La Lombardia si conferma al vertice nazionale per diffusione delle Società Benefit, rafforzando il proprio ruolo di laboratorio avanzato per modelli d’impresa orientati alla sostenibilità e all’impatto positivo. La regione concentra oltre il 31% delle Società Benefit italiane e registra anche il più alto tasso di incidenza sul tessuto imprenditoriale.
I numeri del primato lombardo
Con 1.671 Società Benefit attive, la Lombardia rappresenta il 31,47% del totale nazionale. È anche la regione con il tasso di incidenza più elevato: 3 Società Benefit ogni mille imprese.
Milano guida nettamente la classifica provinciale con 1.148 realtà, seguita da Brescia (165) e Bergamo (98). Un dato che conferma la capacità del territorio di intercettare e anticipare i cambiamenti nei modelli di impresa, integrando obiettivi economici con finalità sociali e ambientali.
Un fenomeno in crescita a livello nazionale
Il dato lombardo si inserisce in un contesto nazionale in forte espansione. Al 30 settembre 2025, le Società Benefit in Italia hanno raggiunto quota 5.309, con una crescita del 22% rispetto all’anno precedente.
Il valore della produzione aggregato delle imprese Benefit è pari a 67,8 miliardi di euro, a dimostrazione di come questo modello non rappresenti più una nicchia, ma una componente strutturale del sistema economico italiano.
La ricerca nazionale sulle Società Benefit
I dati emergono dall’ultima edizione della Ricerca Nazionale sulle Società Benefit, realizzata da NATIVA, dal Research Department di Intesa Sanpaolo, da InfoCamere, dall’Università di Padova, dalla Camera di commercio di Brindisi-Taranto e da Assobenefit.
Lo studio si basa su un’indagine condotta su un campione ampio e rappresentativo: oltre 300 Società Benefit e più di 550 imprese non-benefit, offrendo un confronto diretto tra i due modelli.
Investimenti e decisioni orientate all’impatto
Dalla ricerca emerge il ruolo delle Società Benefit come motore di innovazione. Il 20% di queste imprese investe oltre il 5% del proprio fatturato in obiettivi sociali e ambientali, contro il 6% delle imprese non-benefit.
Quasi una Società Benefit su due integra in modo sistematico la valutazione degli impatti ambientali e sociali nei processi decisionali strategici, mentre tra le imprese tradizionali questa percentuale si ferma al 23%. Solo il 6% delle Benefit si limita alla mera conformità normativa, a fronte del 37% delle non-benefit.
Effetti positivi su persone e territorio
La scelta di diventare Società Benefit nasce prevalentemente dall’interno delle organizzazioni e si accompagna a benefici concreti. Tre imprese su quattro segnalano reazioni positive o molto positive da parte dei dipendenti.
Quasi il 60% rileva un maggiore senso di appartenenza e il 48% un miglioramento del clima aziendale. Riscontri favorevoli arrivano anche dall’esterno: il 73% dalle associazioni non profit, il 72% dai clienti e il 71% dalle comunità locali.
Filiera e supply chain: opportunità e criticità
Un elemento distintivo delle Società Benefit riguarda la gestione della filiera. Il 22% adotta criteri stringenti di selezione dei fornitori basati sulle performance di sostenibilità, una percentuale più che doppia rispetto alle imprese non-benefit (10%).
Il coinvolgimento della supply chain resta però una delle principali difficoltà nell’implementazione del modello, indicata dal 29% delle imprese. Per accelerarne la diffusione, le aziende segnalano come leve prioritarie l’introduzione di vantaggi fiscali (81%) e forme di premialità nei bandi pubblici (64%).
Le finalità di beneficio comune negli statuti
La ricerca ha analizzato anche la dimensione statutaria delle Società Benefit, esaminando 4.110 statuti nei quali sono state individuate 23.990 finalità specifiche di beneficio comune, con una media di 5,8 finalità per impresa.
Le aree più rappresentate riguardano i diritti umani e le relazioni con la comunità (26,8%), il coinvolgimento e l’inclusione delle persone (19,2%) e la diffusione del modello Benefit (7%). Nel complesso, le finalità sociali pesano per il 55%, seguite da quelle ambientali (29%) e di governance (16%).
Coerenza tra impegni e risultati
Tra gli aspetti più innovativi dello studio c’è l’analisi della coerenza tra quanto dichiarato negli statuti e quanto rendicontato nelle Relazioni di Impatto. Nelle 99 Società Benefit di grandi dimensioni analizzate, l’85% delle 1.824 azioni censite ha raggiunto gli obiettivi prefissati.
Da questo lavoro è nata anche una mappatura di oltre 130 temi di impatto, confluiti nel primo Dizionario dell’Impatto delle Società Benefit, uno strumento pensato per supportare ulteriormente la crescita e la qualità del modello nel sistema economico italiano.
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