Torna a crescere l’offerta di abitazioni in affitto in Italia. Nel secondo trimestre del 2026 lo stock disponibile è aumentato dell’8,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Il confronto con lo stesso periodo del 2025 evidenzia invece una crescita del 10,5%. È quanto emerge dal report dell’Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare attivo sul mercato italiano.
L’aumento rappresenta un segnale positivo per chi è alla ricerca di una casa in affitto. La maggiore disponibilità, tuttavia, non è ancora sufficiente a riequilibrare completamente un mercato nel quale i canoni restano su livelli storicamente elevati. La situazione, inoltre, presenta differenze significative tra le diverse aree del Paese.
Milano e Roma trainano la crescita dell’offerta
A livello dei capoluoghi, la dinamica dello stock è ampiamente positiva. Sono oltre 60 le città che registrano un aumento dell’offerta, mentre circa 40 evidenziano una contrazione.
Gli incrementi più marcati si registrano a Cuneo, dove lo stock cresce del 77,5%, Urbino (+58,3%) e Rimini (+50,6%). Variazioni particolarmente ampie che, soprattutto nei mercati di dimensioni più ridotte, devono essere lette tenendo conto della limitata disponibilità di immobili. In questi casi, anche l’ingresso o l’uscita dal mercato di un numero contenuto di abitazioni può determinare oscillazioni percentuali rilevanti.
Tra le grandi città spicca invece Milano, dove l’offerta di abitazioni in affitto aumenta del 16,4% nel trimestre. A Roma la crescita è dell’11,9%.
Tra i principali centri con l’offerta in aumento figurano anche Padova (+36,5%), Vicenza (+31,7%), Trieste (+26,6%), Parma (+21,8%), Prato (+21,3%), Torino (+13,1%), Napoli (+11%), Firenze (+9,9%) e Bologna (+8,7%). Sono 39, in totale, i capoluoghi che registrano incrementi superiori alla media nazionale dell’8,2%.
Dove l’offerta continua a diminuire
Non tutte le città seguono però la stessa tendenza. Le contrazioni più significative dello stock riguardano Sondrio, con un calo del 24,3%, La Spezia (-22,5%), Rieti (-22,5%) e Barletta (-22,4%).
Tra i principali centri italiani risultano in flessione Verona (-16,5%), Lodi (-16,7%), Benevento (-15,9%), Foggia (-8,9%), Sassari (-8,3%) e Bari (-8,1%).
Il quadro conferma quindi una progressiva ripresa dell’offerta, ma con differenze territoriali ancora marcate. In alcuni mercati la disponibilità di abitazioni torna ad aumentare in modo consistente, mentre in altri la pressione sullo stock rimane elevata.
Cresce l’offerta anche a livello provinciale
La crescita emerge anche osservando i dati su scala provinciale. Circa il 59% delle province italiane registra infatti un aumento dello stock di abitazioni disponibili per l’affitto.
Gli incrementi più consistenti interessano la provincia di Rimini (+54,2%), Cuneo (+47,9%) e Udine (+45,2%). Seguono Vicenza (+26,8%), Trieste (+22,7%), Varese (+22,4%), Milano (+15,6%), Venezia (+15,3%) e Roma (+11,2%).
La crescita supera il 10% anche nelle province di Bergamo (+10,4%), mentre Bologna segna +8,3%. Firenze cresce del 7,7%, Torino del 7,6% e Napoli del 4,9%.
Sul fronte opposto, le riduzioni più accentuate si registrano nelle province dell’Aquila (-15,3%), Cremona (-14,8%), La Spezia (-14,6%) e Lodi (-13,8%). In calo anche Sondrio (-11,1%), Siena (-10,6%), Verona (-9,1%), Cagliari (-8,7%) e Bari (-6,3%).
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