La situazione delle risorse idriche in Lombardia registra, al 22 marzo, un deficit del 21% rispetto alla media storica, un dato significativamente inferiore rispetto alla crisi del 2022 ma che richiede comunque attenzione. È quanto emerso dal tavolo convocato in Regione dagli assessori Massimo Sertori (Enti locali, Montagna e Risorse idriche), Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) e Giorgio Maione (Ambiente), con la partecipazione dei rappresentanti dei consorzi idroelettrici, di Aipo e dei gestori dei servizi pubblici.
Una situazione sotto controllo ma da monitorare
Il quadro attuale, pur non essendo critico come quello registrato quattro anni fa, presenta elementi di attenzione legati soprattutto alla ridotta disponibilità di neve in montagna. La stagione invernale 2025-2026 è stata infatti caratterizzata da precipitazioni inferiori alla media nelle aree alpine e da temperature altalenanti, con un conseguente deficit della riserva nivale.
«La situazione non è critica come nel 2022, ma non possiamo abbassare la guardia: è necessario agire subito per garantire sufficiente risorsa idrica per la stagione irrigua», ha dichiarato l’assessore Sertori, sottolineando la necessità di interventi tempestivi e coordinati.
Più riserve nel Lago Maggiore grazie all’accordo con la Svizzera
Tra le principali misure adottate, Regione Lombardia punta sulla gestione dei grandi laghi. In particolare, per il Lago Maggiore è stata confermata la prosecuzione della sperimentazione con la Svizzera che prevede l’innalzamento del livello massimo a 135 centimetri, rispetto ai precedenti 125, con possibilità di arrivare fino a 140 in caso di necessità.
«Si tratta quindi di almeno 20 milioni di metri cubi d’acqua in più, stoccabili e successivamente utilizzabili dalle utenze sul fiume Ticino», ha spiegato Sertori, evidenziando l’importanza strategica dell’accordo nell’ambito dell’organismo bilaterale italo-svizzero.
Parallelamente, è stata autorizzata la riduzione delle erogazioni dal Lago d’Iseo verso il fiume Oglio, con l’obiettivo di trattenere maggiori volumi idrici e posticipare l’avvio della stagione irrigua.
Agricoltura e gestione degli invasi
L’assessore Beduschi ha posto l’accento sull’impatto della gestione idrica per il comparto agricolo lombardo, in particolare nelle aree di pianura. «È importante trovare un compromesso tra risparmio idrico e mantenimento degli invasi», ha dichiarato, sottolineando come i livelli attuali siano «medio-soddisfacenti».
Beduschi ha inoltre evidenziato come il tavolo tecnico rappresenti uno strumento fondamentale per razionalizzare l’uso dell’acqua durante una stagione irrigua che tende ad anticiparsi e prolungarsi nel tempo. «Questo tavolo serve per far bastare la risorsa acqua per tutta la stagione», ha aggiunto.
Il peso della variabilità climatica
A incidere maggiormente sul quadro complessivo è la carenza di neve in montagna, con un deficit del 35% e punte fino al 44% in alcune aree. «Questo significa che la nostra ‘scorta’ naturale per l’estate è ridotta», ha spiegato l’assessore Maione.
Nonostante ciò, la gestione prudente degli invasi ha consentito di mantenere buoni livelli nei principali laghi lombardi: il Lago Maggiore risulta al 99% di riempimento, mentre il Garda si attesta al 92%.
«La parola d’ordine è prudenza operativa», ha sottolineato Maione, invitando i gestori a evitare riduzioni eccessive dei livelli e, dove possibile, ad aumentare i volumi trattenuti nei bacini come Adda e Oglio.
Prossime misure e monitoraggio costante
Regione Lombardia ha annunciato anche nuove iniziative, tra cui un bando previsto entro giugno 2026, con una dotazione iniziale di 3,5 milioni di euro, destinato a finanziare progetti per impianti da fonti rinnovabili in autoconsumo, utili anche per i sistemi di pompaggio dei consorzi di bonifica.
Il tavolo regionale resterà attivo in forma permanente, con nuovi incontri già programmati nei prossimi mesi per monitorare l’evoluzione della situazione e valutare eventuali ulteriori interventi.
Tutti i soggetti coinvolti hanno condiviso la necessità di proseguire con una gestione cautelativa della risorsa idrica, accompagnata da un monitoraggio costante, esprimendo soddisfazione anche da parte del mondo agricolo per i risultati ottenuti sul Lago Maggiore.
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