È iniziata questa mattina anche in Lombardia la Maturità 2026, con la prima prova scritta di italiano che ha coinvolto oltre 78mila studenti distribuiti tra licei, istituti tecnici e professionali.
Alle ore 8.30 le commissioni si sono insediate nelle scuole della regione e gli studenti hanno aperto i plichi ministeriali dando avvio alla prova che, come ogni anno, rappresenta il primo passaggio dell’Esame di Stato e uno dei momenti più significativi del percorso scolastico.
La Lombardia si conferma il principale bacino nazionale di candidati, con un sistema scolastico diffuso su tutte le province e una forte presenza di indirizzi tecnici e professionali accanto ai percorsi liceali. Da Milano a Brescia, da Bergamo a Monza e Brianza fino alle province più periferiche, migliaia di classi hanno affrontato contemporaneamente la stessa prova su tutto il territorio nazionale.
Una prova nazionale che apre il percorso dell’esame
La prima prova scritta, comune a tutti gli indirizzi, ha una durata di sei ore e verifica competenze linguistiche, capacità di analisi e produzione scritta. Gli studenti possono scegliere tra diverse tipologie di elaborato previste dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, con l’obiettivo di valutare la padronanza della lingua italiana e la capacità di argomentazione.
Si tratta del primo appuntamento di un calendario che proseguirà domani con la seconda prova scritta, differenziata per indirizzo di studio e incentrata sulle discipline caratterizzanti del percorso frequentato.
Scuola e territorio, la Lombardia al centro del sistema formativo
Il peso della Lombardia all’interno del sistema scolastico nazionale resta significativo non solo per numeri, ma anche per la struttura dell’offerta formativa e il legame con il tessuto economico e produttivo regionale.
Le scuole lombarde si confrontano ogni anno con un elevato numero di candidati e con una rete di istituti distribuiti tra aree urbane e territori provinciali, in un contesto che rende la maturità un appuntamento particolarmente rilevante sia sul piano educativo sia su quello sociale.
L’esame rappresenta infatti la conclusione del ciclo di studi secondari e un passaggio decisivo verso l’università, la formazione post-diploma o l’ingresso nel mondo del lavoro.
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