Se la Cerimonia d’Apertura ha rappresentato il battito iniziale, sono stati i giorni immediatamente successivi ad accendere davvero l’anima olimpica.
Da sabato 7 a lunedì 9 febbraio, Milano–Cortina 2026 ha iniziato a parlare la lingua delle medaglie, delle imprese e delle emozioni che solo i primi podi sanno regalare. Le piste hanno inciso i primi nomi nella storia dei Giochi, mentre l’Italia — padrona di casa — ha subito trovato il modo di lasciare il segno.
Sabato 7 febbraio – Il primo boato azzurro
L’alba sportiva delle Olimpiadi è esplosa sulla Stelvio di Bormio, pista leggendaria della velocità alpina, teatro della discesa libera maschile.
La vittoria è andata allo svizzero Franjo von Allmen, autore di una prova pulita e aggressiva, costruita curva dopo curva con precisione millimetrica. Ma è stato il risultato alle sue spalle ad accendere il pubblico italiano.
Argento per Giovanni Franzoni, giovane talento azzurro capace di interpretare la pista con coraggio e maturità, e bronzo per il veterano Dominik Paris, che proprio su queste nevi ha costruito alcune delle pagine più belle della sua carriera.
Tre atleti racchiusi in pochi decimi, ma un’intera valle unita in un’unica esplosione di orgoglio.
Nelle stesse ore, da Milano arrivava un’altra gioia.
Nel pattinaggio di velocità, sui 3000 metri femminili, Francesca Lollobrigida ha conquistato l’oro con una gara impeccabile, gestita con intelligenza tattica e progressione perfetta. È stato il primo oro italiano dei Giochi, accolto come un segnale forte: l’Italia non era soltanto ospitante, era protagonista.
Buone indicazioni anche dal curling misto, con la coppia azzurra competitiva contro le grandi scuole nordiche, mentre i primi tornei su ghiaccio iniziavano a delineare gerarchie.
Domenica 8 febbraio – Cortina incorona le regine della velocità
La domenica olimpica ha avuto il volto delle Dolomiti.
Sulla Olympia delle Tofane di Cortina si è disputata la discesa libera femminile, una delle gare più spettacolari dell’intero programma.
L’oro è andato all’americana Breezy Johnson, protagonista di una discesa potente e senza sbavature. Argento alla tedesca Emma Aicher, staccata di pochi centesimi dopo una prova tecnicamente perfetta.
Per l’Italia è arrivato un bronzo dal peso specifico enorme:
Sofia Goggia, ancora una volta sul podio olimpico, ancora una volta davanti al pubblico di casa. Una medaglia costruita su esperienza e determinazione, accolta come una vittoria collettiva.
La giornata ha regalato soddisfazioni anche in altre discipline.
Nel Team Event di pattinaggio artistico, l’Italia ha conquistato il bronzo grazie a una prova corale solida tra individuali e coppie.
Bronzo anche nello slittino con Dominik Fischnaller, protagonista di una manche pulita su una pista tecnica e veloce.
E ancora podio per l’Italia nel pattinaggio di velocità sui 5000 metri, con Riccardo Lorello capace di inserirsi tra i dominatori nordici della specialità.
Intanto, nel curling doppio misto, la coppia azzurra ha conquistato l’accesso alle semifinali, confermandosi tra le realtà più solide del torneo.
Lunedì 9 febbraio – Record sul ghiaccio e nuove sfide
Il terzo giorno di gare ha portato con sé i primi record.
Nei 1000 metri di pattinaggio di velocità femminile, l’olandese Jutta Leerdam ha conquistato l’oro firmando anche il nuovo record olimpico. Una gara dominata dall’inizio alla fine, simbolo della supremazia tecnica della scuola olandese.
Nei 5000 metri maschili, altra prova di resistenza estrema:
- Oro al norvegese Sander Eitrem
- Argento al ceco Metoděj Jílek
- Bronzo all’azzurro Riccardo Lorello, al secondo podio personale
Dalle piste ghiacciate alle evoluzioni freestyle, nello Slopestyle femminile del freeski ha trionfato la svizzera Mathilde Gremaud, davanti alla cinese Eileen Gu e alla canadese Megan Oldham, protagoniste di salti ad altissimo coefficiente tecnico.
Nel torneo di hockey femminile, l’Italia ha conquistato una vittoria fondamentale contro il Giappone, guadagnando l’accesso ai quarti di finale e alimentando entusiasmo attorno alla squadra.
La giornata di lunedì si è completata anche con altre finali di grande intensità.
Nel biathlon maschile – inseguimento, oro al norvegese Johannes Thingnes Bø, impeccabile al tiro e velocissimo sugli sci. Argento al francese Quentin Fillon Maillet, bronzo allo svedese Sebastian Samuelsson.
Nello sci alpino – SuperG femminile, successo della svizzera Lara Gut-Behrami, davanti all’austriaca Cornelia Hütter. Bronzo per l’azzurra Elena Curtoni, che ha riportato l’Italia sul podio della velocità.
Spettacolo anche nel freestyle – Moguls maschile, dove il canadese Mikaël Kingsbury ha conquistato l’oro, precedendo il giapponese Ikuma Horishima e lo svedese Walter Wallberg.
Sul ghiaccio, infine, sono proseguite le sfide dell’hockey maschile, con vittorie importanti per Canada e Stati Uniti nelle prime gare dei gironi.
Articolo redatto da: Andrea e Federico
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