L’intelligenza artificiale sta entrando nei processi delle imprese italiane, ma la sua adozione pone anche nuove esigenze sul fronte delle competenze, della formazione e della governance. È in questo contesto che nasce a Milano l’Osservatorio AI di UniEticPmi, presentato durante l’evento «L’impresa nell’era dell’AI».
L’iniziativa punta ad accompagnare le imprese, con particolare attenzione alle piccole e medie aziende, nella comprensione e nell’utilizzo delle tecnologie di intelligenza artificiale. Il percorso prevede quattro appuntamenti dedicati ai principali aspetti della trasformazione in corso, dalla compliance alla governance fino al marketing, alla comunicazione, alle competenze, al lavoro e alla leadership.
Un osservatorio dedicato alle Pmi
L’Osservatorio nasce dalla collaborazione tra oltre 20 enti di formazione e diverse realtà attive nel mondo delle imprese e del lavoro, tra cui CIFA Italia, FonARCom, Epar, UniEticPmi e il Centro Studi #Illavorocontinua.
L’attività dell’organismo comprenderà attività di ricerca, elaborazione di report, tavoli di lavoro, webinar e iniziative formative. L’obiettivo è fornire alle imprese strumenti per affrontare l’introduzione dell’intelligenza artificiale non soltanto come una questione tecnologica, ma come un processo che coinvolge l’organizzazione e le persone.
Il tema assume particolare rilievo per le Pmi, che costituiscono la parte largamente maggioritaria del tessuto produttivo italiano e occupano una quota significativa dei lavoratori del settore privato.
Cafà: «Serve intervenire su processi, governance e formazione»
Andrea Cafà, presidente di CIFA Italia e FonARCom, ha sottolineato il rischio che una parte delle imprese possa rimanere esclusa dalla trasformazione digitale se l’adozione dell’AI non viene accompagnata da un adeguato investimento sulle competenze.
«L’intelligenza artificiale è una grande opportunità, ma molte micro, piccole e medie imprese rischiano di restare tagliate fuori», ha dichiarato Cafà, ricordando che queste realtà rappresentano «oltre il 98,5% del tessuto produttivo» italiano e danno lavoro a più della metà degli occupati nel settore privato.
Secondo il presidente di CIFA Italia e FonARCom, l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale non può essere ricondotto alla semplice sottoscrizione di un servizio digitale. «L’acquisto di un abbonamento, di un’applicazione non significa adozione di intelligenza artificiale», ha spiegato, evidenziando la necessità di intervenire sui processi aziendali, sulla governance e sulla formazione.
Dalla sperimentazione all’adozione dell’AI
Roberto Marseglia, direttore dell’Osservatorio, ha descritto la fase attuale come un passaggio dalla prima sperimentazione a un utilizzo più strutturato dell’intelligenza artificiale all’interno delle imprese.
«Nelle Pmi italiane l’AI sta passando da un periodo di assaggio a un periodo di adozione vera, un periodo di adozione adulta», ha affermato Marseglia.
Il cambiamento richiede però un adeguamento dei processi e delle competenze interne alle aziende. L’introduzione dell’AI pone inoltre questioni legate alla compliance e alla definizione di principi e regole che consentano di utilizzare le nuove tecnologie in modo coerente con l’organizzazione e le responsabilità aziendali.
Quattro appuntamenti per accompagnare le imprese
Dopo l’appuntamento inaugurale dedicato all’impresa nell’era dell’intelligenza artificiale, il programma dell’Osservatorio proseguirà con altri tre incontri. I prossimi approfondimenti riguarderanno la compliance e la governance, l’utilizzo dell’AI nel marketing e nella comunicazione e, infine, il rapporto tra intelligenza artificiale, competenze, lavoro e leadership.
La scelta di sviluppare il progetto attraverso ricerca, confronto e formazione punta quindi a fornire alle imprese un percorso articolato per affrontare la trasformazione tecnologica. Per le Pmi, in particolare, la questione non riguarda soltanto la disponibilità degli strumenti, ma la capacità di integrarli nei processi aziendali e di sviluppare le competenze necessarie per utilizzarli in modo efficace.
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