Nuovo sciopero alla Diageo, multinazionale attiva nel settore delle bevande alcoliche e titolare, tra gli altri, dei marchi Guinness e Johnnie Walker. I lavoratori dello stabilimento milanese hanno confermato lo stato di agitazione contro il piano che prevede 96 licenziamenti su un totale di 127 dipendenti.
L’astensione dal lavoro è stata proclamata dall’assemblea dei lavoratori per il prossimo 27 agosto. Nella stessa giornata è previsto un presidio davanti alla sede di Assolombarda, l’associazione che rappresenta le imprese dell’area metropolitana milanese e che ha ospitato il confronto tra le parti.
Il confronto tra azienda e sindacati
La decisione arriva dopo l’ultimo tavolo negoziale, nel quale il sindacato ha riconosciuto alcuni segnali di apertura. Secondo la rappresentanza dei lavoratori, i passi avanti sarebbero stati ottenuti anche grazie alla partecipazione allo sciopero e al presidio organizzati il 5 agosto.
Il giudizio complessivo sulla trattativa resta però negativo. Per il sindacato, non sono state individuate soluzioni sufficienti sul fronte delle ricollocazioni e delle misure economiche destinate ai dipendenti coinvolti nel piano di riduzione dell’organico.
La vertenza riguarda una parte significativa dei lavoratori della sede milanese e si inserisce nel percorso di riorganizzazione annunciato da Diageo. Il nodo centrale del confronto resta quindi quello delle conseguenze occupazionali e delle condizioni previste per chi rischia di perdere il posto di lavoro.
La posizione della Uila-Uil
A intervenire sulla vicenda è stato Alberto Donferri, segretario generale regionale della Uila-Uil. Il sindacalista ha definito la situazione «un’ipocrisia sociale scandalosa e inaccettabile», sostenendo che la società abbia presentato agli azionisti risultati finanziari positivi nei diversi settori e nelle divisioni aziendali.
Donferri contesta in particolare la scelta di ridurre drasticamente l’occupazione in Italia senza, a suo giudizio, prevedere un piano sociale adeguato. «È inammissibile che una multinazionale che macina profitti e risultati record decida di abbandonare il nostro paese e azzerare l’occupazione, senza garantire un piano sociale dignitoso, soluzioni occupazionali concrete per la totalità dei lavoratori e risorse adeguate al valore economico della società», ha dichiarato.
La Uila-Uil chiede quindi interventi che consentano di tutelare i dipendenti interessati dalla procedura, con particolare attenzione alle ricollocazioni e alle risorse economiche destinate alla gestione degli esuberi.
Il nuovo presidio a Milano
La mobilitazione proseguirà dunque dopo la pausa estiva. Il 27 agosto i lavoratori torneranno a scioperare e si ritroveranno davanti alla sede di Assolombarda per chiedere un cambiamento nell’impostazione della vertenza.
«Non lasceremo nulla d’intentato per difendere il lavoro ed evitare che logiche puramente finanziarie impoveriscano il nostro territorio e il patrimonio agroalimentare nazionale», ha affermato Donferri.
Il segretario regionale della Uila-Uil ha inoltre escluso un indebolimento della protesta durante il periodo estivo. «Se la dirigenza pensava di indebolire la mobilitazione con la pausa estiva, ha sbagliato di grosso i suoi calcoli», ha detto, annunciando che «la risposta dei lavoratori sarà ancora più netta e determinata».
La vertenza Diageo resta così aperta a Milano, con il prossimo appuntamento del 27 agosto destinato a rappresentare un nuovo passaggio nel confronto tra azienda e organizzazioni sindacali sui 96 licenziamenti annunciati.
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