Unione Artigiani Milano ha partecipato al presidio organizzato questa mattina dal Comitato “Famiglie Sospese” davanti al Palazzo di Giustizia di Milano.
L’associazione ha espresso sostegno alle famiglie coinvolte nelle vicende degli appartamenti bloccati e ha richiamato l’attenzione sulle conseguenze economiche dello stallo che interessa il settore immobiliare milanese.
Secondo Unione Artigiani, la situazione non riguarda soltanto gli acquirenti degli immobili, ma coinvolge anche una vasta rete di imprese che opera nella costruzione, nella riqualificazione e nella personalizzazione delle abitazioni.
La filiera della casa coinvolta nel blocco
L’associazione stima in almeno 1,5 miliardi di euro il valore delle attività artigiane rimaste di fatto ferme a causa del blocco dell’edilizia legato alle inchieste urbanistiche.
Il comparto coinvolto comprende migliaia di micro e piccole imprese: dagli impiantisti agli elettricisti, dagli idraulici ai serramentisti, fino a fabbri, piastrellisti, posatori, imbianchini, cartongessisti, aziende della domotica e produttori di complementi d’arredo.
Nella Grande Milano il settore della filiera casa conta circa 60 mila aziende artigiane con 200 mila occupati.
Oltre 11 mila appartamenti in attesa di una soluzione
Secondo Unione Artigiani, il blocco riguarda oltre 11 mila appartamenti. Una situazione che impedisce alle imprese di programmare il lavoro e genera difficoltà lungo tutta la catena produttiva collegata agli interventi edilizi.
L’associazione evidenzia come molte aziende entrino nei cantieri nella fase successiva alla costruzione strutturale degli edifici, occupandosi delle finiture e delle personalizzazioni degli immobili.
«È impossibile pensare di avere una casa pronta all’uso senza investire dal rustico in poi almeno 1.000-1.500 euro al metro quadro. Moltiplicando questa cifra per gli oltre 11 mila appartamenti oggi bloccati, il valore complessivo supera facilmente il miliardo e mezzo di euro», ha dichiarato Marco Accornero, segretario generale di Unione Artigiani Milano, presente al presidio davanti al Tribunale.
L’allarme sui prezzi e sull’accessibilità della città
Secondo Unione Artigiani, la situazione rischia di avere effetti anche sul mercato immobiliare milanese.
«Milano non può attendere l’ultima sentenza della Corte di Cassazione sulle vicende urbanistiche per ripartire. Servono certezze per gli acquirenti e per gli operatori economici, perché senza una soluzione il rischio è di provocare ulteriori aumenti dei prezzi», ha spiegato Accornero.
L’associazione sottolinea inoltre il possibile impatto sociale del blocco edilizio, in una città già caratterizzata da una forte pressione abitativa.
«Il rischio è quello di rendere Milano sempre meno accessibile al ceto medio, ai giovani, alle famiglie e ai lavoratori che rappresentano una parte fondamentale della forza produttiva della città. Una metropoli che non riesce a offrire soluzioni abitative sostenibili perde competitività, attrattività e coesione sociale», ha concluso il segretario generale di Unione Artigiani Milano.
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