Il comparto biotech si conferma uno dei motori della crescita economica lombarda. È quanto emerge dal primo studio sull’impatto di Roche in Lombardia, presentato il 5 maggio a Monza durante l’evento «Investire in salute. Roche e il modello Lombardia per la crescita del Paese». L’analisi evidenzia come le attività dell’azienda generino un impatto complessivo sul PIL regionale pari a 467 milioni di euro, contribuendo in modo significativo allo sviluppo economico e occupazionale del territorio.
Secondo i dati elaborati con il supporto metodologico di PwC Italia, per ogni euro di valore aggiunto diretto prodotto da Roche si attivano 1,8 euro sull’economia regionale, coinvolgendo 46 settori economici, in gran parte rappresentati da piccole e medie imprese.
Un impatto diffuso su economia e filiera
La presenza di Roche in Lombardia, radicata da oltre un secolo nell’area di Monza e Brianza, si traduce in un effetto moltiplicatore che coinvolge l’intero sistema produttivo. Quasi l’80% delle realtà attivate lungo la filiera è costituito da PMI, elemento che rafforza il legame tra industria biotech e tessuto imprenditoriale locale.
L’impatto non riguarda solo il valore economico diretto, ma si estende anche all’indotto e alle attività collegate, contribuendo alla resilienza del sistema regionale in un contesto globale complesso.
Occupazione qualificata e inclusiva
Sul fronte occupazionale, lo studio evidenzia come i 637 dipendenti diretti dell’azienda in Lombardia generino complessivamente 1.570 posti di lavoro equivalenti, considerando filiera e indotto. Per ogni lavoratore diretto, si attivano dunque oltre due ulteriori occupati.
Si tratta di un’occupazione ad alto valore aggiunto: il 75% dei dipendenti è laureato, una percentuale significativamente superiore alla media regionale. Inoltre, la componente femminile supera il 60% e l’organizzazione include diverse generazioni, dalla Gen Z ai Baby Boomers.
Innovazione e investimenti nel sistema sanitario
L’analisi sottolinea anche il ruolo del settore diagnostico-farmaceutico come leva per l’evoluzione del sistema sanitario, sempre più orientato verso modelli preventivi e personalizzati. Roche investe in infrastrutture, studi clinici e formazione, con oltre 25.000 ore di formazione erogate e iniziative di welfare aziendale.
«I risultati dello studio confermano che la nostra presenza sul territorio agisce come un moltiplicatore di valore, capace di generare innovazione e occupazione altamente qualificata», ha dichiarato Stefanos Tsamousis, General Manager di Roche SpA. «Per continuare ad attrarre investimenti è fondamentale che il sistema riconosca la sanità come un investimento e non come un costo».
Le criticità e il tema del payback
Tra gli elementi evidenziati emerge anche il tema dei vincoli normativi, in particolare il meccanismo del payback farmaceutico. Nel 2024 Roche ha versato 13,2 milioni di euro in Lombardia, collocandosi tra le aziende con il maggiore contributo regionale.
Secondo l’azienda, tali strumenti rischiano di rallentare la capacità di investimento e innovazione, rendendo necessario un confronto con le istituzioni per semplificare i processi e favorire la competitività del settore.
Il confronto tra istituzioni e sistema produttivo
L’evento di Monza ha rappresentato un momento di dialogo tra istituzioni, industria e mondo accademico. Tra i partecipanti anche il vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza di Regione Lombardia, Marco Alparone.
«Investire nella salute significa generare effetti positivi non solo sanitari e sociali, ma anche economici», ha affermato Alparone. «Le imprese rappresentano un elemento centrale per la crescita e la competitività del territorio».
Anche il presidente della sede di Monza e Brianza di Assolombarda, Matteo Parravicini, ha evidenziato il ruolo strategico del settore: «Il comparto della salute si conferma un pilastro di resilienza e competitività in un contesto economico complesso».
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