Sarà la Camera del Lavoro di Milano a ospitare, sabato 19 settembre, «Omaggio a Francesco Guccini», un concerto-racconto dedicato al cantautore emiliano scomparso all’inizio di agosto all’età di 86 anni. L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio in collaborazione con CGIL Milano e si terrà alle 17.30 nell’auditorium G. Di Vittorio di corso di Porta Vittoria 43. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Lo spettacolo nasce da un’idea di Alessio Lega, cantautore e scrittore due volte vincitore della Targa Tenco, che sarà sul palco con voce e chitarra. Con lui Guido Baldoni, alla voce, fisarmonica e pianoforte, e Massimo Germini, alla voce, chitarra classica e bouzouki. Il concerto-racconto proporrà un percorso attraverso la produzione artistica di Guccini, intrecciando le sue canzoni con il racconto della sua figura e del contesto culturale e sociale nel quale è maturata.
Un autore tra musica, letteratura e impegno civile
Cantautore, autore e scrittore, Guccini ha attraversato decenni della cultura italiana, diventando uno dei principali interpreti della canzone d’autore. La sua produzione ha unito dimensione personale e attenzione alla storia, alla politica e ai cambiamenti della società, con una scrittura caratterizzata da riferimenti letterari, memoria e osservazione della realtà.
Nel repertorio di Guccini convivono l’introspezione e l’ironia, il racconto delle proprie origini e una costante attenzione alle vicende collettive. Brani come «Dio è morto» e «Auschwitz» appartengono alla prima fase della sua produzione e si inseriscono nel clima della controcultura degli anni Sessanta, mentre negli anni successivi il cantautore ha sviluppato una produzione sempre più ampia e articolata.
«Francesco Guccini ha avuto una vita lunga e feconda ed è stato un autore coltissimo, intimista e leopardiano», spiega Alessio Lega. «Era ossessionato dal tempo che passa, ma era anche una persona vitale, burlona, giocosa. Chi ha assistito a un suo concerto sa che era un formidabile intrattenitore, serio e faceto al tempo stesso, capace di parlare al pubblico di un palazzetto dello sport come agli avventori di un’osteria».
Le canzoni e il racconto di una generazione
Secondo Lega, la figura di Guccini può essere letta anche attraverso i riferimenti culturali che hanno attraversato la sua opera. «In “Dio è morto”, “Auschwitz” e nei suoi primi brani rivive il mito della controcultura americana, mescolato con la tradizione poetica della canzone francese. In lui convivono Bob Dylan e Jacques Brel», racconta.
Il percorso prosegue attraverso alcuni dei brani più conosciuti della sua produzione, da «L’incontro» a «Il vecchio e il bambino», passando per «Il pensionato» e «L’avvelenata». Al centro anche «La locomotiva», una delle canzoni più rappresentative dell’immaginario gucciniano e del suo rapporto con la tradizione anarchica.
«La locomotiva è un inno anarchico post-moderno che tiene insieme distanza e partecipazione e che è stato l’educazione politico-sentimentale di tre generazioni», sottolinea Lega.
Pavana, la memoria e il rapporto con il presente
Il concerto-racconto affronterà anche la dimensione più intima dell’opera di Guccini. La sua scrittura ha spesso intrecciato vicende personali, memoria familiare e luoghi delle origini, a partire da Pavana, paese dell’Appennino tosco-emiliano legato alla sua storia e alla sua formazione.
Accanto ai ricordi familiari e alle radici contadine, nella sua produzione hanno trovato spazio anche i temi dell’impegno civile e della contemporaneità. «Primavera di Praga», «Canzone per Silvia» e «Piazza Alimonda» sono alcuni degli episodi di un percorso nel quale la dimensione personale si è costantemente confrontata con la storia.
L’iniziativa milanese vuole quindi ricordare Guccini attraverso la sua opera, senza limitarsi alla celebrazione della sua figura. Musica, parole e memoria saranno gli strumenti attraverso i quali Lega, Baldoni e Germini ripercorreranno una produzione che ha accompagnato diverse generazioni di ascoltatori.
L’appuntamento è per sabato 19 settembre 2026 alle 17.30 nell’auditorium G. Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano, in corso di Porta Vittoria 43. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
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