L’innovazione si conferma il principale motore di sviluppo per le imprese lombarde, ma a pesare sulle prospettive di crescita restano l’elevato costo dell’energia e un contesto internazionale sempre più instabile. È quanto emerge dall’indagine “Energia per il Paese, energia per le imprese”, realizzata da AstraRicerche per ALDAI-Federmanager e presentata durante l’Assemblea annuale dell’associazione che si è svolta all’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia a Milano.
La ricerca, condotta tra marzo e aprile 2026 tra gli iscritti all’organizzazione, offre una fotografia aggiornata delle priorità strategiche dei manager lombardi, delle misure di politica industriale ritenute necessarie per il sistema produttivo e delle principali sfide che attendono il territorio nei prossimi anni.
Innovazione, talenti e collaborazioni tra le priorità delle imprese
Secondo l’indagine, l’innovazione continua a rappresentare la leva principale per sostenere la competitività delle aziende lombarde. L’innovazione di prodotto si conferma al primo posto tra le priorità indicate dai manager, mentre cresce in modo significativo l’attenzione verso l’innovazione dei processi aziendali, segnale della necessità di aumentare efficienza e produttività in un contesto economico complesso.
Accanto all’innovazione emerge con forza il tema del capitale umano. Le imprese considerano strategica la capacità di attrarre, sviluppare e trattenere talenti qualificati, mentre aumenta l’interesse verso partnership e collaborazioni come strumenti per affrontare mercati sempre più competitivi e globalizzati.
Energia e burocrazia al centro delle richieste al Governo
Dall’indagine emerge anche una richiesta chiara rivolta alle istituzioni nazionali. I manager lombardi chiedono interventi strutturali e di lungo periodo, superando la logica degli incentivi temporanei.
Tra le priorità indicate figurano la semplificazione burocratica e la definizione di una politica energetica stabile. In particolare, cresce in maniera significativa l’esigenza di un piano energetico nazionale di lungo termine, considerato un elemento essenziale per garantire competitività alle imprese e maggiore certezza negli investimenti.
Aumenta inoltre l’interesse verso forme di collaborazione tra settore pubblico e privato e verso una presenza più attiva delle istituzioni nei comparti ritenuti strategici per lo sviluppo economico.
Costi dell’energia e instabilità globale i principali rischi
Il tema energetico rappresenta anche la principale fonte di preoccupazione per il sistema produttivo lombardo. Oltre sei manager su dieci indicano infatti l’aumento dei costi dell’energia come il rischio più rilevante per l’economia regionale.
In forte crescita risultano anche le preoccupazioni legate alle tensioni geopolitiche e ai conflitti internazionali, che registrano un incremento significativo rispetto all’anno precedente. Restano inoltre presenti i timori per la delocalizzazione delle attività produttive e per il rallentamento dell’industria europea, in uno scenario internazionale caratterizzato da elevata incertezza.
Cybersecurity e scienze della vita tra i settori strategici per la Lombardia
Guardando alle prospettive future, la ricerca individua alcuni ambiti considerati decisivi per la competitività della Lombardia. In cima alle preferenze dei manager si collocano la cybersecurity e l’ecosistema delle startup e delle nuove imprese innovative.
Particolarmente rilevante risulta anche il ruolo dei settori legati alla sostenibilità ambientale, con attenzione ai temi dell’energia, della gestione delle risorse idriche e dei rifiuti. Tra i comparti con maggior potenziale figurano inoltre il biotech e le scienze della vita, confermando la centralità di una filiera che rappresenta uno dei punti di forza dell’economia lombarda.
Pur registrando una lieve flessione rispetto all’anno precedente, continuano a essere considerati strategici anche gli investimenti nella mobilità, nelle infrastrutture e nei processi di digitalizzazione della pubblica amministrazione.
Competenze avanzate e formazione continua sempre più decisive
Lo studio evidenzia come il mercato richieda sempre più manager capaci di interpretare scenari complessi e in rapida evoluzione. La visione strategica diventa la competenza maggiormente richiesta, seguita dalla capacità di adattamento e dal problem solving.
Assume crescente importanza anche la formazione continua. Le competenze di reskilling e upskilling registrano infatti uno degli incrementi più significativi, a conferma della necessità di aggiornare costantemente conoscenze e professionalità per rispondere alle trasformazioni tecnologiche e organizzative.
Parallelamente cresce l’attenzione verso le competenze tecnico-scientifiche e verso le discipline STEM, considerate sempre più importanti per sostenere la competitività delle imprese e favorire l’innovazione.
Università e imprese alleate per sviluppare i talenti
Tra le indicazioni emerse dall’indagine figura infine il rafforzamento del legame tra università e mondo del lavoro. I manager individuano nella collaborazione tra sistema formativo e imprese una delle principali leve per favorire la crescita economica e valorizzare il capitale umano.
Particolare attenzione viene attribuita ai percorsi dedicati ai giovani, alle borse di studio e alle iniziative che consentono di sviluppare competenze tecniche e trasversali. In questo contesto assume un ruolo sempre più rilevante anche il contributo diretto dei manager nei percorsi formativi, attraverso attività di orientamento, mentoring e trasferimento delle competenze.
Commentando i risultati dell’indagine, il presidente di ALDAI-Federmanager Giovanni Pagnacco ha sottolineato come la Lombardia debba continuare a investire su innovazione, capitale umano e sostenibilità per rafforzare la propria competitività. «Tra le priorità dei manager per il sistema Paese emergono la semplificazione burocratica e la definizione di politiche energetiche strutturali, mentre i principali fattori di rischio restano l’elevato costo dell’energia e l’instabilità geopolitica», ha dichiarato Pagnacco.
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