Le società italiane di ingegneria e architettura continuano a crescere anche nel 2025, seppure con ritmi più contenuti rispetto agli anni precedenti. È quanto emerge dalla 42ª Rilevazione OICE-Centro Europa Ricerche (CEr), presentata nel corso di un webinar organizzato dall’Associazione delle organizzazioni di ingegneria, architettura e consulenza tecnico-economica aderente a Confindustria.
Secondo il rapporto, il valore della produzione delle società associate ha raggiunto i 4,63 miliardi di euro nel 2025, in aumento del 6,1% rispetto al 2024. Per il 2026 è prevista un’ulteriore crescita, anche se più contenuta, con un fatturato stimato di circa 4,7 miliardi di euro, pari a un incremento dell’1,6%.
Il dato conferma la solidità di un comparto che negli ultimi anni ha beneficiato della spinta degli investimenti pubblici e privati, riuscendo al tempo stesso a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali.
Il mercato estero vale un quarto della produzione
Uno degli elementi più significativi emersi dalla rilevazione riguarda il peso crescente delle attività svolte all’estero.
Nel 2025 circa 3,47 miliardi di euro di produzione sono stati realizzati sul mercato italiano, mentre oltre 1,16 miliardi derivano da commesse internazionali. Il mercato estero rappresenta ormai il 25% del valore complessivo della produzione delle società OICE, quota destinata a crescere leggermente anche nel 2026.
L’espansione oltre i confini nazionali conferma la competitività del cosiddetto “Made in Italy tecnico”, con le società italiane impegnate nella progettazione di infrastrutture, opere civili, impianti e servizi di ingegneria in numerosi Paesi.
Occupazione in aumento, ma resta difficile trovare personale
La crescita del settore continua ad avere effetti positivi anche sull’occupazione.
Nel 2025 gli addetti delle società associate sono saliti a 37.459 unità, con un incremento del 7,9% rispetto alle 34.709 registrate nel 2024. Per il 2026 le previsioni indicano un ulteriore aumento fino a circa 39.000 occupati.
Nonostante questi numeri, la difficoltà nel reperire personale qualificato continua a rappresentare uno dei principali ostacoli allo sviluppo del comparto. Il 72,2% delle imprese intervistate segnala infatti problemi nel trovare figure tecniche e professionali adeguate, una percentuale che supera il 76% tra le aziende di dimensioni più contenute.
Parallelamente cresce il peso delle nuove generazioni all’interno delle imprese: gli under 35 rappresentano il 35,5% della forza lavoro, mentre la presenza femminile sale al 36%, confermando un progressivo riequilibrio nella composizione degli organici.
Il PNRR continua a sostenere il comparto
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza continua a rappresentare una componente significativa dell’attività delle società di ingegneria e architettura.
Nel 2025 le commesse collegate al PNRR incidono per circa il 25% del fatturato delle imprese associate, una quota che, secondo le previsioni, scenderà al 17,5% nel 2026 con l’avvicinarsi della conclusione dei principali interventi finanziati dal piano.
Per molte aziende il PNRR ha compensato almeno in parte il ridimensionamento del mercato legato alla fine dei bonus edilizi, consentendo di mantenere elevati i livelli produttivi.
Fiducia sul futuro, ma pesano domanda pubblica e squilibri contrattuali
Nonostante il rallentamento previsto per il 2026, il clima tra le imprese resta complessivamente positivo. Il 41,6% delle società intervistate ritiene infatti che le prospettive di acquisizione di nuovi incarichi siano migliori rispetto al recente passato, mentre solo il 13,7% prevede un peggioramento.
Secondo Giorgio Lupoi, presidente di OICE, il comparto continua a dimostrare una significativa capacità di crescita, pur in un contesto caratterizzato da alcune criticità.
«I dati di quest’anno mostrano come il nostro settore nel 2025 abbia vissuto un altro anno di espansione anche se le percentuali di crescita sono, rispetto allo scorso anno, in lieve riduzione tranne che per l’estero. Il report conferma la costante espansione del mercato internazionale, che va incentivata e promossa, ma evidenzia anche le difficoltà nel reperimento delle risorse tecniche e professionali e la necessità di garantire continuità agli investimenti pubblici», ha dichiarato Lupoi.
Il presidente di OICE ha inoltre sottolineato l’importanza di intervenire sul Codice dei contratti pubblici per rafforzare l’equilibrio tra stazioni appaltanti e operatori economici e garantire maggiore certezza nei rapporti contrattuali.
Il rallentamento previsto non cambia il quadro positivo del settore
Anche secondo il Centro Europa Ricerche, il rallentamento atteso nel 2026 non rappresenta un’inversione di tendenza, ma un fisiologico assestamento dopo anni di forte espansione.
Il direttore della ricerca Stefano Fantacone ha evidenziato come il comparto stia affrontando una fase economica più complessa, segnata da tensioni geopolitiche, inflazione e rallentamento della crescita europea, mantenendo tuttavia livelli produttivi che restano i più elevati dell’intera serie storica.
Il quadro delineato dalla rilevazione conferma quindi la centralità delle società di ingegneria e architettura nello sviluppo delle infrastrutture, della progettazione e della transizione tecnologica del Paese, con prospettive di crescita ancora positive nonostante un contesto economico meno favorevole rispetto agli anni precedenti.
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