La realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità Brescia-Verona torna al centro del confronto politico in Lombardia. A Calcinato, nel Bresciano, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Lombardia Paola Pollini ha incontrato le famiglie Zaglio e Corsini, residenti nelle aree interessate dai cantieri e da alcune opere collegate alla realizzazione della nuova infrastruttura.
Al centro dell’incontro ci sono le conseguenze che i lavori e le opere viarie previste nell’area potrebbero avere sulle proprietà e sulla vivibilità delle famiglie coinvolte. Pollini ha annunciato il deposito di una richiesta formale alla Giunta regionale per ottenere chiarimenti e documentazione sullo stato di avanzamento degli interventi.
Il confronto con le famiglie di Calcinato
«Mi sono recata a Calcinato per incontrare le famiglie Zaglio e Corsini, che da anni vivono a ridosso del cantiere dell’Alta Velocità», ha spiegato Pollini. La consigliera regionale ha sottolineato come, a suo giudizio, le persone interessate dagli interventi non possano essere ricondotte genericamente alla categoria dei contrari alla realizzazione della linea ferroviaria.
«Non si tratta di “No Tav” estremisti, ma di cittadini che hanno accettato la presenza della nuova linea ferroviaria e oggi subiscono le conseguenze delle cosiddette opere compensative richieste dal Comune», ha dichiarato la consigliera.
Secondo quanto riferito da Pollini, una delle situazioni riguarda la famiglia Corsini, la cui proprietà potrebbe essere interessata dalla realizzazione di una nuova strada. L’intervento comporterebbe, sempre secondo la ricostruzione della consigliera, la perdita di una parte del terreno e di una fascia boscata considerata dalla famiglia anche come barriera rispetto al rumore.
La situazione della famiglia Zaglio
Un’altra criticità riguarda la famiglia Zaglio. La loro abitazione si trova già in prossimità dell’autostrada A4 e del cavalcavia di via Cavour. Secondo quanto denunciato dalla consigliera regionale, l’area potrebbe essere ulteriormente interessata dalla realizzazione di un nuovo cavalcavia su via Zemogna.
«La famiglia Corsini rischia di perdere ulteriore terreno, inclusa una fascia boscata che funge da barriera antirumore, per la realizzazione di una nuova strada, non prevista inizialmente, potenzialmente destinata al traffico pesante», ha affermato Pollini.
Sulla situazione della famiglia Zaglio, la consigliera ha aggiunto: «Ancora più critica la situazione della famiglia Zaglio, con la casa già stretta tra l’autostrada A4 e il cavalcavia di via Cavour e ora minacciata da un nuovo cavalcavia su via Zemogna, che potrebbe comprometterne la vivibilità».
Le questioni sollevate riguardano quindi non soltanto l’occupazione dei terreni, ma anche l’impatto che le nuove opere potrebbero avere sulla viabilità locale, sul rumore e sulle condizioni di vita delle persone che abitano nelle aree interessate.
I dubbi sull’intervento sul fiume Chiese
Nel corso del sopralluogo è stata inoltre evidenziata la situazione relativa all’alveo del fiume Chiese. Pollini ha richiamato l’attenzione sulla posa di 13 tubi in cemento e sulla realizzazione di un ponte provvisorio, chiedendo che vengano chiariti gli aspetti progettuali e autorizzativi dell’intervento.
«Preoccupa, inoltre, l’intervento sull’alveo del fiume Chiese, dove sono stati posati 13 tubi in cemento e realizzato un ponte provvisorio: è necessario chiarire progetto, autorizzazioni e valutazioni sulla sicurezza idraulica», ha dichiarato la consigliera regionale.
La questione della sicurezza idraulica assume particolare rilievo quando gli interventi interessano direttamente l’alveo di un corso d’acqua. Per questo Pollini intende acquisire la documentazione relativa alle opere realizzate e alle valutazioni effettuate dagli enti competenti.
La richiesta alla Giunta regionale
La consigliera del Movimento 5 Stelle ha annunciato quindi un’iniziativa formale in Regione Lombardia per ottenere informazioni sull’intero quadro degli interventi contestati dalle famiglie.
«Di fronte al silenzio delle istituzioni e all’assenza di informazioni chiare su progetti, tempi e modalità di realizzazione, annuncio il deposito di una richiesta formale alla Giunta regionale per ottenere tutta la documentazione relativa al ponte provvisorio sul Chiese; allo stato di avanzamento dei lavori e alle opere che interessano le proprietà delle famiglie coinvolte», ha affermato Pollini.
La richiesta punta dunque a fare chiarezza sui progetti, sulle autorizzazioni, sui tempi di realizzazione e sullo stato di avanzamento delle opere che interessano il territorio di Calcinato.
«Le grandi opere non possono essere imposte sulla pelle dei cittadini. Regione Lombardia ha il dovere di garantire trasparenza, partecipazione e risposte puntuali alle comunità interessate», ha concluso Pollini.
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