Le difficoltà nel reperire infermieri e la chiusura di reparti ospedalieri per carenza di personale riportano al centro il tema delle condizioni di lavoro nella sanità lombarda. Nursing Up Lombardia interviene dopo le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, chiedendo alla Regione interventi concreti su retribuzioni, organici e tutele professionali.
Secondo il sindacato, la progressiva perdita di attrattività della professione, gli stipendi poco competitivi e i carichi di lavoro rendono sempre più difficile trattenere il personale nel Servizio sanitario regionale. L’organizzazione sostiene di aver segnalato queste criticità alle istituzioni da anni, senza ottenere risposte risolutive.
L’indennità di confine per contrastare la fuga in Svizzera
Tra le richieste avanzate da Nursing Up Lombardia c’è l’introduzione di un’indennità di confine per limitare il trasferimento dei professionisti sanitari verso la Svizzera, dove le retribuzioni possono essere sensibilmente più elevate. Il sindacato ricorda di aver rilanciato la proposta anche durante le mobilitazioni e gli incontri istituzionali, tra cui quello del 7 aprile 2025 con la Direzione generale Welfare.
Le dichiarazioni di Bertolaso sulla possibilità che gli infermieri lombardi scelgano di lavorare oltreconfine, con conseguenze sull’organizzazione degli ospedali, rappresentano per l’organizzazione un riconoscimento di problemi denunciati da tempo. «È una presa d’atto importante, ma che arriva dopo anni di segnalazioni e richieste da parte nostra», sottolinea Nursing Up Lombardia.
Risorse Aggiuntive Regionali, contestata la riduzione degli importi
Il sindacato critica anche le modifiche alle Risorse Aggiuntive Regionali per il 2026. La quota economica individuale, secondo quanto riferito dall’organizzazione, è passata da 800 a 600 euro, con l’eliminazione delle precedenti maggiorazioni per il personale turnista. Nursing Up Lombardia non ha condiviso la scelta e, per questo motivo, non ha sottoscritto l’accordo regionale.
«Non possiamo continuare a sentirci dire che gli infermieri sono indispensabili, salvo poi assistere a provvedimenti che ne riducono i riconoscimenti economici», afferma il sindacato. Per trattenere i professionisti nel sistema sanitario pubblico, sostiene l’organizzazione, servono misure economiche coerenti con le responsabilità e il ruolo del personale.
Organici e standard assistenziali, nel mirino i parametri del 1998
La richiesta di interventi riguarda anche i criteri con cui vengono determinate le dotazioni organiche infermieristiche. Nursing Up Lombardia chiede di superare i parametri di minutaggio assistenziale previsti dalla DGR n. VI/38133 del 6 agosto 1998, ritenuti non più adeguati alle esigenze della sanità attuale.
A quasi trent’anni dall’approvazione del provvedimento, osserva il sindacato, i pazienti presentano bisogni assistenziali più complessi e richiedono interventi che non possono essere valutati soltanto sulla base di standard elaborati in un contesto sanitario profondamente diverso.
L’organizzazione chiede quindi criteri aggiornati, capaci di considerare la complessità dei pazienti, l’intensità delle cure e i carichi di lavoro. L’obiettivo è garantire organici adeguati alle necessità assistenziali e rafforzare la sicurezza delle cure, senza subordinare la programmazione del personale alle sole esigenze economiche.
Riposi, carichi di lavoro e crescita professionale
Per Nursing Up Lombardia, aumentare le assunzioni non è sufficiente se non si interviene anche sulle condizioni di chi già lavora negli ospedali e nei servizi sanitari. Il sindacato chiede maggiori tutele, rispetto dei riposi, carichi assistenziali sostenibili, riconoscimento delle competenze e opportunità concrete di crescita professionale.
La carenza di infermieri, secondo l’organizzazione, va affrontata anche creando condizioni che favoriscano la permanenza del personale nel servizio sanitario pubblico. Retribuzioni adeguate, organizzazione del lavoro e valorizzazione professionale diventano quindi elementi centrali per contrastare l’uscita dei professionisti dal sistema.
La richiesta alla Regione: un confronto con impegni concreti
La segretaria regionale di Nursing Up Lombardia, Monica Trombetta, torna a chiedere un confronto con Regione Lombardia, accompagnato da risorse e impegni definiti. Le priorità indicate dal sindacato sono l’indennità di confine, la valorizzazione economica, le maggiori tutele professionali, la revisione delle dotazioni organiche e il superamento degli standard assistenziali del 1998.
L’organizzazione sollecita una programmazione strutturale e condivisa, che consenta ai professionisti di lavorare in condizioni adeguate e ai cittadini di ricevere un’assistenza sicura. «Perché se oggi si arriva a chiudere reparti per mancanza di infermieri, significa che non è più possibile rinviare le scelte necessarie», conclude Trombetta.
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