Ricerca, innovazione e intelligenza artificiale sono al centro del PDL 171, «Disposizioni in materia di ricerca, innovazione e intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile», esaminato dal Consiglio regionale della Lombardia. Il provvedimento è stato trasmesso alla VII Commissione Cultura, ricerca e innovazione, sport, comunicazione per l’istruttoria, con il coinvolgimento delle commissioni competenti per i pareri previsti.
Sul testo interviene Paola Pizzighini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che esprime una valutazione critica sulla misura e sulle risorse previste. Secondo la consigliera, la Lombardia dovrebbe rafforzare gli investimenti nella ricerca e affrontare in modo più concreto gli effetti dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro.
Le critiche del Movimento 5 Stelle
«Regione Lombardia dovrebbe affrontare questa sfida, determinante per il nostro futuro, investendo nella ricerca e governando l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla società e sul lavoro. Invece, ci troviamo a discutere un provvedimento debole, che rischia di finanziare più la macchina amministrativa e gli eventi che la ricerca», afferma Pizzighini.
La consigliera contesta in particolare la destinazione di risorse al Comitato scientifico, alla piattaforma digitale, agli eventi e ai premi collegati alla Giornata della Ricerca. La proposta del Movimento 5 Stelle, secondo quanto riferito dalla stessa Pizzighini, è stata quella di indirizzare maggiormente le risorse verso i giovani ricercatori, la ricerca di base e le startup innovative.
Il tema dell’intelligenza artificiale nel lavoro
Un altro punto sollevato dalla consigliera riguarda l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro. Pizzighini sostiene che il provvedimento dovrebbe prevedere strumenti più vincolanti per affrontare gli effetti dell’utilizzo degli algoritmi nei luoghi di lavoro.
«Il tema legato all’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro non può essere liquidato attraverso dichiarazioni d’intenti. Nel provvedimento non troviamo tutele vincolanti capaci di affrontare concretamente i rischi connessi all’utilizzo degli algoritmi nei luoghi di lavoro», dichiara la consigliera.
Nel suo intervento Pizzighini richiama quindi diversi aspetti legati alla trasformazione digitale, dalla tutela dell’occupazione alla sorveglianza digitale, fino al rischio di una progressiva dequalificazione professionale e di una maggiore pressione sui ritmi di lavoro.
«L’innovazione tecnologica ha senso se migliora la vita delle persone: non può diventare un pretesto per comprimere diritti, qualità e dignità del lavoro», aggiunge.
La richiesta di maggiori investimenti
La consigliera del Movimento 5 Stelle collega infine il confronto sul provvedimento alla necessità di rafforzare le politiche regionali dedicate alla ricerca e all’innovazione.
«Per affrontare al meglio le sfide legate all’innovazione digitale, siamo già in considerevole ritardo. Motivo per cui serviva una legge più ambiziosa, capace di investire sulla conoscenza e, nello stesso tempo, di governare il cambiamento tutelando le persone. La Lombardia può e deve fare di più», conclude Pizzighini.
Il PDL 171 nasce su iniziativa del presidente della Giunta regionale e punta a intervenire in modo organico sul sistema lombardo della ricerca, dell’innovazione e dell’intelligenza artificiale. L’iter del provvedimento è stato avviato nel Consiglio regionale nel 2026, con l’istruttoria affidata alla VII Commissione e i pareri richiesti alle altre commissioni competenti.
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