Ieri, è scomparso a Varese, a 84 anni, Umberto Bossi, il Fondatore della Lega Lombarda e poi Lega Nord, punto di riferimento della politica del nord, dal 1984 fino al 2012, quando la Politica, i movimenti e i partiti, portavano alle persone la passione e soprattutto, proposte politiche coerenti con idee e ideologie. Forse quelli erano gli anni del rispetto dell’avversario, che pur avendo posizioni diverse, non era considerato un nemico.
Se n’è andato il “padre della Lega Nord”, nel giorno della festa del papà…
I suoi funerali si svolgeranno domenica prossima a Pontida, teatro di tante sue manifestazioni politiche di massa, con la presenza di Meloni e Tajani, dalle ore 12.
Nel bene e nel male, Umberto Bossi è stato un grand leader, che ha saputo rivoluzionare negli ultimi 35 anni, il concetto di “popolo”, “populismo”, e il sogno di un progetto politico come il “federalismo”, anche con terminologie non sempre condivise, perchè troppo dure ma che sono riuscite a coinvolgere milioni di elettori nel suo “sogno padano”.
In questa giornata, si susseguono i ricordi, le testimonianze e le dichiarazioni di coloro che hanno accompagnato il percorso politico del senatore e di vari commentatori politici del nostro Paese.
Questa mattina, ho avuto modo di commentare la notizia della sua scomparsa, in tv, su Antennatre, nella trasmissione condotta da Livia Ronca, Diretta Lombardia, ponendo anche delle domande all’onorevole Francesco Speroni in collegamento (Presidente nazionale Lega Lombarda dal 1991 al 1993), che ha raccontato con molta disponibilità anche un episodio personale, quando convinse Bossi a non proseguire i viaggi Milano/Roma in auto e a vincere la sua grande paura dell’aereo…
Oltre alle dichiarazioni dei vari leader della politica nazionale e di ex militanti, veniamo alle parole dette a caldo, di due personalità della politica milanese e nazionale, che hanno condiviso con Umberto Bossi la fase storica della Lega Nord e che oggi, invece, propongono la “vera continuità ed eredità di Umberto Bossi, dal quale Matteo Salvini si è “staccato” già da diversi anni, soprattutto sull’impegno rispetto alle politiche del Nord, contro l’assurda realizzazione del Ponte sullo Stretto”, con l’istituzione di un movimento politico che vuole riaffermare l’importanza strategica del Nord “combattendo gli sprechi nella lotta alla pressione fiscale del Nord”.
Il primo a dire la sua è Paolo Grimoldi, Segretario federale del Patto per il Nord, dal 15 novembre 2025 (deputato per la Lega Nord dal 2006 al 2022, dal 21 novembre 2015 al 16 febbraio 2021, segretario della Lega Lombarda), che afferma:
“Piangiamo il padre della nostra famiglia politica. Ci sembrava immortale, come immortale il sogno regalato ai cittadini del Nord. Pensavamo che questo momento non sarebbe mai arrivato, men che mai proprio in occasione della festa del papà. Ci sembrava immortale, come immortale è il sogno che ha regalato a milioni di cittadini del Nord, a più generazioni, a donne e uomini che si sono messi in marcia con lui quando nessuno ci credeva. Noi siamo i figli che prenderanno il suo lascito, che non tradiranno mai le loro radici, che non rinnegheranno mai il proprio passato e continueranno la sua battaglia per il federalismo. Ciao Umberto, ciao Capo. Esprimo il mio cordoglio e sentimento di vicinanza, e quello di tutto il movimento politico, alla moglie e ai figli di Umberto Bossi”.

Gianatonio Bevilacqua, Segretario milanese del Patto per il Nord, dichiara: “Patto per il Nord Milano piange il Genio tradito. Nel 1993 Bossi irrompeva a Milano, dopo essere stato lui stesso eletto consigliere a Palazzo Marino nel 1990, e mise sulla poltrona di primo cittadino Marco Formentini, il primo ed unico sindaco fuori dagli schemi romani. I cittadini accorrevano a migliaia nella speranza di una svolta a Milano e nel Nord. Da tanti anni quella passione quasi “calcistica” si è spenta anche a causa di chi ha abbandonato e tradito l’idea fondamentale che la questione settentrionale doveva essere al centro della politica. Caro Umberto, Patto per il Nord a Milano riporta in città quel sentimento perché la questione settentrionale è ancora più pressante di prima e Milano deve esserne la protagonista”.
Naturalmente, quando i punti di riferimento se ne vanno (i “padri” in ogni ambito), resta la nostalgia e la voglia di proseguire con la stessa forza e la stessa passione. Il cordoglio per la sua scomparsa arriva “bipartisan”, dal Presidente della Repubblica Mattarella che saluta “un politico appassionato e un sincero democratico”; da Meloni che ne riconosce il “fondamentale apporto al primo centrodestra” e da Conte, Renzi, Bonelli e Schlein, che tributano l’omaggio ad un protagonista della politica italiana.
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