Si accende il confronto istituzionale a Milano sul progetto della pista ciclabile lungo il Ponte della Ghisolfa, destinata a collegare via Mac Mahon e piazzale Lugano. A esprimere una posizione fortemente critica è Franco Lucente, assessore regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia, intervenuto a margine dell’avvio dei lavori.
«Un progetto inutile, dannoso e follemente costoso. La pista ciclabile sul Ponte della Ghisolfa rientra appieno in quelle iniziative prettamente ideologiche del Comune di Milano, che in nome di una transizione ecologica non ben definita realizza iniziative cervellotiche, sconclusionate e che non portano alcun beneficio ai cittadini» dichiara Lucente. «La mobilità sostenibile seria, quella pensata e ideata per portare ad un’integrazione tra sistemi viabilistici e per migliorare l’accessibilità dei luoghi, è un’altra cosa e di certo non rientra nelle corde dell’attuale amministrazione meneghina».
I nodi su traffico, sicurezza e costi
Nel merito del progetto, l’assessore regionale richiama le criticità già evidenziate da diversi soggetti del territorio. «Cittadini, commercianti, rappresentanti delle istituzioni e associazioni di categoria si chiedono quale sia l’utilità della ciclabile in un’area particolarmente problematica da un punto di vista viabilistico» afferma Lucente. «Già adesso le code di macchine nelle ore di punta sono lunghissime, senza dimenticare poi i gravi problemi di insicurezza che una pista del genere provocherà a coloro che la dovranno percorrere».
Un ulteriore elemento di contestazione riguarda l’impiego delle risorse pubbliche. «In più i costi: siamo sicuri che le ingenti risorse pubbliche investite non potevano essere dirottate su progetti ben più urgenti?» aggiunge l’assessore, sollevando il tema della priorità degli interventi infrastrutturali nel capoluogo lombardo.
Il confronto sul modello di mobilità urbana
Le dichiarazioni si inseriscono in un dibattito più ampio sulle politiche di mobilità sostenibile adottate dal Comune di Milano negli ultimi anni. «La verità è che Milano ormai è la città dei divieti e delle imposizioni dall’alto: dalla ciclabile in Corso Buenos Aires a quella sulla Ghisolfa, dalle ZTL astruse che ormai sorgono come funghi in ogni dove, sino alle famigerate aree B e C» prosegue Lucente.
Secondo l’assessore regionale, un approccio efficace dovrebbe puntare su una maggiore integrazione tra i sistemi di trasporto. «Per realizzare progetti seri di mobilità sostenibile bisogna prevedere soluzioni alternative e condivise, partendo da una maggiore integrazione del trasporto pubblico locale nell’area metropolitana, che Regione Lombardia promuove e sostiene concretamente da sempre».
Le ricadute sul territorio lombardo
Nel suo intervento, Lucente evidenzia anche le possibili conseguenze delle scelte adottate dal Comune di Milano sull’intero territorio regionale. «A Milano l’ideologia green spinta all’ennesima potenza vince su ogni iniziativa in grado di sviluppare un piano di accessibilità valido e che tenga conto delle inevitabili ricadute sui territori dell’hinterland e del resto della Lombardia» conclude. «Una visione miope e milanocentrica che non giova a nessuno».
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