Si è chiusa con un bilancio positivo la 38ª edizione del Festival di Villa Arconati, appuntamento estivo di riferimento per la proposta culturale di Bollate e dell’area metropolitana milanese. La manifestazione si è conclusa il 15 luglio con il concerto dei Selton e dei Gilsons, che hanno portato sul palco le sonorità brasiliane per l’ultimo appuntamento della rassegna.
L’edizione 2026 ha registrato quattro serate sold out e oltre 6mila presenze complessive tra il 2 e il 15 luglio, confermando il richiamo del festival nei confronti del pubblico proveniente non solo da Bollate, ma anche da Milano e da numerosi comuni della Lombardia.
Una rassegna che unisce musica, teatro e cinema
A tracciare il bilancio della manifestazione è il neo assessore alle Politiche culturali del Comune di Bollate, Samuele Marazzi, alla sua prima esperienza alla guida dell’evento.
«La trentottesima edizione del Festival di Villa Arconati ha rappresentato per me la prima nelle vesti di Assessore alle Politiche culturali. Mi ha permesso di conoscere ancora più da vicino una manifestazione che, da decenni, rappresenta uno degli appuntamenti più attesi dell’estate bollatese. Il Festival di Villa Arconati è ormai un appuntamento consolidato non soltanto per i bollatesi, ma anche per un pubblico che ogni anno raggiunge la nostra città dai comuni limitrofi, da Milano e da tutta la Lombardia».
Secondo Marazzi, uno degli elementi distintivi della manifestazione è la capacità di proporre una programmazione che spazia tra linguaggi artistici differenti, offrendo al pubblico occasioni di scoperta e approfondimento culturale.
«La sua forza risiede nella capacità di proporre una programmazione originale, mai scontata, che ricerca linguaggi artistici differenti e accompagna il pubblico alla scoperta di sonorità, esperienze e sensibilità diverse».
La collaborazione con il Festival della Bellezza
Tra gli elementi caratterizzanti dell’edizione 2026, l’assessore ha evidenziato la collaborazione con il Festival della Bellezza, che ha portato a Villa Arconati lo scrittore e drammaturgo Stefano Massini, oltre alla proiezione del docufilm Pino Daniele. Nero a metà, realizzata in collaborazione con il Club Tenco.
«Anche quest’anno questa identità è emersa con chiarezza. Accanto ai concerti, la collaborazione con il Festival della Bellezza ci ha permesso di ospitare Stefano Massini, mentre la proiezione del docufilm Pino Daniele. Nero a metà ha aperto la rassegna anche al linguaggio cinematografico. È un percorso di contaminazione tra musica, teatro e cinema che negli anni ha arricchito la rassegna, permettendole di rinnovarsi senza rinunciare alla qualità della propria proposta culturale».
Marazzi ha inoltre ribadito la volontà dell’Amministrazione comunale di continuare a investire sulla manifestazione e sulla valorizzazione di Villa Arconati come luogo simbolo del patrimonio storico e culturale cittadino.
«Per questa Amministrazione il Festival di Villa Arconati rappresenta un progetto sul quale intendiamo continuare a investire. Vogliamo consolidare sempre di più il legame tra la città e Villa Arconati, valorizzando un luogo che costituisce una parte importante del patrimonio storico e culturale di Bollate e che, attraverso il Festival, ogni anno accoglie migliaia di persone».
Lo sguardo è già rivolto al quarantesimo anniversario
Con la conclusione dell’edizione 2026, l’organizzazione guarda già ai prossimi appuntamenti, che accompagneranno il festival verso un traguardo significativo.
«Con la conclusione della trentottesima edizione il lavoro guarda già al futuro. La prossima sarà infatti l’edizione che ci accompagnerà verso il quarantesimo anniversario del Festival di Villa Arconati, un traguardo importante che desideriamo preparare con la cura che merita. Sarà l’occasione per valorizzare la storia della rassegna, ricordare i grandi artisti che in questi quarant’anni ne hanno scritto le pagine più significative e costruire un’edizione capace di celebrare questo importante anniversario guardando, allo stesso tempo, al futuro di una manifestazione che continua a rappresentare un punto di riferimento per la vita culturale di Bollate e un motivo di attrattività per l’intero territorio».
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