Giovedì 15 gennaio, alle ore 18, il Museo diocesano Carlo Maria Martini di Milano ospiterà un dialogo tra l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, e rav Alfonso Arbib, Rabbino capo di Milano e presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana.
L’incontro è dedicato al sessantesimo anniversario della Dichiarazione conciliare Nostra Aetate, testo fondamentale del Concilio Vaticano II che ha segnato una svolta nei rapporti tra la Chiesa cattolica e le religioni non cristiane, in particolare con l’ebraismo.
Il significato di Nostra Aetate e il dialogo ebraico-cristiano
Promulgata il 28 ottobre 1965, Nostra Aetate ha rappresentato un passaggio storico, aprendo una nuova stagione di confronto e di dialogo dopo secoli di incomprensioni e pregiudizi. A sessant’anni di distanza, il tema resta di grande attualità, soprattutto in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti che rendono ancora più urgente la costruzione di relazioni fondate sul rispetto reciproco e sull’ascolto.
L’appuntamento milanese si inserisce nel percorso della 37ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, che ricorre il 17 gennaio. La scelta del riferimento a Nostra Aetate è stata indicata dall’Ufficio nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della CEI.
Promotori e programma dell’incontro
L’iniziativa è promossa dal Consiglio delle Chiese cristiane di Milano e dal Servizio per l’Ecumenismo e il Dialogo della Diocesi ambrosiana. Dopo i saluti e l’introduzione di padre Traian Valdman, presidente del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano, è previsto l’intervento di don Lorenzo Maggioni, docente di teologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e all’Istituto Superiore di Scienze Religiose.
A seguire, il confronto tra mons. Delpini e rav Arbib si concentrerà sul valore e sulle prospettive del dialogo ebraico-cristiano nel tempo presente.
Le parole della Diocesi
A sottolineare il valore storico e attuale della Dichiarazione conciliare è mons. Luca Bressan, Vicario episcopale per la Cultura, la Carità, la Missione e l’Azione Sociale e presidente della Commissione diocesana Ecumenismo e Dialogo. «La Dichiarazione Nostra Aetate è stata davvero una pietra miliare del Concilio Vaticano II, avendo mutato i rapporti tra il cristianesimo, soprattutto il cattolicesimo, e la religione ebraica, ma non solo. Fu un passaggio forte sessant’anni fa e continua a esserlo oggi», afferma.
Riferendosi al rapporto tra la Diocesi ambrosiana e la comunità ebraica milanese, mons. Bressan ricorda come «il dialogo si sia sviluppato in particolar modo grazie al contributo del cardinale Carlo Maria Martini e dell’allora Rabbino capo, rav Giuseppe Laras». Un cammino che, sottolinea, resta solido anche oggi e consente di «non confondere il piano religioso con quello politico, distinguendo tra il popolo ebraico, lo Stato di Israele e le scelte dell’attuale governo». «Nulla è cambiato – conclude – nel nostro rapporto con l’ebraismo e con il rabbinato milanese».
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