FIALS Lombardia accoglie con favore l’estensione a tutto il territorio regionale del servizio di continuità assistenziale ostetrica a domicilio nel periodo successivo al parto. Il servizio, già sperimentato in alcune realtà lombarde, viene ora esteso all’intera regione con un finanziamento di 700 mila euro fino a dicembre 2027.
Assistenza a domicilio dopo le dimissioni
Entro una settimana dalle dimissioni, un’ostetrica potrà raggiungere a domicilio la mamma e il neonato per verificarne le condizioni di salute, offrire supporto nella gestione dei primi giorni e individuare tempestivamente eventuali criticità.
«È una scelta che condividiamo perché mette insieme due questioni sulle quali FIALS insiste da anni: rafforzare la sanità territoriale e valorizzare pienamente le competenze delle professioni sanitarie», dichiara Roberto Gentile, segretario regionale FIALS Lombardia.
Per la federazione, il tema si inserisce in un percorso avviato già nel 2020, quando FIALS aveva chiesto di sviluppare nelle cure primarie unità interprofessionali nelle quali medici, infermieri, ostetriche e altre professioni sanitarie potessero operare secondo le rispettive competenze, in «piena e distinta autonomia». Nello stesso periodo, la federazione aveva posto l’attenzione anche sullo sviluppo professionale delle ostetriche e sul rafforzamento della loro autonomia tecnico-professionale.
Il ruolo dell’ostetrica nella sanità territoriale
Secondo FIALS, l’assistenza ostetrica non dovrebbe essere limitata al momento del parto, ma proseguire anche nella fase successiva al rientro a casa.
«L’ostetrica non è soltanto una figura legata al momento del parto: è una professionista che può assicurare continuità assistenziale, prevenzione e accompagnamento della donna anche dopo il rientro a casa», sottolinea Gentile. «Portare questa competenza sul territorio significa dare contenuto concreto alla sanità di prossimità, evitando che rimanga soltanto uno slogan».
La federazione aveva inoltre indicato, nel confronto sulla riforma dell’assistenza territoriale, la necessità di rafforzare l’assistenza domiciliare, le équipe multiprofessionali, i consultori e i servizi dedicati alla salute delle donne, dei minori e delle famiglie.
«Investire nelle ostetriche significa riconoscere professionalità, competenza e autonomia e, nello stesso tempo, offrire alle famiglie una presenza qualificata in una fase particolarmente delicata. È questa la sanità territoriale che vogliamo: professionisti più vicini alle persone e competenze utilizzate fino in fondo», conclude Gentile.
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.












