Si apre in Lombardia la finestra per partecipare al bando «Ri.Circo.Lo. Filiere Prioritarie», misura promossa da Regione Lombardia per sostenere le piccole e medie imprese nello sviluppo di progetti dedicati all’economia circolare. Le candidature possono essere presentate a partire dalle 9 del 6 ottobre e fino al 5 novembre 2026.
L’iniziativa punta a ridurre l’impatto ambientale del sistema produttivo attraverso il riciclo, il riutilizzo dei materiali e la prevenzione della produzione di rifiuti. La misura si concentra su alcune filiere considerate strategiche per il territorio lombardo, tra cui plastica, gomma e tessile, apparecchiature elettriche ed elettroniche, pannelli fotovoltaici, batterie e accumulatori, recupero del fosforo e materie prime critiche.
Progetti per innovare prodotti e processi
Il bando finanzia interventi che possono riguardare la riprogettazione dei prodotti secondo i principi dell’ecodesign, con l’obiettivo di facilitarne la riparazione e aumentarne la durata, ma anche la realizzazione o l’adeguamento di linee produttive destinate al riciclo o all’utilizzo di materiali ottenuti dal recupero dei rifiuti.
«Con questa delibera la Regione Lombardia conferma il suo ruolo di guida nell’economia circolare. Sosteniamo con risorse e strumenti concreti le nostre imprese che vogliono innovare», sottolinea Giorgio Maione, assessore regionale all’Ambiente e Clima.
Secondo Maione, la misura nasce anche dal confronto con il territorio e con gli stakeholder attraverso l’Osservatorio regionale per il Clima e l’Economia Circolare. L’obiettivo indicato dalla Regione è rafforzare il recupero delle materie prime critiche, ridurre la dipendenza dalle forniture estere e favorire il riutilizzo dei materiali all’interno delle filiere produttive.
Dalla plastica alle materie prime critiche
Il bando individua quattro ambiti prioritari. Il primo riguarda le filiere della plastica, della gomma e del tessile, con interventi dedicati, tra l’altro, al riutilizzo degli imballaggi, all’introduzione del vuoto a rendere, alla logistica e alla modifica delle linee produttive per diminuire gli scarti.
Un secondo ambito interessa apparecchiature elettroniche, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, pannelli fotovoltaici, batterie e accumulatori. In questo caso gli interventi possono puntare a facilitare il recupero delle materie prime critiche e la riparazione dei prodotti attraverso soluzioni di ecodesign.
La terza area riguarda il recupero del fosforo da reflui, fanghi di depurazione e rifiuti organici, con l’obiettivo di trasformarlo in una materia prima utilizzabile dall’agricoltura o dall’industria. Il quarto ambito è dedicato invece alle materie prime critiche, considerate essenziali per numerose filiere tecnologiche e produttive, attraverso progetti finalizzati al loro recupero e alla riduzione della dipendenza dall’estero.
Contributi fino a 1,5 milioni di euro
La misura è rivolta alle Pmi lombarde, comprese start-up e Pmi innovative, che possono presentare i progetti singolarmente oppure in forma aggregata. È necessario disporre di una sede operativa attiva in Lombardia.
L’assegnazione delle risorse avverrà attraverso una procedura valutativa a graduatoria, nella quale saranno considerati la qualità e il grado di innovazione dei progetti, insieme al loro impatto ambientale.
Il contributo è a fondo perduto e può coprire fino al 60% delle spese ammissibili per le piccole imprese e fino al 50% per le medie imprese. Il costo minimo di ciascun progetto è fissato a 50.000 euro, mentre l’importo massimo del contributo può arrivare a 1,5 milioni di euro.
Le imprese che otterranno l’agevolazione avranno 24 mesi dalla concessione del finanziamento per realizzare e rendicontare gli interventi. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 5 novembre 2026.
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