Si è svolto il 19 marzo a Milano, presso il Museo Poldi Pezzoli, il convegno “Tra le chiome”, promosso da Forestami Academy in collaborazione con Prada Group. L’iniziativa ha riunito esperti, accademici e rappresentanti istituzionali per approfondire il ruolo della forestazione urbana nel miglioramento della qualità della vita nelle città.
La scelta della data, coincidente con la festa del papà, ha richiamato simbolicamente i temi della cura e della responsabilità verso le generazioni future, elementi centrali nel dibattito sulla sostenibilità ambientale e sulla pianificazione urbana.
Nel corso dell’incontro è emersa con chiarezza la necessità di considerare il verde urbano non come elemento decorativo, ma come infrastruttura essenziale per la salute pubblica e la resilienza climatica.
Le politiche europee e il ruolo dei dati
Ad aprire i lavori è stato Benjamin Rolles, Policy Officer della Commissione Europea, che ha illustrato gli obiettivi della Nature Restoration Law, il regolamento europeo che impone traguardi vincolanti per il ripristino degli ecosistemi entro il 2030, con una tappa intermedia fissata al 2027.
Rolles ha sottolineato come la copertura arborea urbana, nota come Tree Canopy Cover, rappresenti oggi uno degli indicatori principali per valutare la qualità ecologica delle città. «Non basta salvaguardare il verde, è necessario ripristinarlo», ha dichiarato, evidenziando il passaggio da una logica conservativa a una strategia attiva di rigenerazione ambientale.
Il convegno, curato da Maria Chiara Pastore e con il contributo di Simone Molteni, ha avuto l’obiettivo di rendere accessibili anche al pubblico non specialistico temi complessi legati al rapporto tra alberi, clima e pianificazione urbana.
Dall’osservazione satellitare alla pianificazione urbana
Tra gli interventi, Phillip Harwood dell’Agenzia Spaziale Europea ha illustrato l’utilizzo dei dati satellitari del programma Copernicus per monitorare il verde urbano e analizzare fenomeni come le isole di calore.
Gherardo Chirici, docente dell’Università di Firenze, ha invece presentato il concetto di “gemelli digitali” degli alberi, strumenti che permettono di simulare e valutare i benefici ambientali e sanitari del patrimonio arboreo. Chirici ha inoltre evidenziato la necessità di distinguere tra confini amministrativi e reali aree urbane per una pianificazione più efficace.
Nel dibattito è emerso anche il contributo di Ana Macías Palomo, che ha ribadito l’importanza della copertura arborea come metrica operativa, e di Paola Viganò, che ha ripercorso l’evoluzione delle politiche del verde a Milano, con particolare attenzione alle sperimentazioni legate ai modelli digitali urbani.
Coinvolgimento della comunità e prospettive future
A chiudere i lavori è stato Stefano Boeri, presidente del Comitato di indirizzo di Forestami, che ha richiamato il ruolo fondamentale della partecipazione collettiva. «È necessario coinvolgere cittadini, scuole, imprese e comunità locali per rendere concreta la trasformazione ecologica delle città», ha affermato.
Secondo Maria Chiara Pastore, la Tree Canopy Cover è destinata a diventare uno strumento strutturale per governare la transizione urbana. «Non si tratta solo di contare gli alberi, ma di leggere la città attraverso le chiome, indicatori della qualità ecologica e base per politiche allineate agli obiettivi europei di ripristino della natura», ha spiegato.
Un progetto educativo per le scuole milanesi
Nel corso dell’evento è stato presentato anche un nuovo progetto didattico promosso da Forestami Academy in collaborazione con il Prada Group e con La Fabbrica. L’iniziativa è rivolta a 100 classi di quarta e quinta primaria della Città metropolitana di Milano.
L’obiettivo è sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della sostenibilità e dell’importanza del verde urbano. Lorenzo Bertelli, Head of Corporate Social Responsibility del Prada Group, ha espresso fiducia nel progetto, sottolineando il valore dell’educazione ambientale per costruire una cultura diffusa della cura del territorio.
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