Si allungano i tempi della procedura di licenziamento collettivo che coinvolge Sicor S.r.l., società del Gruppo Teva. Nell’incontro svoltosi il 21 luglio al Ministero del Lavoro, azienda, organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, insieme alle Rappresentanze sindacali unitarie (Rsu), hanno raggiunto un’intesa per chiedere la proroga della fase amministrativa della procedura fino al 18 settembre 2026.
La decisione arriva in vista della scadenza dei termini previsti dalla Legge 223 del 1991 e punta a consentire alle parti di definire nel dettaglio un accordo complessivo sulla gestione della vertenza.
Villanterio, rinviata la chiusura dello stabilimento
Uno dei principali punti dell’intesa riguarda lo stabilimento Sicor di Villanterio, in provincia di Pavia.
Accogliendo le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali per salvaguardare l’occupazione e il presidio produttivo, l’azienda ha confermato il superamento dell’ipotesi di una chiusura immediata. Il sito resterà operativo fino a marzo 2027, mentre la chiusura è stata posticipata a dicembre 2027.
Il periodo aggiuntivo sarà utilizzato per avviare la ricerca di un potenziale acquirente e favorire un percorso di reindustrializzazione dello stabilimento, con l’obiettivo di individuare una soluzione industriale alternativa.
In discussione il piano per i 61 esuberi
L’accordo affronta anche la gestione dei 61 esuberi individuati negli stabilimenti di Rho, Santhià e Caronno Pertusella.
Le parti hanno confermato la volontà di privilegiare soluzioni condivise, basate su uscite volontarie e non oppositive, accompagnate da un piano di incentivazione destinato ai lavoratori interessati. La misura dovrebbe riguardare in via prioritaria il personale che maturerà i requisiti pensionistici entro i prossimi cinque anni.
Proroga per definire l’accordo quadro
Secondo quanto emerso dall’incontro al Ministero del Lavoro, la proroga della procedura fino al 18 settembre si è resa necessaria per completare gli aspetti tecnici ed economici dell’intesa.
Il tempo aggiuntivo consentirà di definire il testo definitivo dell’accordo quadro, con l’obiettivo dichiarato di ridurre al minimo l’impatto occupazionale e sociale della riorganizzazione annunciata dall’azienda.
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