È stato raggiunto per la prima volta un accordo tra Italia e Svizzera per affrontare l’emergenza idrica che interessa il Lago Maggiore e i territori collegati. L’intesa prevede che la Svizzera eroghi, attraverso l’alveo del fiume Toce, 5 metri cubi al secondo di acqua aggiuntiva destinata al lago.
L’accordo è stato siglato dall’organo bilaterale Italia-Svizzera, composto da rappresentanti dello Stato e delle Regioni dei due Paesi, riunito per esaminare la situazione determinata dalla scarsità della risorsa idrica.
Più acqua per contrastare il calo del Lago Maggiore
Il provvedimento punta a incrementare gli afflussi verso il Lago Maggiore e a contenere la diminuzione del livello delle acque. Secondo quanto riferito dall’assessore regionale lombardo agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori, il livello del lago si trova attualmente intorno a quota meno 45 centimetri.
«Si tratta di un risultato importante che, insieme all’altro accordo che abbiamo fatto con Enel, in particolare per le centrali idroelettriche che ci sono sul Toce, ci consente di incrementare l’afflusso verso il Lago Maggiore contrastando l’abbassamento del lago», ha spiegato Sertori.
L’intesa con la Svizzera si aggiunge quindi all’intervento concordato con Enel per la gestione dei rilasci delle centrali idroelettriche presenti lungo il Toce. L’obiettivo è aumentare la disponibilità di acqua destinata al sistema del Lago Maggiore in una fase particolarmente delicata per le attività agricole.
La priorità è salvaguardare le colture
La situazione idrica sta creando difficoltà soprattutto alle colture stagionali. Il mantenimento delle portate rappresenta quindi un elemento determinante per evitare conseguenze più pesanti sull’agricoltura lombarda.
Attualmente l’erogazione dal Lago Maggiore è di circa 70 metri cubi al secondo. Secondo Sertori, grazie ai due interventi concordati sarà possibile mantenere questa portata almeno per altri dieci giorni.
«Un risultato importante soprattutto per la coltura del riso, in particolare per i territori della Lomellina, del Pavese e della Bassa Milanese», ha sottolineato l’assessore.
Le tre aree rappresentano alcuni dei principali territori risicoli della Lombardia e dipendono in modo significativo dalla disponibilità di acqua per garantire l’irrigazione durante la stagione agricola.
Regione Lombardia punta a limitare i danni
L’accordo raggiunto con la Svizzera assume quindi un rilievo particolare per la gestione dell’emergenza nelle prossime settimane. L’aumento temporaneo degli afflussi al Lago Maggiore punta a mantenere le portate necessarie all’irrigazione e a ridurre il rischio di danni alle produzioni agricole.
Sertori ha ringraziato le autorità svizzere per la collaborazione e ha ribadito l’impegno della Regione Lombardia nella gestione della crisi.
«Ringrazio gli amici svizzeri», ha dichiarato l’assessore, confermando l’impegno della Regione «per arrivare alla fine della stagione con un contenimento importante di quelli che avrebbero potuto essere danni molto, molto più gravi».
L’intesa rappresenta un precedente per la gestione condivisa della risorsa idrica del Lago Maggiore e rafforza la collaborazione tra Italia e Svizzera in una fase caratterizzata da una particolare pressione sulle disponibilità d’acqua.
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