È in corso oggi, lunedì 4 maggio 2026, lo sciopero dei lavoratori impiegati nell’appalto interno di Granarolo S.p.A. nello stabilimento di Usmate Velate, in provincia di Monza e Brianza. Dalle ore 5.30 è attivo il presidio davanti ai cancelli del sito produttivo, con la partecipazione dei dipendenti della Cooperativa San Martino Soc. Coop. a r.l..
La mobilitazione, indetta dal S.I. Cobas, riguarda l’intera giornata e segue una fase di interlocuzioni tra le parti che, secondo quanto riferito dal sindacato, non ha prodotto risposte ritenute sufficienti.
Le criticità segnalate dai lavoratori
Tra i principali motivi della protesta vi sono questioni legate agli inquadramenti contrattuali, alla stabilità occupazionale e all’organizzazione del lavoro. I lavoratori coinvolti segnalano situazioni di sottoinquadramento rispetto alle mansioni svolte e chiedono il riconoscimento dei livelli contrattuali ritenuti corretti.
Al centro delle rivendicazioni anche la presenza di contratti a termine e in somministrazione protratti nel tempo, senza un percorso definito di stabilizzazione. Una condizione che, secondo il sindacato, riguarda una parte significativa della forza lavoro impiegata nel sito.
Turni, relazioni interne e sicurezza
Ulteriori criticità riguardano la gestione dei turni e i rapporti nei reparti. Il S.I. Cobas riferisce di segnalazioni relative a presunte pressioni nei confronti di lavoratori iscritti al sindacato, oltre a cambi di mansione o orario ritenuti penalizzanti.
Tra i temi posti all’attenzione vi sono anche aspetti legati alla sicurezza e all’igiene nelle lavorazioni, con richieste di verifica sulle condizioni operative e sulla gestione dei processi produttivi. Le segnalazioni, secondo quanto comunicato, sono state trasmesse alle autorità competenti.
Richieste e quadro istituzionale
Con lo sciopero in corso, i lavoratori chiedono il riconoscimento delle differenze retributive, l’avvio di percorsi di stabilizzazione per il personale precario e la cessazione di pratiche ritenute discriminatorie.
Viene inoltre sollecitato un intervento della committenza e l’apertura di un tavolo istituzionale presso la Prefettura di Monza e Brianza, con il coinvolgimento degli enti competenti, per affrontare in modo strutturato le questioni sollevate.
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