La Lombardia resta una delle regioni economicamente più rilevanti d’Italia, con un sistema produttivo fortemente orientato all’industria, ai servizi avanzati e all’innovazione. Tuttavia, dietro ai dati complessivi di sviluppo emergono differenze sempre più marcate tra territori.
È questo uno degli aspetti evidenziati dalla Corte dei Conti della Lombardia durante il giudizio di parifica del rendiconto regionale 2025. Nella requisitoria del procuratore regionale Paolo Evangelista è stato richiamato il divario nella distribuzione dei redditi tra l’area metropolitana milanese e le province periferiche e montane, una distanza che può avere effetti anche sull’accesso ai servizi pubblici essenziali.
La questione riguarda in particolare la capacità dei diversi territori di garantire condizioni economiche e sociali omogenee ai cittadini. Milano continua infatti a rappresentare il principale motore economico regionale, grazie alla concentrazione di imprese, occupazione qualificata, università e servizi, mentre alcune aree più lontane dai grandi centri urbani devono affrontare maggiori difficoltà legate ai livelli salariali, alla disponibilità di lavoro e al mantenimento dei servizi.
Il divario tra Milano e province periferiche incide sui servizi
Secondo la Corte dei Conti, la differenza nella distribuzione dei redditi non rappresenta soltanto una questione economica, ma può produrre conseguenze sul tessuto sociale dei territori.
Le aree con minore capacità reddituale possono incontrare maggiori difficoltà nel sostenere i costi legati alla vita quotidiana e nell’accesso a opportunità e servizi. Il tema riguarda quindi l’equilibrio complessivo della regione, chiamata a conciliare la competitività dei territori più dinamici con la necessità di garantire coesione sociale nelle zone periferiche.
La Lombardia presenta infatti una struttura territoriale molto articolata: accanto alla forza attrattiva dell’area milanese convivono province caratterizzate da sistemi produttivi differenti, aree montane e comuni più piccoli che devono affrontare problemi legati allo spopolamento e alla riduzione dei servizi di prossimità.
Il “paradosso demografico” lombardo mette sotto pressione il welfare
Nella relazione del procuratore regionale è stato inoltre evidenziato il cosiddetto “paradosso demografico lombardo”. La popolazione regionale continua a crescere anche grazie ai flussi migratori, ma contemporaneamente diminuisce la forza lavoro disponibile.
Tra i fattori indicati dalla Corte dei Conti figurano il saldo naturale negativo, l’invecchiamento della popolazione e la riduzione delle nascite. Una combinazione che potrebbe incidere sulla sostenibilità futura del sistema di welfare, aumentando la pressione su sanità, assistenza e servizi sociali.
Il tema demografico si collega direttamente anche al mercato del lavoro: una popolazione attiva in calo rende più complesso rispondere alla domanda di personale delle imprese e sostenere la crescita economica.
Imprese alla ricerca di competenze e famiglie alle prese con il potere d’acquisto
Tra le criticità evidenziate dalla Corte dei Conti figura anche il disallineamento tra le competenze richieste dalle aziende e quelle disponibili sul mercato del lavoro.
Il fenomeno riguarda numerosi settori produttivi lombardi, che segnalano difficoltà nel trovare profili qualificati, soprattutto in ambiti tecnici e specializzati. La distanza tra formazione e necessità delle imprese rappresenta quindi una delle sfide principali per il futuro del sistema economico regionale.
A questo si aggiunge l’effetto dell’inflazione sul potere d’acquisto delle famiglie, con un impatto particolarmente rilevante sui bilanci domestici e sulla capacità di affrontare l’aumento dei costi.
Monza e Brianza tra le province più esposte al consumo di suolo
Un ulteriore elemento richiamato nella relazione riguarda il consumo di suolo, indicato come una delle criticità ambientali più rilevanti della Lombardia.
Tra le aree maggiormente interessate viene citata la provincia di Monza e Brianza, dove la superficie urbanizzata ha raggiunto livelli superiori al 40%. Un dato che evidenzia la forte pressione esercitata negli anni dalla crescita edilizia e infrastrutturale su un territorio caratterizzato da un’elevata densità abitativa e produttiva.
La gestione del territorio diventa quindi un altro elemento centrale per il futuro della regione, chiamata a bilanciare sviluppo economico, qualità della vita e tutela ambientale.
La sfida per la Regione: ridurre le distanze e sostenere lo sviluppo
Le osservazioni della Corte dei Conti delineano una Lombardia che continua a rappresentare un punto di riferimento economico nazionale, ma che deve affrontare squilibri interni sempre più evidenti.
La riduzione dei divari territoriali, il rafforzamento dei servizi nelle aree periferiche, il sostegno all’occupazione qualificata e la gestione dei cambiamenti demografici saranno tra i principali temi delle politiche regionali dei prossimi anni.
Il giudizio di parifica sul rendiconto 2025 diventa così anche un’occasione per mettere in evidenza le trasformazioni in corso e le sfide che attendono il territorio lombardo nel prossimo futuro.
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