La manifattura lombarda conferma la propria capacità di crescita anche nel secondo trimestre del 2026. La produzione regionale segna un incremento dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e si mantiene sui livelli massimi della serie storica. Più marcata la crescita del fatturato, che aumenta dell’1,4%, mentre gli ordinativi registrano un incremento del 2,5% sul mercato estero e dello 0,5% su quello interno.
I dati sono stati presentati venerdì 11 settembre nella sede della Camera di Commercio di Brescia, durante la conferenza stampa dedicata all’andamento congiunturale del settore manifatturiero lombardo. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi, il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio, il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini, la vicepresidente nazionale di Cna Eleonora Rigotti e il presidente della Camera di Commercio di Brescia Roberto Saccone.
Industria e artigianato confermano la crescita
Il quadro positivo riguarda anche il comparto artigiano, che nel secondo trimestre registra una crescita della produzione dello 0,5%. Il fatturato aumenta dello 0,7%, mentre gli ordini interni segnano un +0,5%. Anche in questo caso la componente estera rappresenta un elemento importante per la domanda, con gli ordinativi in aumento dell’1,4% rispetto al trimestre precedente.
Su base annua la crescita risulta ancora più evidente. La produzione aumenta del 2,1% nell’industria e del 2% nell’artigianato. Il fatturato cresce invece del 4,4% nell’industria e del 2,5% nell’artigianato.
Per l’industria lombarda continua inoltre a essere centrale il contributo dei mercati internazionali. La quota di fatturato realizzata all’estero raggiunge il 39,3%, mantenendosi sui livelli più elevati della serie storica. Anche la domanda interna mostra segnali di recupero su base annua, con gli ordinativi in crescita del 2,8% nell’industria e dell’1,1% nell’artigianato.
Da Brescia parte il ciclo di conferenze nei territori
La conferenza ospitata a Brescia inaugura anche un nuovo percorso di incontri itineranti, attraverso il quale nei prossimi mesi i dati economici regionali saranno presentati direttamente nei diversi territori lombardi. L’obiettivo è affiancare ai numeri complessivi un’analisi più vicina alle imprese, alle filiere e alle specificità produttive locali.
«La forza della Lombardia è nei suoi territori e nelle imprese che li rappresentano», ha sottolineato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi. Secondo l’assessore, i dati mostrano che «anche in una fase internazionale complessa, il nostro sistema produttivo continua a crescere e a competere», grazie alla capacità delle imprese di affrontare l’incertezza attraverso investimenti, innovazione e apertura ai mercati.
Guidesi ha quindi evidenziato il significato del nuovo percorso itinerante, spiegando che l’intenzione è «portare questi numeri nei territori e raccontare da vicino la realtà di una Lombardia che produce, esporta e crea lavoro».
Migliorano le aspettative degli imprenditori
Secondo le analisi dell’Osservatorio economico di Unioncamere Lombardia, il clima tra gli imprenditori industriali mostra segnali di miglioramento. Le aspettative beneficiano soprattutto della ripresa degli ordinativi provenienti dall’estero e diventano più favorevoli per produzione, fatturato, domanda estera e occupazione.
La domanda interna resta invece un elemento di attenzione, anche se il saldo negativo si riduce in modo significativo, passando dal -9,5% al -2,5%. Un andamento analogo si osserva nell’artigianato, dove il clima di fiducia migliora progressivamente e i saldi negativi si ridimensionano per tutti gli indicatori considerati.
«Questi dati raccontano un elemento che va oltre la dinamica congiunturale», ha affermato il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio. «La manifattura lombarda continua a crescere non perché siano venuti meno i fattori di incertezza, ma perché negli ultimi anni ha rafforzato la propria capacità di competere».
Auricchio ha collegato il risultato alla qualità delle imprese, alla forza delle filiere e alla loro presenza sui mercati internazionali. Le aspettative in miglioramento, secondo il presidente, consentono di guardare ai prossimi mesi con maggiore fiducia, pur mantenendo alta l’attenzione sulle criticità dello scenario internazionale.
Materie prime e costi restano un fattore di pressione
Accanto ai segnali positivi emergono tuttavia alcuni elementi di preoccupazione. Nel secondo trimestre i prezzi delle materie prime aumentano del 4,5% nell’industria e del 6,4% nell’artigianato rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Si tratta, secondo i dati presentati, degli incrementi congiunturali più elevati degli ultimi due anni.
Il tema dei costi si inserisce in un quadro internazionale ancora caratterizzato da tensioni e incertezze. Per Confindustria Lombardia, a questi fattori si aggiungono il conflitto in Medio Oriente e le questioni legate ai costi dell’energia.
«Con la produzione industriale piatta, a tenere a galla le imprese lombarde nel secondo semestre sono export e fatturato», ha dichiarato il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini, richiamando rispettivamente la crescita del 2,5% e dell’1,4% su base congiunturale. Secondo Pasini, il fatturato risente però dell’aumento dei costi, mentre «caro materie prime, il perdurare del conflitto in Medio Oriente e l’irrisolto nodo energetico tengono le imprese lombarde sotto pressione e nell’incertezza».
Il presidente di Confindustria Lombardia ha inoltre richiamato la conclusione del Pnrr e una nuova stretta del credito bancario, sostenendo la necessità di riportare la manifattura al centro delle politiche industriali. In questo quadro ha indicato il World Manufacturing Forum, in programma a Milano il 22 e 23 ottobre, come occasione di confronto internazionale sulle prospettive dell’industria europea.
Occupazione stabile e Cassa integrazione contenuta
Il mercato del lavoro mantiene un andamento positivo. Nell’industria gli ingressi continuano a superare le uscite, con un saldo occupazionale dello 0,3%. Nell’artigianato si registra invece una sostanziale equivalenza tra assunzioni e cessazioni.
Resta contenuto anche il ricorso alla Cassa integrazione. Nel settore industriale il 10,2% delle imprese dichiara di aver utilizzato ore di CIG nel trimestre, ma la quota sul monte ore si ferma allo 0,9%. Nell’artigianato le imprese che hanno fatto ricorso alla Cassa integrazione sono il 5,9%, con un’incidenza dello 0,6% sul monte ore.
Mezzi di trasporto e chimica tra i comparti più dinamici
La crescita interessa la maggior parte dei comparti produttivi e conferma la diversificazione del sistema manifatturiero lombardo. Nell’industria soltanto tre dei tredici settori considerati registrano una diminuzione della produzione su base annua: siderurgia, in calo dello 0,5%, legno-mobilio, a -0,9%, e abbigliamento, che registra una flessione del 2,9%.
Le performance più positive riguardano invece i mezzi di trasporto, con una crescita del 5,5%, seguiti da pelli-calzature (+3,3%), chimica (+3%), alimentare (+2,8%), carta-stampa (+2,7%) e meccanica (+2,4%).
Anche nell’artigianato prevalgono i settori in crescita. I risultati migliori sono quelli dei minerali non metalliferi, che aumentano del 6,7%, e del tessile, in crescita del 5,6%. Seguono legno-mobilio (+2,8%), gomma-plastica (+2,7%) e meccanica (+2,1%). L’unico comparto in flessione è la siderurgia, che registra un calo del 6,3%.
Cna: «La resilienza dell’artigianato non può essere data per scontata»
Sul fronte dell’artigianato, la presidente di Cna Lombardia Bozzini ha evidenziato la necessità di accompagnare la crescita con politiche a sostegno delle imprese.
«La resilienza dell’artigianato ispira fiducia ma non possiamo abusarne», ha dichiarato Bozzini, sottolineando l’importanza di sostenere gli investimenti nella transizione digitale ed ecologica e di rendere più agevole l’accesso al credito.
Secondo la presidente di Cna Lombardia, il quadro resta positivo ma non offre garanzie per i prossimi mesi, soprattutto alla luce dell’instabilità geopolitica. Tra i principali fattori di pressione resta il costo delle materie prime, che continua a rappresentare una delle principali incognite per le imprese artigiane lombarde.
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.












