La logistica sta attraversando una trasformazione strutturale profonda, guidata dall’adozione progressiva di tecnologie avanzate che stanno modificando processi, modelli organizzativi e profili professionali. Un cambiamento che riguarda da vicino anche la Lombardia, territorio strategico per il sistema logistico italiano ed europeo, dove si concentrano hub distributivi, interporti e centri di smistamento legati alle principali filiere industriali e commerciali.
Automazione e nuovi modelli operativi
Uno degli ambiti in cui si registra l’impatto più evidente è quello della supply chain, a partire dall’automazione dei magazzini. Negli ultimi cinque anni, questo segmento ha conosciuto una crescita significativa: nel 2023 circa il 30% dei centri logistici europei aveva introdotto sistemi avanzati come robot mobili autonomi, tecnologie di picking assistito e sistemi di smistamento intelligenti. Le stime indicano un incremento fino al 50% entro il 2027.
Anche nei poli logistici lombardi, in particolare nell’area milanese e lungo i principali corridoi infrastrutturali regionali, l’automazione sta diventando un elemento sempre più centrale. Questo processo non si limita a sostituire attività manuali, ma ridefinisce il ruolo degli operatori, chiamati a interagire con sistemi digitali e a gestire flussi informativi complessi.
Evoluzione delle competenze professionali
Il cambiamento riguarda in modo diretto le figure operative e gestionali. I magazzinieri e gli operatori logistici sono sempre più coinvolti in attività che richiedono competenze ibride: dalla lettura di dashboard digitali alla collaborazione con robot, fino all’interpretazione degli alert generati dai sistemi automatizzati.
Parallelamente, anche le figure di pianificazione e coordinamento stanno evolvendo. L’introduzione di strumenti basati sull’Intelligenza Artificiale consente oggi di migliorare la previsione della domanda, con livelli di accuratezza che possono raggiungere il 90%. Questo si traduce in una gestione più efficiente delle scorte e in una riduzione degli sprechi lungo tutta la filiera.
Per i responsabili logistici e i manager di filiera, l’accesso a grandi quantità di dati in tempo reale permette decisioni più rapide e informate, oltre alla possibilità di anticipare criticità operative e ottimizzare i processi.
Un sistema sempre più data-driven
La logistica si sta quindi orientando verso un modello data-driven, in cui le decisioni operative si basano su analisi predittive e strumenti quantitativi. In Lombardia, dove la densità industriale e commerciale è tra le più elevate del Paese, questa evoluzione rappresenta un fattore chiave di competitività.
Tuttavia, il cambiamento tecnologico pone anche nuove sfide, in particolare sul fronte delle competenze. La difficoltà nel reperire profili adeguati emerge come un elemento strutturale del mercato del lavoro.
«Non si tratta soltanto – precisa Giorgio Weger, Executive Manager Technical Division di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale altamente qualificato – di trovare nuovi professionisti, ma dell’urgenza di sviluppare nuove competenze. In Italia, il disallineamento tra domanda e offerta di profili qualificati è un fenomeno strutturale, trasversale a tutti i settori. Nella logistica, il 68% delle aziende che investono in innovazione dichiara difficoltà nel reperire candidati con competenze digitali e analitiche adeguate. La formazione continua, quindi, non è più un valore aggiunto, ma una necessità concreta. Le imprese che investiranno in piani strutturati di aggiornamento e upskilling e nella costruzione di team multidisciplinari saranno quelle meglio attrezzate per affrontare le sfide del futuro. Al contrario, chi introdurrà strumenti avanzati senza investire nel capitale umano, rischierà di trovarsi con tecnologie sottoutilizzate e personale impreparato. Serve quindi promuovere una cultura del dato, favorire l’apertura al cambiamento e la capacità di rimettere in discussione i processi consolidati».
Formazione e capitale umano al centro
Alla luce di queste dinamiche, emerge con chiarezza il ruolo centrale della formazione. In un contesto come quello lombardo, caratterizzato da un’elevata concentrazione di imprese logistiche e manifatturiere, l’investimento nel capitale umano diventa un elemento determinante per sostenere l’innovazione.
La capacità di integrare tecnologie avanzate con competenze adeguate rappresenta oggi uno dei principali fattori di successo per le aziende del settore. Senza un adeguato sviluppo professionale, il rischio è quello di rallentare l’adozione delle innovazioni e di compromettere l’efficienza complessiva dei sistemi logistici.
In questo scenario, la trasformazione della logistica non si configura solo come un cambiamento tecnologico, ma come un processo più ampio che coinvolge organizzazione, lavoro e competenze, con ricadute dirette sul tessuto economico regionale.
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