La gestione dei fondi europei in Lombardia torna al centro del dibattito politico regionale. A sollevare il tema è Paola Pizzighini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che interviene sui dati contenuti nel Rapporto annuale di valutazione del Programma Regionale FESR 2021-2027, evidenziando quello che definisce un significativo scarto tra le risorse programmate e quelle concretamente arrivate a destinazione.
Secondo l’esponente pentastellata, il documento mostra una situazione caratterizzata da numeri rilevanti sul piano della programmazione ma meno incoraggianti sul fronte dell’attuazione effettiva degli interventi finanziati attraverso i fondi europei.
I dati del Programma Regionale FESR
Il Programma Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale rappresenta uno dei principali strumenti a disposizione di Regione Lombardia per sostenere investimenti in innovazione, competitività delle imprese, transizione ecologica, ricerca e sviluppo territoriale.
Secondo i dati richiamati da Pizzighini, risultano attivati bandi per circa 1,7 miliardi di euro, pari all’86,5% della dotazione complessiva del programma. Le risorse già concesse ammontano a circa 1,04 miliardi di euro.
La consigliera sottolinea tuttavia come i fondi effettivamente erogati ai beneficiari si fermino a circa 620 milioni di euro, con una spesa certificata che rappresenterebbe il 9% della dotazione complessiva disponibile.
Le critiche del Movimento 5 Stelle
Per il Movimento 5 Stelle il principale nodo riguarda proprio la differenza tra le somme impegnate e quelle realmente spese.
«Il Rapporto annuale di valutazione del PR FESR 2021-2027 lo dice chiaramente: i numeri sulla carta sono importanti, ma quelli dei soldi davvero spesi raccontano un’altra storia», afferma Paola Pizzighini. «Questo è il punto politico: tra soldi impegnati e soldi davvero spesi c’è un buco enorme. Tanto è partito sulla carta, pochissimo è arrivato a destinazione».
Secondo la consigliera regionale, alcuni ambiti mostrano risultati positivi, in particolare le misure a sostegno delle piccole e medie imprese, gli interventi per la mobilità urbana nelle aree delle stazioni ferroviarie e le opere di riqualificazione degli edifici pubblici.
Le criticità segnalate
Le osservazioni del Movimento 5 Stelle riguardano soprattutto quei settori che, secondo il gruppo consiliare, richiederebbero una maggiore capacità di programmazione e una più rapida attuazione.
Tra questi vengono citati gli investimenti nelle energie rinnovabili, giudicati ancora insufficienti rispetto alle potenzialità della Lombardia, e le misure dedicate alla ricerca e sviluppo, considerate fondamentali per mantenere elevata la competitività del sistema produttivo regionale.
Pizzighini evidenzia inoltre le difficoltà incontrate da alcune misure più complesse, che secondo il Movimento 5 Stelle sarebbero rallentate da procedure burocratiche, ritardi amministrativi e da un insufficiente supporto ai soggetti beneficiari.
La sfida della spesa entro il 2027
Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda le tempistiche di utilizzo delle risorse europee. La consigliera regionale sottolinea come i prossimi due anni saranno determinanti per garantire il pieno impiego dei fondi disponibili.
«Per il Movimento 5 Stelle il quadro è chiaro: Regione Lombardia è molto brava a pubblicare bandi e fare annunci, ma molto meno a trasformare le risorse europee in investimenti reali sul territorio», dichiara Pizzighini.
L’esponente pentastellata richiama inoltre l’attenzione sul rischio di non riuscire a completare in tempo le procedure di rendicontazione previste dalla programmazione europea. «Nei prossimi due anni bisognerà accelerare forte sulla spesa, altrimenti si rischia di non riuscire a rendicontare tutto in tempo e di perdere risorse preziose. Sarebbe inaccettabile che, per incapacità gestionale, la Lombardia lasciasse sul tavolo fondi europei pensati per innovazione, transizione ecologica, sostegno alle imprese e ai territori».
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