L’intelligenza artificiale rappresenta una leva strategica per la competitività delle imprese e una sfida centrale anche per il mondo universitario, ma il suo sviluppo deve essere accompagnato da regole, formazione e attenzione alla dimensione umana. È quanto emerso nel panel “IA, leva trasversale di competitività”, ospitato durante la XXVIII edizione di Futuro Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali promossa dalla Fondazione Stelline e in corso a Milano nella sede di Assolombarda.
Al dibattito hanno partecipato il presidente di Assolombarda Alvise Biffi e la rettrice dell’Università Statale di Milano Marina Brambilla, intervenuti in un confronto dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale sui processi produttivi, sull’innovazione e sulla formazione.
Biffi: «L’AI è concentrata nelle grandi imprese»
Nel corso dell’incontro Alvise Biffi ha evidenziato il peso crescente dell’intelligenza artificiale nel sistema economico italiano, sottolineando però il divario ancora esistente tra grandi aziende e piccole e medie imprese.
«Oggi l’AI è la tecnologia al centro della digitalizzazione e i dati sul mercato dell’AI parlano chiaro: in Italia vale 1,8 miliardi, ma è concentrata prevalentemente nelle grandi imprese, per il 71%, e molto poco nelle PMI, ferme all’8%», ha dichiarato il presidente di Assolombarda.
Biffi ha poi commentato il recente decreto attuativo relativo al nuovo iperammortamento, esprimendo apprezzamento per il provvedimento ma evidenziando alcune criticità.
«Ci aspettavamo l’estensione della misura anche alla parte delle soluzioni software in cloud erogate tramite canoni di abbonamento, che rappresentano circa l’80% del mercato software. Investire sull’AI è una garanzia di competitività sui mercati globali», ha spiegato.
Il progetto ForgIA per le PMI lombarde
Assolombarda ha illustrato anche le iniziative avviate sul territorio lombardo per accompagnare le imprese nell’adozione dell’intelligenza artificiale.
Tra queste il progetto “ForgIA”, pensato per favorire l’utilizzo dei dati e dell’AI all’interno della manifattura e delle filiere produttive, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese.
«Vogliamo portare l’AI dentro la manifattura, lungo le filiere, per migliorare i processi, ottimizzare le performance, ridurre gli sprechi e aumentare la qualità», ha affermato Biffi.
«Oggi la vera alternativa non è tra usare o non usare l’intelligenza artificiale, ma tra subirla oppure governarla».
Brambilla: «La persona deve restare al centro»
Sul fronte universitario, la rettrice della Statale di Milano Marina Brambilla ha sottolineato la necessità di affrontare il tema dell’intelligenza artificiale in modo interdisciplinare, integrando competenze tecnologiche, giuridiche e umanistiche.
«È giusto orientare l’ateneo all’AI, ma l’esperienza educativa è fatta di persone e relazioni umane, quindi l’intelligenza artificiale deve essere concepita come uno strumento», ha dichiarato.
La rettrice ha spiegato che l’Università Statale sta affrontando il tema coinvolgendo il Dipartimento di Informatica insieme agli ambiti giuridici, filosofici, politici e sociali, con l’obiettivo di sviluppare un approccio equilibrato e consapevole.
Formazione e utilizzo etico dell’intelligenza artificiale
Brambilla ha inoltre ricordato i corsi attivati dall’ateneo e il lavoro di alfabetizzazione rivolto a docenti, ricercatori e personale universitario per favorire un utilizzo corretto delle nuove tecnologie.
L’università milanese ha anche elaborato un decalogo dedicato all’utilizzo etico e responsabile dell’intelligenza artificiale.
«Il documento mette al centro i temi della trasparenza, dell’accountability e della protezione della proprietà intellettuale, sempre con l’idea della persona al centro», ha concluso la rettrice.
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.










