Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità una mozione di sostegno alle aspirazioni democratiche del popolo iraniano. Il documento, presentato da Fabrizio Figini (Forza Italia) e Lisa Noja (Italia Viva), condanna le violenze del regime teocratico iraniano e indica misure concrete di supporto e protezione.
Impegni della Giunta regionale
La mozione impegna la Giunta a sostenere l’azione diplomatica del Governo in tutte le sedi Stato-Regioni, con l’obiettivo di isolare i responsabili delle violenze in Iran. Tra gli altri impegni, Palazzo Pirelli esorterà il Governo a richiedere l’immediato ripristino della connessione Internet nel Paese e a promuovere, in sede europea, sanzioni mirate contro gli esponenti del regime. Il testo sollecita inoltre la protezione dei richiedenti asilo e degli attivisti iraniani in Italia, semplificando le procedure per il rilascio o il rinnovo dei permessi di soggiorno per motivi di studio o protezione speciale.
La mozione invita anche le imprese lombarde, tramite le loro associazioni di categoria, a rispettare l’embargo economico evitando rapporti che possano favorire il regime iraniano. Palazzo Pirelli sarà illuminato con la scritta “Free Iran” come segno di vicinanza al popolo iraniano.
Le parole dei promotori
Fabrizio Figini ha sottolineato l’importanza di un testo condiviso: «Questo documento nasce da un lavoro di sintesi con tutti i gruppi consiliari. La crisi iraniana parte dalla costituzione della Repubblica islamica, quasi cinquant’anni fa, che si basa sulla discriminazione contro donne, minoranze religiose e omosessuali e ha trasformato l’Iran in un luogo di oscurantismo. Di fronte al popolo stremato da una tremenda crisi economica il regime ha risposto con la violenza. Di fronte a questi crimini contro l’umanità, la Lombardia non si gira dall’altra parte, ma con questa mozione è in prima fila a condannare la violenza del regime attraverso misure concrete».
Lisa Noja ha evidenziato l’aspetto umanitario del testo: «Si tratta di un documento equilibrato, frutto di una mediazione che si mette dalla parte di chi subisce violenze quotidiane da parte di un regime teocratico. La mozione mette al centro due aspetti fondamentali: la richiesta di superare il blackout digitale con cui il regime tenta di nascondere i crimini e la necessità di garantire protezione agli iraniani dissidenti che vivono in Italia. Va in una direzione precisa: far sentire la voce delle donne e degli uomini iraniani che stanno combattendo per la libertà».
Convergenza politica e sostegno trasversale
Hanno espresso soddisfazione per l’approvazione della mozione anche Alessandro Corbetta (Lega), Giulio Gallera (Forza Italia), Nicolas Gallizzi (Noi Moderati), Christian Garavaglia (Fratelli d’Italia), Luca Marrelli (Lombardia Ideale), Luca Paladini (Patto Civico) e Paolo Romano (PD).
Il Sottosegretario con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo ha ricordato: «Nel 1979 la rivoluzione portò alla caduta dello scià Mohammad Reza Pahlavi e 47 anni dopo un’altra rivoluzione sta rovesciando un governo ancora più autoritario. La brutalità del regime non arresterà un cambiamento radicale in Iran».
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