Il Movimento 5 Stelle Lombardia vota contro la risoluzione sull’autonomia differenziata approvata nell’ambito della seduta straordinaria del Consiglio regionale. A intervenire è Nicola Di Marco, capogruppo del M5S in Regione Lombardia, che contesta sia il metodo seguito dal centrodestra sia il contenuto del percorso avviato sull’autonomia.
«Il M5S ha espresso contrarietà rispetto a un percorso lacunoso e deficitario. Quanto portato oggi in Aula dal centrodestra non è una riforma sull’autonomia, ma l’ennesima presa in giro a chi ha votato i partiti che l’autonomia l’avevano promessa», dichiara Di Marco.
Secondo il capogruppo pentastellato, il percorso sull’autonomia differenziata avrebbe cambiato forma nel tempo, passando dalle precedenti proposte di secessione e federalismo fino all’attuale impostazione. Di Marco richiama quindi la riforma Calderoli e gli accordi relativi, a suo giudizio, a quattro materie su ventitré.
La critica al metodo seguito dalla maggioranza
Nel suo intervento, Di Marco concentra una parte delle critiche sulle modalità con cui il Consiglio regionale è arrivato alla discussione. «Abbiamo assistito alla battaglia per la sopravvivenza portata avanti dalla Lega, nella disperata urgenza di avere una bandiera da sventolare a Pontida», sostiene il capogruppo del M5S.
Di Marco contesta anche la presenza del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante la seduta, collegandola alle priorità politiche della maggioranza. «Persino Fontana, assente quando si parla di sanità, trasporti, di crisi economica e ambientale, è rimasto in Aula per la seduta», afferma.
Per il Movimento 5 Stelle, il nodo riguarda soprattutto l’assenza di un confronto sufficientemente ampio prima dell’approvazione degli accordi. «La nostra contrarietà riguarda il metodo. Una corsa affannata, che ha escluso l’ascolto di tutti gli stakeholders, per approvare in fretta accordi su materie che verosimilmente non vedranno mai la luce», sostiene Di Marco.
Il capogruppo richiama inoltre le difficoltà incontrate dal percorso dell’autonomia differenziata nel confronto parlamentare e le differenze di vedute emerse anche all’interno della maggioranza.
Le contestazioni sui contenuti degli accordi
Le critiche del M5S riguardano anche il merito della proposta. Secondo Di Marco, dalle tabelle relative alle intese non emergerebbero indicazioni sufficientemente definite sulla quantificazione finanziaria degli impegni e del personale.
«Analizzando le tabelle che delineano le intese, non troviamo indicazioni relative a una possibile quantificazione finanziaria degli impegni o del personale», afferma il capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia.
Di Marco considera inoltre incompleto un percorso sull’autonomia che non affronti contestualmente il ruolo e una possibile riforma degli enti locali. Da qui la critica alla Regione e al Governo, ai quali attribuisce una responsabilità politica per non aver affrontato, a suo giudizio, alcuni dei nodi strutturali collegati al tema.
Il voto contrario del Movimento 5 Stelle
Nel passaggio conclusivo del suo intervento, Di Marco collega la discussione sull’autonomia alle altre emergenze che interessano il territorio. «Pensare che di fronte a urgenze come quelle legate al caro energia, alla crisi della sanità pubblica, agli effetti dei cambiamenti climatici e degli aumenti del trasporto pubblico, oggi il Consiglio regionale si sia riunito in seduta straordinaria per fare un favore alla Lega, rende l’idea di quanto inutile sia questo provvedimento», sostiene.
Il capogruppo del M5S Lombardia conferma quindi il voto contrario del gruppo alla «Risoluzione concernente la conclusione dell’Intesa con lo Stato di cui all’art. 116, terzo comma, della Costituzione avente ad oggetto l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa” e nella materia “tutela della salute-coordinamento della finanza pubblica”».
La posizione espressa da Di Marco si inserisce nel confronto politico regionale sull’attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e sulle modalità con cui Regione Lombardia intende procedere nel rapporto con lo Stato sulle ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.
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