La Fondazione Luciana Matalon di Milano presenta “Verso il Sol Levante. Da Venezia al Giappone: la campagna oceanica della Vettor Pisani nei diari di Luchino dal Verme”, una mostra dedicata a una pagina della storia dei rapporti tra Italia e Giappone. L’esposizione sarà visitabile dal 5 novembre al 5 dicembre 2026, con ingresso libero, negli spazi di Foro Buonaparte 67.
Il progetto, ideato e curato da Nello Taietti, è realizzato con il patrocinio della Marina Militare Italiana, del Consolato Generale del Giappone a Milano, di Regione Lombardia, del Comune di Zavattarello, dell’Università degli Studi di Milano, della Società Geografica Italiana e della Camera di Commercio Giapponese in Italia.
Al centro del percorso c’è la figura di Luchino dal Verme (1838-1911), ufficiale di Stato Maggiore, uomo di cultura e precettore del principe Tommaso di Savoia, duca di Genova. Dal Verme partecipò alla lunga campagna della Real Corvetta Vettor Pisani come osservatore, documentando attraverso i propri scritti luoghi, persone e tradizioni incontrati durante la navigazione.
La campagna oceanica della Vettor Pisani
Il viaggio ebbe inizio il 31 marzo 1879, quando la Vettor Pisani lasciò Venezia. La rotta attraversò il Mediterraneo, il Mar Rosso e l’Oceano Indiano, fino a raggiungere l’Estremo Oriente. Tra le tappe della spedizione figurano Nagasaki, Yokohama e Kobe.
La missione ebbe una dimensione militare e diplomatica, ma anche culturale e conoscitiva. A bordo della corvetta, dal Verme osservò paesaggi, architetture, opere d’arte, rituali e abitudini quotidiane, annotando le proprie impressioni su una realtà ancora lontana dall’esperienza europea.
Tra gli episodi ricordati dalla mostra c’è l’incontro del 7 gennaio 1881, quando l’imperatore Meiji Mutsuhito salì a bordo della Vettor Pisani, a Yokohama, per partecipare al pranzo ufficiale in onore del duca di Genova. Un momento significativo nella storia dei rapporti tra i due Paesi, allora impegnati a conoscersi in una fase di profondi cambiamenti.
I diari di Luchino dal Verme e il Giappone dell’epoca Meiji
Il nucleo narrativo dell’esposizione è “Giappone e Siberia”, il volume pubblicato da Luchino dal Verme nel 1882, al termine della campagna e del successivo viaggio di ritorno attraverso la Siberia.
L’opera raccoglie osservazioni e riflessioni maturate durante la spedizione. Alla descrizione dei luoghi si affiancano approfondimenti sulle società incontrate, sulle forme artistiche, sui costumi e sulla vita quotidiana. Ne emerge il ritratto di un’Asia attraversata da trasformazioni profonde, in particolare di un Giappone che, sotto il governo dell’imperatore Meiji, stava accelerando il proprio processo di modernizzazione.
La scrittura di dal Verme costituisce il punto di partenza per una riflessione sul viaggio come esperienza di conoscenza e confronto tra culture. A distanza di quasi un secolo e mezzo, le sue testimonianze permettono di rileggere il primo periodo delle relazioni tra Italia e Giappone attraverso lo sguardo di chi visse direttamente quell’incontro.
Documenti, fotografie e carte storiche
Il percorso espositivo riunisce documenti inediti, lettere, diari, note autografe e corrispondenze ducali, con l’obiettivo di ricostruire anche la dimensione personale della spedizione e l’esperienza quotidiana del suo protagonista.
Accanto ai materiali documentari saranno esposte 25 fotografie originali dell’epoca Meiji, provenienti dall’archivio di Nello Taietti, e circa 80 immagini legate al viaggio, concesse dall’archivio fotografico della famiglia Dal Verme. Le fotografie restituiscono aspetti del Giappone di fine Ottocento, in una fase di passaggio tra la propria tradizione e le trasformazioni introdotte dalla modernizzazione.
Completano l’allestimento rilievi idrografici, carte e materiali cartografici storici, che documentano gli itinerari della missione e contribuiscono a ricostruire il contesto geografico della navigazione.
La mostra propone così un racconto che intreccia la dimensione storica della spedizione con quella individuale, attraverso le testimonianze di un viaggio che contribuì a consolidare la conoscenza reciproca tra due Paesi.
Gli appuntamenti in programma
L’inaugurazione è prevista giovedì 5 novembre alle 18, su invito. L’apertura sarà accompagnata da una lettura scenica di brani tratti da “Giappone e Siberia”, interpretata dall’attore Riccardo Mazzarella e accompagnata da brani popolari e musiche cerimoniali dell’epoca. Al termine è previsto un brindisi con sakè e spumante, offerti da Onda Sakè e Torre degli Alberi.
Il calendario proseguirà sabato 14 novembre alle 16 con un concerto di musica da camera a cura di Notturno Musica. Il programma proporrà un percorso ispirato alle suggestioni orientali che attraversarono la cultura europea tra Ottocento e Novecento, nel periodo in cui l’Occidente iniziava a confrontarsi con l’immaginario e l’estetica giapponesi. L’ingresso è a pagamento e su prenotazione, scrivendo a fineart@fondazionematalon.org.
Giovedì 19 novembre alle 18 sarà invece presentato il libro “Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante” di Stefano Faravelli con Alberto Moro. Attraverso disegno, scrittura e racconto dell’esperienza diretta, il volume riprende la tradizione del taccuino come strumento di osservazione e conoscenza. L’incontro offrirà uno sguardo contemporaneo sul rapporto tra viaggio, arte e cultura giapponese. L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
La mostra sarà aperta da martedì a sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19, alla Fondazione Luciana Matalon, in Foro Buonaparte 67 a Milano. Per informazioni è possibile contattare la segreteria all’indirizzo fineart@fondazionematalon.org o al numero 02 878781.
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