Trasformare il trattamento delle acque reflue industriali in una leva di sostenibilità e competitività per le imprese agroalimentari. È l’obiettivo di WAVES (Water Valorization through Eco-biotech Solutions), il nuovo progetto di ricerca e sviluppo avviato da Italbiotec, Società Benefit e PMI Innovativa milanese attiva nei settori Life Science, Agroalimentare e Bioeconomia.
L’iniziativa punta alla realizzazione e alla validazione di una piattaforma tecnologica avanzata per la gestione sostenibile delle risorse idriche nei processi produttivi, favorendo il riuso dell’acqua e la diffusione di modelli di economia circolare.
Un investimento da oltre 1,9 milioni di euro
Il progetto, partito ufficialmente nel luglio 2026, avrà una durata complessiva di 36 mesi e prevede un valore superiore a 1,9 milioni di euro. Italbiotec sosterrà investimenti per 947 mila euro, beneficiando di 473 mila euro di finanziamento agevolato e di oltre 331 mila euro di contributo a fondo perduto. La restante quota, pari a circa 954 mila euro, sarà sostenuta dal Consorzio Italbiotec.
WAVES è stato ammesso alle agevolazioni previste dal Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027, nell’ambito degli interventi del Fondo Crescita Sostenibile (FCS) “STEP”, finanziati attraverso le azioni di ricerca collaborativa e sostegno alle tecnologie critiche promosse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Il progetto si inserisce tra le iniziative strategiche dedicate allo sviluppo di tecnologie innovative per accompagnare la transizione ecologica e rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale.
Una piattaforma biotech per il recupero della risorsa idrica
Al centro di WAVES ci sarà lo sviluppo di un sistema modulare, scalabile e controllato digitalmente, basato sul reattore biologico V-ROTEX, integrato con biofilm attivi, tecnologie a ultrasuoni e strumenti digitali per il monitoraggio e l’ottimizzazione dei processi di trattamento.
La piattaforma sarà sperimentata attraverso un prototipo in scala pilota con l’obiettivo di raggiungere un livello di maturità tecnologica TRL 7, ovvero la dimostrazione del funzionamento del sistema in ambiente operativo.
La soluzione punta a migliorare l’efficienza dei processi depurativi, ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive e favorire il riutilizzo dell’acqua all’interno dei cicli industriali.
«Le sfide legate alla gestione delle risorse idriche rappresentano una delle principali priorità per il futuro dell’industria e della sostenibilità ambientale – dichiara Diego Bosco, amministratore delegato di Italbiotec -. Con WAVES vogliamo contribuire allo sviluppo di una tecnologia capace di trasformare il trattamento delle acque reflue da semplice attività di depurazione a leva strategica di competitività e sostenibilità per le imprese agroalimentari».
Secondo Bosco, il progetto conferma inoltre «la capacità di Italbiotec di attrarre risorse, competenze e partnership per sviluppare innovazione ad alto impatto», consolidando il percorso di crescita avviato negli ultimi anni.
Italbiotec cresce: nel 2025 valore della produzione a 2,86 milioni
L’avvio di WAVES si inserisce in un percorso di sviluppo che nel 2025 ha portato Italbiotec a rafforzare il proprio ruolo di partner per l’innovazione nei settori Life Science, Agroalimentare e Bioeconomia.
Nel corso dell’anno la società ha registrato una crescita a doppia cifra dei principali indicatori economici, sostenuta soprattutto dall’espansione dei servizi ad alto valore aggiunto nei settori della finanza agevolata, della sostenibilità e dell’europrogettazione.
Il valore della produzione ha raggiunto 2,86 milioni di euro, con un incremento del 31,7% rispetto al 2024. I servizi, tra cui Finanza Agevolata, Life Cycle Assessment e Grant Advisory, rappresentano oggi il 75% del fatturato complessivo.
Parallelamente, Italbiotec ha rafforzato la propria dimensione internazionale con l’apertura di nuove sedi operative in Belgio e Dubai, oltre a ulteriori sviluppi previsti in Europa. Le iniziative rientrano nel Piano Strategico 2024-2026, orientato all’internazionalizzazione, all’attrazione di capitali privati e alla costruzione di un ecosistema integrato per l’innovazione sostenibile.
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