’Olimpiade comincia con una Cerimonia, ma prende vita davvero dopo.
Nel modo in cui ci si incontra, si festeggia, si mangia.
E questa mattina, mentre le prime gare si preparano a entrare nel vivo, resta una certezza limpida:
Il mondo ha sfilato.
Le istituzioni hanno presenziato.
L’Italia ha acceso i Giochi.
Adesso Milano–Cortina 2026 può cominciare davvero — sulle piste e attorno alle tavole.
Articolo redatto da: Andrea e Federico
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










