Disagi significativi hanno colpito l’aeroporto di Orio al Serio nel tardo pomeriggio di sabato 3 gennaio, quando un guasto tecnico al sistema di avvicinamento strumentale gestito da ENAV, unito a condizioni di bassa visibilità dovute alla nebbia, ha compromesso gravemente le operazioni di atterraggio e decollo.
L’interruzione ha generato ritardi, cancellazioni e dirottamenti di decine di voli proprio nel cuore di uno dei fine settimana più trafficati dell’anno per via del ponte della Befana, lasciando migliaia di passeggeri in attesa o bloccati nello scalo.
Numeri e conseguenze operative
Secondo i dati comunicati dalla società di gestione SACBO, tra sabato sera e la mattinata di domenica sono stati 63 i voli in arrivo che hanno subito ritardi, sono stati cancellati o dirottati verso altri aeroporti, mentre 39 voli in partenza sono stati cancellati o riprogrammati per le ore successive.
Nel dettaglio:
-
34 voli in arrivo sono stati dirottati su scali alternativi;
-
21 voli in arrivo sono stati cancellati;
-
8 arrivi sono stati ritardati e riprogrammati;
-
26 voli in partenza sono stati cancellati;
-
6 partenze sono state operate da altri aeroporti;
-
7 partenze sono state riprogrammate durante la giornata di domenica.
Il problema tecnico si sarebbe verificato poco prima delle ore 18 di sabato, e, sebbene ENAV abbia risolto il guasto intorno alla mezzanotte, gli effetti della sospensione delle operazioni si sono prolungati anche nelle ore successive, quando lo scalo ha iniziato gradualmente a riprendere la funzionalità ordinaria.
Passeggeri bloccati e interventi di emergenza
La combinazione di malfunzionamento dell’ILS (Instrument Landing System) e visibilità ridotta ha provocato un congestionamento dello scalo, con molti viaggiatori costretti a passare la notte all’interno dell’aeroporto. Scene di passeggeri che hanno dormito per terra tra corridoi, aree di check-in e rulli bagagli sono state ampiamente diffuse sui social e nei media internazionali, con molti che hanno lamentato la difficoltà di ottenere informazioni tempestive.
Per alleggerire la situazione, la Protezione Civile di Dalmine-Zingonia ha predisposto una zona con brandine per alcune categorie di passeggeri, mentre altri hanno scelto di cercare sistemazioni in hotel o di proseguire il viaggio in autobus, taxi o auto, con spese aggiuntive non previste.
Durante la notte non sono mancati momenti di tensione tra i viaggiatori in attesa e il personale di terra, tanto che è dovuta intervenire la polizia locale per riportare ordine e garantire la sicurezza all’interno dell’aerostazione.
Ripercussioni e risposta dell’aeroporto
Il presidente di SACBO ha pubblicamente espresso le scuse ai passeggeri e ha ringraziato chi ha mostrato comprensione e collaborazione, sottolineando che il problema è stato monitorato in costante dialogo con ENAV per ripristinare il sistema di avvicinamento e tornare alla normalità operativa.
Le ripercussioni dei disservizi sono state avvertite su più fronti nell’area lombarda e oltre, con voli diretti anche verso destinazioni come Sicilia e altre regioni italiane che hanno subito ritardi significativi a causa dei divieti di atterraggio a Orio al Serio.
Continua impatto sui voli e diritti dei passeggeri
Nelle ore successive alla risoluzione tecnica, molti voli hanno continuato a mostrare ritardi residui sia in partenza che in arrivo, mentre le compagnie aeree e l’aeroporto hanno ricordato ai viaggiatori che, in base alla normativa europea (Regolamento CE 261/2004), potrebbero essere dovuti rimborsi o compensazioni a chi ha subito cancellazioni o ritardi prolungati.
La situazione rimane sotto osservazione: lo scalo di Bergamo è un importante hub per servizi low cost e per i collegamenti nazionali e internazionali, e la capacità di ripristinare rapidamente la piena operatività è ritenuta cruciale, soprattutto nei periodi di maggiore traffico come le festività.
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










