Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la Risoluzione sull’Autonomia differenziata che adotta i due schemi di intesa tra Governo e Regione per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in quattro ambiti: Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa e Tutela della salute.
Il provvedimento autorizza il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, alla sottoscrizione definitiva delle intese con il Governo. Successivamente, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, dovrà approvare un disegno di legge per la ratifica degli accordi. Il testo passerà quindi all’esame di Camera e Senato per il voto definitivo, secondo quanto previsto dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.
Fontana: «Un risultato storico, ma la strada prosegue»
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha definito il voto un passaggio significativo nel percorso verso una maggiore autonomia regionale, sottolineando però che l’iter non può considerarsi concluso.
«È un risultato storico, ma non considero affatto conclusa la nostra strada. Non siamo davanti all’approdo finale dell’autonomia lombarda, ma a un primo tassello della ridefinizione dell’autonomia e del rapporto Stato-Regioni in Italia», ha dichiarato Fontana.
Secondo il governatore, l’obiettivo non è indebolire il ruolo dello Stato, ma rendere più efficiente il sistema istituzionale attraverso una maggiore valorizzazione delle specificità territoriali. «Non per indebolire lo Stato, ma per renderlo più moderno, valorizzando le differenze e le eccellenze territoriali. Questo è il modello di Paese nel quale credo: un’Italia più responsabile, una Lombardia più forte, Regioni più efficienti, amministrazioni che danno risposte concrete ai cittadini. E, da oggi, quel modello è un po’ più vicino», ha aggiunto.
Il negoziato sulle altre materie
La Risoluzione approvata dal Consiglio regionale non si limita alle quattro materie oggetto delle intese già sottoscritte. Il documento conferisce infatti al presidente della Regione anche il mandato a proseguire il negoziato con lo Stato sulle altre materie per le quali la Costituzione consente l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.
Un percorso che Fontana ha intenzione di portare avanti. «Ringrazio il Governo per il lavoro svolto. Ringrazio il Consiglio regionale, le Commissioni, gli enti locali e le strutture regionali che hanno accompagnato questo negoziato. Voglio però affermare con chiarezza che non ci fermeremo qui», ha affermato il governatore.
«La Risoluzione mi impegna a proseguire il negoziato sulle altre materie nelle quali la Costituzione prevede la possibilità di avere più poteri. Ed è quello che farò», ha concluso Fontana.
Piazza: «Si apre una nuova stagione autonomista»
Soddisfazione è stata espressa anche dal sottosegretario regionale Mauro Piazza, titolare della delega all’Autonomia e impegnato nel percorso istituzionale che ha portato all’approvazione della Risoluzione.
Piazza ha collegato il voto odierno al percorso avviato dalla Lombardia negli anni precedenti, ricordando il referendum consultivo sull’autonomia del 22 ottobre 2017. «L’approvazione di questa Risoluzione chiude un cerchio che si è aperto nel 2015, quando il Consiglio regionale votò il via libera al referendum consultivo sull’autonomia, fortemente voluto dall’allora presidente Roberto Maroni», ha commentato.
Il sottosegretario ha ricordato anche l’esito della consultazione, alla quale il 95,1% dei votanti lombardi si espresse a favore di una Regione con maggiori poteri e competenze. «Oggi abbiamo dato attuazione a quel mandato popolare aprendo una nuova stagione autonomista, resa ancora più necessaria dalle spinte centraliste che spirano anche in Europa, come purtroppo abbiamo visto a proposito della gestione dei fondi coesione», ha aggiunto Piazza.
Protezione civile, nuovi poteri alla Regione
Tra le novità previste dall’intesa c’è un rafforzamento delle competenze regionali in materia di Protezione civile. In caso di emergenze locali, il presidente della Regione potrà emanare ordinanze in deroga alle norme statali, con deroghe della durata massima di due anni.
L’intesa prevede inoltre la possibilità di aprire contabilità speciali presso la Tesoreria dello Stato anche per le emergenze di carattere regionale. Per gli eventi di rilievo nazionale, il ruolo di commissario delegato potrà essere affidato al presidente della Regione o a un suo delegato, d’intesa con la Protezione civile.
La Lombardia acquisirà inoltre maggiore autonomia nel reclutamento urgente del personale e nella regolamentazione della formazione degli operatori.
Professioni, valorizzate le attività legate al territorio
Nel settore delle Professioni, la Regione potrà valorizzare e disciplinare le attività lavorative caratterizzate da una particolare valenza e da uno stretto legame con il territorio.
Tra gli ambiti indicati rientra, a titolo esemplificativo, la regolamentazione dell’eccellenza artigiana della liuteria cremonese. Rimangono invece escluse dal perimetro delle competenze regionali le professioni sanitarie e quelle ordinistiche.
Previdenza complementare e integrativa
Sul fronte della Previdenza complementare e integrativa, la Lombardia assumerà la rappresentanza negoziale per i propri dipendenti e per quelli del Servizio sanitario regionale.
La Regione potrà quindi promuovere fondi pensione dedicati su base regionale attraverso la stipula di apposite convenzioni. Il primo banco di prova indicato nell’intesa sarà la valorizzazione del fondo pensione dei dipendenti regionali e locali.
Sanità, maggiore flessibilità nella gestione delle risorse
Per quanto riguarda la Tutela della salute e il coordinamento finanziario, l’intesa attribuisce alla Regione una maggiore autonomia nella gestione delle risorse.
La Lombardia potrà stabilire tariffe differenti di rimborso delle prestazioni sanitarie rispetto a quelle nazionali, ponendone il costo a carico del bilancio regionale. È inoltre prevista autonomia nella gestione dei fondi statali destinati agli investimenti nel patrimonio edilizio e tecnologico sanitario.
L’accordo introduce anche la possibilità di istituire e gestire fondi sanitari integrativi regionali, nel rispetto della garanzia dei Livelli essenziali di assistenza. La Regione potrà inoltre destinare risorse aggiuntive all’assunzione straordinaria di personale sanitario e al pagamento di prestazioni aggiuntive.
Infine, i risparmi di spesa ottenuti attraverso l’efficientamento dei fondi vincolati potranno essere riallocati in altri ambiti della sanità regionale.
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