La Camera dei deputati ha approvato il 4 giugno il disegno di legge delega sul nucleare sostenibile, un provvedimento che rappresenta il primo passaggio parlamentare del percorso avviato dal Governo per reintrodurre una disciplina organica sull’energia nucleare in Italia. Dopo il voto favorevole di Montecitorio, il testo passa ora all’esame del Senato.
L’approvazione è arrivata con 155 voti favorevoli, 86 contrari e 8 astensioni. A sostenere il provvedimento sono stati i partiti della maggioranza e Azione, mentre Italia Viva si è astenuta. Contrario il voto delle forze di opposizione di centrosinistra.
Cosa prevede il disegno di legge
Il testo non autorizza la costruzione immediata di nuove centrali nucleari, ma delega il Governo a predisporre entro un anno una serie di decreti legislativi che definiranno il quadro normativo del settore.
Tra gli ambiti di intervento figurano la costruzione e l’esercizio degli impianti nucleari, la produzione di idrogeno attraverso energia nucleare, la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, la sicurezza degli impianti e il riordino degli organismi di controllo.
Il provvedimento riguarda inoltre la ricerca sulla fusione nucleare e punta a creare una cornice normativa coerente con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e sicurezza energetica.
La strategia del Governo e il ruolo degli SMR
L’esecutivo ha indicato nei piccoli reattori modulari, noti come SMR (Small Modular Reactors), la tecnologia di riferimento per l’eventuale ritorno dell’energia nucleare in Italia. Si tratta di impianti di dimensioni ridotte rispetto alle centrali tradizionali, progettati per garantire maggiore flessibilità operativa e standard elevati di sicurezza.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ribadito che il provvedimento riguarda esclusivamente il nucleare civile e ha indicato come possibile orizzonte temporale per l’entrata in funzione dei primi impianti il periodo compreso tra il 2034 e il 2035.
Secondo il Governo, il ritorno dell’energia nucleare potrebbe contribuire a rafforzare l’indipendenza energetica nazionale, riducendo la dipendenza dalle importazioni e favorendo una maggiore stabilità del sistema elettrico.
Il confronto politico
Il dibattito parlamentare ha evidenziato posizioni molto diverse sul tema.
Carlo Calenda, leader di Azione, ha sostenuto il provvedimento definendo il nucleare una tecnologia strategica per garantire indipendenza energetica e riduzione delle emissioni climalteranti. Al contrario, le forze di opposizione hanno espresso dubbi sui tempi di realizzazione e sulla concreta disponibilità delle tecnologie previste dal testo.
Critiche sono arrivate anche da alcune associazioni ambientaliste, che ritengono prioritario concentrare gli investimenti sulle fonti rinnovabili e sull’efficienza energetica. Il confronto resta aperto e accompagnerà il percorso parlamentare del disegno di legge nei prossimi mesi.
Le prospettive per il sistema energetico italiano
L’approvazione della legge delega rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che richiederà ulteriori passaggi legislativi e amministrativi. Dopo il voto del Senato, il Governo dovrà predisporre i decreti attuativi e definire le regole per eventuali investimenti nel settore.
Nel frattempo il gas naturale continuerà a rappresentare una componente centrale del mix energetico italiano, mentre le fonti rinnovabili proseguono il proprio percorso di crescita. L’eventuale contributo del nucleare al sistema elettrico nazionale, secondo le stime indicate dal Governo, potrà essere valutato solo nel prossimo decennio, con i primi impianti previsti non prima del 2034-2035.
Condividi:
- Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
- Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
- Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn
- Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
- Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X
- Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa
- Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
Scopri di più da Gazzetta della Lombardia
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.












