L’Ospedale Niguarda di Milano è ufficialmente pronto a diventare l’Ospedale Olimpico della Lombardia per i Giochi Invernali Milano Cortina 2026.
Sono state completate e inaugurate le opere che hanno trasformato uno dei più grandi presidi di emergenza-urgenza del Paese in un hub sanitario dedicato all’assistenza degli atleti e della cosiddetta “famiglia olimpica”, garantendo al tempo stesso la piena continuità dei servizi per i cittadini.
L’intervento ha riguardato il Pronto Soccorso del Niguarda, che con oltre 104.000 accessi annui rappresenta uno dei più grandi e performanti d’Italia, e ha previsto la realizzazione di percorsi completamente separati rispetto a quelli ordinari. Il nuovo assetto comprende un Pronto Soccorso Olimpico con 21 posti letto, un Reparto Olimpico con 11 stanze di degenza e una Centrale Olimpica per il monitoraggio in tempo reale delle risorse sanitarie.
Un progetto strategico per la sanità lombarda
L’inaugurazione si è svolta alla presenza del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, del vicepresidente Marco Alparone, dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, dell’assessore alla Sicurezza Romano La Russa, del direttore generale dell’Ospedale Niguarda Alberto Zoli, che ricopre anche il ruolo di Medical Care Manager Lombardia per Milano Cortina 2026, e del presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò.
L’evento ha segnato la conclusione di un progetto infrastrutturale di rilievo, pensato per garantire un’assistenza sanitaria di eccellenza durante i Giochi e per lasciare un’eredità duratura al sistema sanitario regionale. Il Pronto Soccorso Olimpico è dotato di un accesso diretto e separato, di una stanza isolata con filtro, di un open space con dieci postazioni e di stanze di degenza dedicate. Il Reparto Olimpico, collocato al terzo piano del Padiglione 16, dispone di camere attrezzate per la degenza di paziente e accompagnatore, con impianti idonei anche all’assistenza semintensiva.
La Centrale Olimpica e il coordinamento delle emergenze
Elemento centrale del nuovo assetto è la Centrale Olimpica, progettata per monitorare in tempo reale la disponibilità delle risorse dedicate e critiche, dalle apparecchiature diagnostiche ai posti letto di terapia intensiva, fino alle sale operatorie e alle risorse professionali. La struttura garantisce inoltre servizi di telemedicina e teleconsulto specialistico a supporto dei Policlinici Olimpici e degli altri presidi sanitari coinvolti nei Giochi.
Secondo il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’intervento rappresenta un passaggio chiave nel percorso verso Milano Cortina 2026. «Con il nuovo Pronto Soccorso e con le strutture olimpiche di Niguarda la Lombardia compie un passo decisivo verso Milano Cortina 2026, dimostrando ancora una volta la propria capacità di coniugare eccellenza sanitaria, innovazione e visione strategica. Questo intervento non è solo un investimento in vista dei Giochi Invernali, ma un’eredità concreta e duratura per i cittadini, che potranno contare su percorsi più efficienti, tempi di attesa ridotti e una presa in carico sempre più qualificata».
Fontana ha sottolineato come il modello organizzativo adottato consenta di accogliere atleti e delegazioni senza interferire con l’assistenza alla popolazione, confermando il Niguarda come punto di riferimento nazionale per la gestione delle emergenze e dei grandi traumi.
La legacy dei Giochi sul territorio
Il valore strategico dell’intervento è stato evidenziato anche dal presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, che ha richiamato il tema dell’eredità olimpica. «L’inaugurazione del Padiglione Olimpico di Niguarda rappresenta un risultato di grande valore che rafforza il ruolo di Milano Cortina 2026 e, soprattutto, la sua legacy sul territorio. È un intervento che testimonia la capacità della Regione Lombardia di investire in strutture d’eccellenza al servizio dello sport, delle Olimpiadi e, nel lungo periodo, di tutta la comunità».
Sul piano organizzativo, il vicepresidente regionale Marco Alparone ha definito l’Ospedale Olimpico un modello avanzato di assistenza integrata. «La Centrale Olimpica costituisce un’innovazione di sistema che consente una gestione ottimale delle risorse e garantisce risposte coordinate e immediate. Questo progetto dimostra come i grandi eventi possano rappresentare un’opportunità concreta di sviluppo infrastrutturale e organizzativo, con ricadute positive permanenti sui territori e sui servizi ai cittadini».
Continuità dei servizi e rafforzamento dell’emergenza
L’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha posto l’accento sul rispetto dei tempi e sulla continuità operativa durante i lavori. «Abbiamo rispettato gli impegni presi: il Pronto Soccorso olimpico di Niguarda è oggi una struttura di eccellenza e un riferimento di livello europeo. I lavori sono stati realizzati senza mai chiudere il Pronto Soccorso, grazie all’impegno dell’impresa, dei progettisti e soprattutto del personale sanitario». Bertolaso ha ricordato come il sistema coordinato dal Niguarda coinvolga anche le aree olimpiche della Valtellina, con il potenziamento dei servizi di emergenza a Sondalo, Bormio e Livigno.
Anche l’assessore alla Sicurezza Romano La Russa ha ribadito il ruolo del Niguarda come hub dell’emergenza-urgenza, mentre il direttore generale Alberto Zoli ha chiarito che l’assistenza alla macchina olimpica non inciderà sui percorsi per i cittadini. «Il Pronto Soccorso e il Pronto Soccorso Olimpico sono due percorsi completamente separati, ciascuno con personale dedicato», ha spiegato, ricordando come l’ospedale gestisca ogni anno quasi mille grandi traumi e oltre trecento accessi al giorno in emergenza.
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.













