Giussago si conferma al centro del dibattito sul futuro economico e produttivo del territorio pavese. Nel corso dell’evento “Your Next Pavia”, promosso da Assolombarda e ospitato presso il Simbiosi – Innovation Center Giulio Natta, istituzioni, imprese, università e rappresentanti del mondo economico hanno fatto il punto sulle prospettive di sviluppo della provincia, presentando l’aggiornamento del Piano strategico per il rilancio del territorio pavese e il primo Rapporto sull’ecosistema dell’innovazione pavese realizzato dal Centro Studi di Assolombarda.
L’iniziativa ha evidenziato come Pavia disponga di importanti asset competitivi, legati alla presenza di un ecosistema della ricerca consolidato, di filiere produttive innovative e di una crescente attenzione ai temi della sostenibilità e della transizione energetica. Allo stesso tempo, sono emerse alcune criticità che richiedono interventi mirati per sostenere una crescita stabile e duratura.
Innovazione e sostenibilità al centro dello sviluppo
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come innovazione, sostenibilità e sicurezza energetica rappresentino oggi elementi sempre più interconnessi. La capacità di accompagnare la trasformazione industriale attraverso nuove tecnologie, processi produttivi più efficienti e strategie di decarbonizzazione viene considerata una condizione essenziale per mantenere la competitività del territorio.
La scelta di ospitare l’evento presso il Simbiosi – Innovation Center Giulio Natta ha voluto rappresentare concretamente il legame tra rigenerazione territoriale e innovazione industriale. Tra le testimonianze presentate durante la giornata anche quelle di Eni e Saturnalia, impegnate nello sviluppo di progetti orientati alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica.
Le priorità individuate da Assolombarda
Il Rapporto sull’ecosistema dell’innovazione pavese evidenzia come la provincia possa contare su un patrimonio significativo di competenze e conoscenze. Per trasformare questo potenziale in crescita economica diffusa sarà però necessario rafforzare la capacità di trattenere sul territorio i giovani qualificati e sostenere la nascita e la crescita di startup e imprese innovative.
Il Piano strategico per il rilancio del territorio pavese, avviato nel 2020 e aggiornato nel corso dell’evento, si sviluppa attorno a quattro direttrici principali: innovazione, capitale umano, sostenibilità e cultura d’impresa. A queste si affiancano tre focus territoriali dedicati a Oltrepò, Vigevano e Lomellina, con un programma composto da 15 progetti destinati a rafforzare attrattività, competitività e coesione sociale.
Il presidente di Assolombarda, Alvise Biffi, ha evidenziato come il contesto internazionale sia caratterizzato da profonde trasformazioni economiche e geopolitiche che incidono direttamente sulle prospettive di crescita delle imprese. «Oggi più che mai, innovazione, apertura internazionale e competenze sono le condizioni indispensabili per sostenere la competitività del nostro sistema produttivo», ha dichiarato Biffi, sottolineando l’impegno dell’associazione nel promuovere la collaborazione tra imprese, università e istituzioni e nello sviluppare progetti dedicati all’intelligenza artificiale e all’internazionalizzazione.
Il nodo infrastrutture per la competitività del territorio
Tra le questioni considerate prioritarie emerge il tema delle infrastrutture. Secondo Tommaso Rossini, presidente della sede di Pavia di Assolombarda, il territorio dispone oggi di solide basi competitive ma necessita di investimenti strategici per sostenere la crescita futura.
«Il primo passo deve essere quello di trovare risorse per il tratto Pieve Emanuele-Pavia del quadruplicamento ferroviario e per il nuovo ponte della Becca», ha affermato Rossini, evidenziando come il miglioramento dei collegamenti rappresenti una condizione fondamentale per valorizzare le eccellenze produttive, scientifiche e tecnologiche della provincia.
Rossini ha inoltre sottolineato l’opportunità di rafforzare il rapporto con Milano, costruendo una maggiore complementarità tra i due territori attraverso il dialogo tra ricerca, impresa e sistema produttivo.
Università e ricerca, patrimonio strategico del Pavese
Uno degli elementi di maggiore forza emersi dal Rapporto riguarda la presenza di un importante bacino universitario. Attualmente gli iscritti all’Università di Pavia e allo Iuss superano le 30 mila unità, con una crescita del 17,2% registrata negli ultimi cinque anni accademici.
Particolarmente significativa risulta la crescita dei corsi di dottorato, che hanno raddoppiato il numero degli iscritti nell’arco di sei anni, superando oggi quota 1.300 studenti. In aumento anche l’attrattività nei confronti degli studenti provenienti da altri territori lombardi, in particolare dall’area metropolitana di Milano.
Nonostante questi risultati, il Rapporto evidenzia una criticità rilevante: una parte consistente dei laureati formati a Pavia sceglie successivamente di trasferirsi altrove per vivere e lavorare. La quota di laureati residenti tra i 25 e i 39 anni si attesta infatti al 25,3%, al di sotto sia della media lombarda sia di quella nazionale.
Fondi europei e ricerca scientifica
Dopo Milano, Pavia si conferma il principale polo lombardo per la capacità di attrarre finanziamenti europei competitivi destinati all’innovazione. Le risorse ottenute attraverso il programma Horizon Europe raggiungono complessivamente 57,2 milioni di euro, grazie soprattutto al contributo dell’Università di Pavia e di numerose realtà attive nei settori delle scienze della vita, dell’ingegneria e della microelettronica.
Anche sul fronte della produzione scientifica la provincia mostra risultati significativi. Nel 2025 sono stati pubblicati oltre 3.800 articoli scientifici, con una forte concentrazione nell’ambito Life Science. Più limitata appare invece la collaborazione tra ricerca e imprese, che rappresenta uno degli ambiti sui quali il territorio è chiamato a investire maggiormente nei prossimi anni.
Startup e imprese innovative, margini di crescita ancora ampi
L’analisi mette in evidenza anche il potenziale ancora inespresso dell’ecosistema imprenditoriale innovativo. Nel Pavese sono attualmente presenti 121 startup e PMI innovative, pari all’1,7% del totale regionale.
Un elemento positivo è rappresentato dal forte collegamento con il sistema universitario: quasi un terzo delle realtà innovative censite mantiene rapporti diretti con l’Università di Pavia attraverso spin-off, collaborazioni scientifiche o relazioni professionali.
Le imprese innovative operano prevalentemente nei comparti dell’ICT, delle scienze della vita, della meccanica, dell’agroalimentare e della microelettronica, settori che coincidono con le principali specializzazioni produttive del territorio. Rimane invece limitata la presenza di investimenti da parte del Corporate Venture Capital, indicata dal Rapporto come uno degli aspetti da rafforzare per favorire la crescita delle nuove iniziative imprenditoriali.
Le prospettive per il futuro della provincia
Le prospettive economiche per il 2026 restano improntate alla prudenza, in un contesto caratterizzato da una crescita del Pil provinciale sostanzialmente stagnante. Tuttavia, il territorio continua a mostrare elementi di competitività rilevanti, in particolare grazie alla presenza di filiere ad alto valore aggiunto come Life Science, agribusiness e microelettronica.
Secondo quanto emerso durante “Your Next Pavia”, la capacità di trattenere talenti, sviluppare nuove imprese innovative e realizzare infrastrutture strategiche rappresenterà il principale fattore di successo per accompagnare la provincia in una nuova fase di sviluppo. Un percorso che punta a consolidare il ruolo di Pavia all’interno del sistema economico lombardo, valorizzandone le eccellenze scientifiche, industriali e tecnologiche.
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.












