Si intensifica il confronto politico a Malnate, in provincia di Varese, sulla liquidazione di ASPEM Servizi, azienda speciale comunale che gestisce servizi socio-assistenziali rivolti in particolare ad anziani e persone con disabilità. Le forze di minoranza in Consiglio comunale hanno presentato una richiesta formale al sindaco, al segretario generale, al presidente del Consiglio comunale e al prefetto di Varese per ottenere la revoca della delibera approvata il 12 marzo 2026 e la sospensione immediata della procedura di liquidazione.
Alla richiesta si è affiancata anche l’associazione Attac Italia Malnate, promotrice di una petizione, che ha depositato in Comune un’istanza urgente con le stesse finalità, chiedendo un approfondimento complessivo prima di procedere con lo scioglimento dell’azienda.
Le contestazioni delle minoranze
Secondo quanto segnalato dai gruppi consiliari di opposizione, la deliberazione sarebbe stata adottata senza la messa a disposizione completa della documentazione necessaria ai consiglieri, con possibili ripercussioni sul pieno esercizio delle prerogative istituzionali.
Le minoranze evidenziano inoltre l’assenza di una valutazione preventiva complessiva dell’interesse pubblico e di un piano di rilancio dei servizi. Per questo motivo è stata richiesta la convocazione di un Consiglio comunale straordinario finalizzato alla revoca in autotutela di alcune parti della delibera.
Viene inoltre sottolineato come, su un tema considerato particolarmente rilevante per la comunità locale, non siano state attivate forme di consultazione pubblica o partecipazione previste dallo Statuto comunale.
I servizi coinvolti e le preoccupazioni per il territorio
La liquidazione di ASPEM Servizi riguarda attività considerate essenziali per il territorio, tra cui la gestione della farmacia comunale, il servizio di consegna pasti a domicilio per anziani e l’accompagnamento per persone con disabilità.
Secondo i promotori delle richieste, la sospensione o la riorganizzazione di questi servizi potrebbe avere effetti immediati sui cittadini, in particolare sulle fasce più fragili, con il rischio di conseguenze difficilmente reversibili.
Ulteriori criticità sono state segnalate in relazione agli spazi ambulatoriali utilizzati dai medici di medicina generale, attualmente compresi nella concessione della farmacia comunale. La documentazione prevede infatti la possibilità, per il soggetto privato affidatario, di destinare tali spazi ad altre attività, senza garanzie sulla permanenza degli ambulatori.
Accesso agli atti e richiesta di approfondimenti
Il comitato promotore ha presentato il 27 marzo un’istanza formale di accesso agli atti ai sensi della legge 241 del 1990, con l’obiettivo di acquisire tutta la documentazione relativa alla delibera, inclusi piano industriale, analisi economico-finanziarie e pareri tecnici e legali.
Secondo quanto evidenziato, la necessità di esaminare nel dettaglio questi elementi renderebbe opportuna una sospensione della procedura di liquidazione, per garantire trasparenza e correttezza amministrativa.
Il nodo della futura gestione dei servizi
Nel corso del dibattito è emersa anche la posizione dell’assessore competente, che in Consiglio comunale avrebbe indicato l’intenzione di costituire una nuova società per la gestione di altri servizi dopo la cessazione di ASPEM Servizi.
Una prospettiva che, secondo i promotori dell’iniziativa, risulterebbe incoerente, in quanto da un lato sancirebbe la chiusura dell’azienda attuale e dall’altro confermerebbe la necessità di mantenere una struttura operativa per la gestione di servizi pubblici.
La proposta di mantenere e rilanciare ASPEM
Tra le ipotesi avanzate vi è quella di mantenere attiva ASPEM Servizi, affiancando alla gestione attuale un programma di rilancio definito dall’amministrazione comunale. L’obiettivo sarebbe garantire continuità ai servizi socio-sanitari e valutare un eventuale ampliamento delle attività di interesse pubblico.
«Riteniamo fondamentale assicurare un’analisi completa e condivisa delle scelte in corso e approfondire tutte le possibili soluzioni organizzative», ha dichiarato Giovanni Gulino, referente di Attac Italia e coordinatore del comitato promotore. «La richiesta si pone l’obiettivo di individuare soluzioni che tutelino i servizi e valorizzino il ruolo dell’azienda nella gestione di ulteriori attività che rispondano alle esigenze della comunità».
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