Mentre manca sempre meno alla nuova edizione dei Giochi olimpici invernali, uno studio di Seeders ricostruisce la «geografia» delle medaglie italiane: quali regioni, province e atleti hanno inciso di più nella storia azzurra ai Giochi.
Ne emerge una fotografia chiara, fatta di roccaforti alpine, specializzazioni sportive e campioni capaci di cambiare da soli gli equilibri di interi territori.
Trentino-Alto Adige e Lombardia: le due corazzate del medagliere
A livello regionale, il dato è netto: Trentino-Alto Adige guida con 80 medaglie (19 ori, 15 argenti, 46 bronzi). Il dominio nasce dalla combinazione di tradizione sportiva, infrastrutture e cultura locale in discipline come slittino, sci alpino, biathlon e fondo.
Subito dopo si posiziona la Lombardia con 46 medaglie (11 ori, 15 argenti, 20 bronzi), regione «polivalente» capace di conquistare podi in sport molto diversi, dallo sci alpino allo short track.
Qual è la vera capitale italiana delle Olimpiadi invernali?
Scendendo a livello provinciale, l’effetto-territorio diventa più evidente. Bolzano è la provincia più vincente d’Italia con 65 medaglie complessive, di cui 14 ori. Qui non si tratta di exploit isolati, ma di continuità: scuole sportive strutturate e generazioni di atleti di alto livello.
Belluno, con 24 medaglie, si distingue per trasversalità: medaglie in bob, fondo, sci alpino e slittino, oltre a essere la terra legata alla mitica Valanga Azzurra, l’epopea dello sci alpino italiano degli anni ’70.
Fontana, Belmondo e Zöggeler: i nomi che spostano la storia
Alcuni atleti hanno avuto un impatto straordinario sulle statistiche italiane. Arianna Fontana, con 12 medaglie, è la più medagliata italiana ai Giochi invernali e quinta nella classifica all-time mondiale. Segue Stefania Belmondo con 10 medaglie, settima all-time.
Armin Zöggeler, «il Cannibale», rappresenta la continuità e la qualità dell’Alto Adige olimpico, un esempio di rendimento costante nella sua disciplina.
Tra i momenti iconici, spicca Lillehammer 1994, la migliore edizione italiana con 20 medaglie totali e 7 ori, ricordata anche per la staffetta 4×10 km di sci di fondo, con lo sprint finale di Silvio Fauner contro i norvegesi.
Lo studio sottolinea inoltre la crescita delle nuove discipline: a Pechino 2022 l’Italia ha conquistato il suo primo oro nel curling a doppio misto, segnale di un movimento in espansione. Con il ritorno del fattore casa, resta la domanda: riuscirà la nuova Italia olimpica a superare i record di Lillehammer, sia per medaglie totali sia per ori?
Metodologia dello studio
Sono state considerate tutte le edizioni dei Giochi olimpici invernali dalla prima partecipazione italiana a oggi. Per ogni medaglia sono stati analizzati atleta, regione e provincia di nascita.
Nei casi di sport di squadra o staffette, la medaglia è stata attribuita a ciascun componente, così da riflettere fedelmente l’impatto dei territori sui risultati. I dati sono stati poi aggregati per regione, provincia e atleta, consentendo un confronto storico e geografico coerente e comparabile.
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