A un anno dall’ingresso sul mercato, Budda Law raggiunge quota 2.500 iscritti e consolida la propria presenza nel settore italiano del legal tech. La piattaforma, sviluppata per utilizzare l’intelligenza artificiale nell’attività quotidiana di avvocati, consulenti e imprese, ha affiancato alla crescita degli utenti un programma di formazione, nuovi strumenti specializzati e un ampliamento delle proprie basi documentali.
La startup è stata fondata dagli avvocati Roberto Alma, Daniele Costa e Matteo Moscioni ed è nata tra Roma e Veneto. Il progetto combina competenze giuridiche e informatiche con l’obiettivo di rendere più rapide le attività di ricerca, analisi e produzione di documenti legali.
Una banca dati con circa due milioni di provvedimenti
Il sistema si basa su un patrimonio documentale che comprende circa due milioni di provvedimenti giurisprudenziali, sentenze, modelli di atti e contratti, oltre a un ampio insieme di normative. La banca dati viene aggiornata con cadenza settimanale e rappresenta uno degli elementi centrali del funzionamento della piattaforma.
Secondo quanto riferito dalla società, Budda Law consente di formulare quesiti giuridici, ottenere pareri argomentati e predisporre documenti e contratti personalizzati sulla base dei riferimenti presenti nella banca dati. L’intelligenza artificiale viene quindi utilizzata come supporto all’attività professionale, con strumenti che possono essere adattati al metodo di lavoro del singolo legale o dello studio.
Il modello adottato prevede inoltre un sistema a crediti, senza un abbonamento obbligatorio. L’utente può quindi acquistare le singole interrogazioni in funzione delle proprie esigenze.
La crescita della community e le attività di formazione
Nel primo anno di attività la piattaforma ha raggiunto circa 2.500 utenti attivi. I dati forniti dalla società indicano inoltre circa 2.500 interrogazioni mensili e oltre 10.000 pareri legali generati attraverso il sistema.
Alla crescita dell’utilizzo si è affiancata un’attività di divulgazione rivolta ai professionisti. Budda Law organizza webinar gratuiti con cadenza quindicinale dedicati all’intelligenza artificiale applicata al diritto, all’evoluzione normativa e alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie agli studi legali e agli uffici legali delle imprese.
Tra gli sviluppi più recenti figura anche l’inserimento di Budda Law nel database Horoshub dell’Ordine degli Avvocati di Milano, strumento dedicato al monitoraggio delle soluzioni di intelligenza artificiale applicate al settore legale. L’iniziativa rappresenta un collegamento diretto con il principale contesto professionale lombardo per quanto riguarda l’attività degli avvocati e l’adozione di nuove tecnologie nel settore.
Ricerca e sviluppo nel Trevigiano
Un altro elemento del progetto è rappresentato dal polo di ricerca e sviluppo di Villorba, in provincia di Treviso. È qui che vengono sviluppati nuovi strumenti e applicazioni destinati a rendere l’intelligenza artificiale sempre più specializzata rispetto alle diverse aree del diritto.
Tra le tecnologie utilizzate figurano anche nuovi strumenti sviluppati attraverso Claude, con la creazione di verticali dedicati a specifiche materie giuridiche. L’obiettivo è fornire ai professionisti sistemi capaci di lavorare su contesti più circoscritti, migliorando l’analisi delle questioni, la ricerca delle fonti e la predisposizione dei documenti.
La crescita della piattaforma si inserisce in un mercato legal tech italiano in evoluzione, nel quale l’intelligenza artificiale sta progressivamente entrando nelle attività degli studi professionali e delle imprese. In questo scenario, la sfida riguarda non soltanto la capacità degli strumenti di elaborare informazioni, ma anche la qualità delle fonti utilizzate, l’aggiornamento dei dati e la possibilità per il professionista di mantenere il controllo sul risultato.
L’obiettivo: integrare competenze professionali e intelligenza artificiale
«Quando abbiamo lanciato Budda Law volevamo dimostrare che l’intelligenza artificiale poteva diventare uno strumento concreto al servizio del diritto e non soltanto una promessa tecnologica», dichiarano i founder Roberto Alma, Daniele Costa e Matteo Moscioni.
«A distanza di un anno i numeri ci confermano che il mercato era pronto per questa evoluzione. I 2.500 iscritti rappresentano molto più di un dato quantitativo: sono una comunità di professionisti che ogni giorno utilizza la piattaforma per lavorare meglio e più velocemente», aggiungono i fondatori.
Secondo Alma, Costa e Moscioni, l’integrazione nel database Horoshub dell’Ordine degli Avvocati di Milano, l’aggiornamento della base dati e lo sviluppo dei nuovi verticali rappresentano alcuni dei principali passaggi della strategia della società. «Continueremo a investire in ricerca, contenuti e formazione perché crediamo che il futuro del diritto passi attraverso la collaborazione tra competenze umane e intelligenza artificiale. Il nostro obiettivo resta quello di costruire una piattaforma italiana capace di competere con i grandi player internazionali del settore», concludono i tre founder.
Una startup nata dall’esperienza nel Legal Tech
Budda Law è operativa dal luglio 2025, dopo la costituzione della società avvenuta nel gennaio dello stesso anno. Il progetto ha il proprio headquarter a Roma e un polo di ricerca e sviluppo a Villorba, nel Trevigiano.
Roberto Alma, avvocato romano classe 1985 e cofondatore dello Studio KBL Law, ha una formazione anche informatica e ha sviluppato negli anni diversi progetti di Legal Tech legati alle banche dati e ai motori di ricerca semantica. Daniele Costa, avvocato romano classe 1984 e cofondatore di KBL Law, si occupa prevalentemente di diritto commerciale e societario, operazioni straordinarie, nuove tecnologie, privacy e proprietà intellettuale.
Matteo Moscioni, avvocato originario di Viterbo e classe 1986, è Of Counsel di KBL Law e concentra la propria attività sul diritto del lavoro, sul contenzioso giuslavoristico e sulle relazioni sindacali. Nell’ambito del progetto Budda Law, i tre fondatori hanno messo a disposizione competenze giuridiche e tecnologiche complementari, contribuendo alla costruzione dei dataset e allo sviluppo degli strumenti destinati ai professionisti.
La crescita degli utenti e l’espansione delle funzionalità segnano così il primo anno di un progetto che punta a rafforzare la presenza italiana nell’intelligenza artificiale applicata al diritto. Per Budda Law, il percorso prosegue con l’ampliamento della banca dati, lo sviluppo di nuovi verticali e il consolidamento delle attività di formazione rivolte al mondo professionale.
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