CAP Evolution, società del Gruppo CAP specializzata in economia circolare, depurazione e produzione di energia rinnovabile, compie un nuovo passo verso il modello “zero waste”. Grazie all’autorizzazione rilasciata dalla Città metropolitana di Milano ai sensi dell’articolo 208 del Decreto Legislativo 152/2006, la società potrà commercializzare le sabbie recuperate e rigenerate nei processi di depurazione dell’impianto di Robecco sul Naviglio.
Il provvedimento rappresenta un passaggio strategico nello sviluppo della filiera delle materie prime seconde, consentendo di trasformare un materiale di scarto in una risorsa certificata per il settore delle costruzioni e delle infrastrutture.
Una risposta alla carenza di sabbia
L’iniziativa si inserisce in un contesto caratterizzato dalla crescente scarsità di sabbia, considerata la seconda risorsa naturale più utilizzata al mondo dopo l’acqua. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), ogni anno vengono consumate circa 50 miliardi di tonnellate di sabbia, mentre in Italia, come evidenziato da Legambiente, oltre il 60% delle cave attive è prossimo all’esaurimento.
L’autorizzazione consente di valorizzare sul mercato le sabbie recuperate dai processi di depurazione, dalla pulizia delle reti fognarie e dalla linea FORSU di ZeroC. Il materiale perde così la qualifica di rifiuto attraverso la procedura “End of Waste” e diventa un aggregato riciclato certificato e commercializzabile.
Fino a oggi le sabbie venivano riutilizzate esclusivamente nei cantieri del Gruppo CAP, principalmente per il letto di posa e il ricoprimento delle tubazioni di acquedotto e fognatura. Ora potranno essere impiegate anche in cantieri esterni, offrendo alle imprese un’alternativa sostenibile agli aggregati naturali provenienti dalle cave.
Falcone: «Nasce una nuova filiera locale»
«Questa autorizzazione ci consente di compiere un passaggio concreto: trasformare le sabbie recuperate nei nostri impianti da materiale destinato alla gestione interna a prodotto certificato e disponibile per il mercato», ha dichiarato il direttore generale di CAP Evolution, Michele Falcone.
«Mettiamo così a disposizione delle imprese del territorio un aggregato riciclato sicuro e tracciato, riducendo il ricorso alla discarica e il consumo di materie prime naturali. È un risultato pienamente coerente con le politiche europee sull’economia circolare, che puntano a rafforzare il mercato delle materie prime seconde e a favorire l’impiego di materiali riciclati di qualità nei processi produttivi. Allo stesso tempo valorizziamo le capacità industriali dei nostri impianti dimostrando come l’integrazione tra depurazione, trattamento dei rifiuti e recupero di materia possa generare nuove filiere locali e rispondere concretamente alle esigenze del mercato».
L’impianto di Robecco sul Naviglio
Il depuratore di Robecco sul Naviglio rappresenta uno dei principali poli tecnologici di CAP Evolution per il trattamento delle acque reflue e il recupero di materia.
L’impianto serve un bacino di 27 Comuni, ha una capacità di trattamento pari a 340.000 abitanti equivalenti e gestisce quotidianamente oltre 102.000 metri cubi di reflui urbani.
Al suo interno opera una linea dedicata al recupero delle sabbie provenienti sia dai processi di dissabbiamento dei depuratori del Gruppo CAP sia dalla pulizia delle reti fognarie effettuata dalle aziende incaricate della manutenzione.
La struttura è autorizzata a trattare fino a 48 tonnellate di materiale al giorno, per un totale di circa 14.000 tonnellate all’anno di rifiuti non pericolosi. Dal processo si ottiene una sabbia riciclata con granulometria compresa tra 0 e 6,3 millimetri, idonea all’utilizzo nelle opere civili in sostituzione degli aggregati naturali.
Controlli e certificazioni
La cessazione della qualifica di rifiuto è garantita da un articolato sistema di controlli ambientali, prestazionali e documentali che assicura qualità, sicurezza e completa tracciabilità del materiale.
Le sabbie recuperate sono dotate di marcatura CE e rispettano le norme tecniche UNI EN 13242 e UNI EN 13285 sugli aggregati destinati alle opere civili e infrastrutturali. Ogni lotto di 100 metri cubi viene sottoposto a verifiche fisico-meccaniche e ambientali effettuate da laboratori certificati, con analisi sui metalli, test di cessione e controlli chimico-fisici.
L’affidabilità dell’intero processo è stata inoltre verificata da ARPA Lombardia, su incarico di ISPRA e del Ministero dell’Ambiente, che ha confermato la conformità dell’impianto e del materiale anche rispetto ai regolamenti europei REACH, POPs e CLP, attestando l’assenza di sostanze pericolose.
La filiera è infine supportata da un sistema digitale che garantisce la tracciabilità del materiale, dalla pesatura in ingresso fino alla consegna nei cantieri di destinazione.
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