Il settore delle costruzioni si trova di fronte a una sfida sempre più urgente. Se negli ultimi anni l’attenzione si è concentrata soprattutto sui consumi energetici degli edifici una volta completati, oggi il dibattito si sta spostando sulla fase di costruzione.
Secondo uno studio pubblicato nel 2025 sulla rivista scientifica Communications Earth & Environment, senza interventi significativi le emissioni generate dai cantieri potrebbero aumentare del 100% entro il 2050. Di conseguenza, il settore rischierebbe di compromettere gli obiettivi internazionali di contenimento del riscaldamento globale entro 1,5 e 2 gradi centigradi.
Gli esperti sottolineano che la crescita delle emissioni è legata sia alla produzione dei materiali sia alle attività svolte nei cantieri. Per questo motivo la decarbonizzazione dell’edilizia è considerata una delle principali sfide dei prossimi decenni.
Le differenze tra i principali mercati mondiali
L’impatto ambientale della filiera edilizia varia sensibilmente da Paese a Paese. Nei contesti caratterizzati da normative ambientali più avanzate, il peso delle emissioni legate ai materiali da costruzione risulta generalmente più contenuto.
Negli Stati Uniti la quota stimata si colloca intorno al 29-30%. Nell’Unione Europea oscilla invece tra il 27% e il 40%. Percentuali più elevate emergono in mercati dove la transizione ecologica è ancora in fase di consolidamento.
In Cina, ad esempio, l’incidenza varia tra il 43% e il 73%. In India, invece, si attesta tra il 50% e il 61%. Questi dati evidenziano come il settore delle costruzioni rappresenti una componente decisiva delle politiche climatiche globali.
Oltre il 70% delle emissioni nasce prima dell’utilizzo degli edifici
A rafforzare questo scenario contribuisce una ricerca dell’Università di Aalto, pubblicata nel giugno 2025. Lo studio evidenzia che oltre il 70% delle emissioni complessive associate a un nuovo edificio viene prodotto durante la costruzione e nella realizzazione dei materiali.
L’utilizzo dell’immobile, quindi, rappresenta solo una parte del problema. Al contrario, una quota significativa dell’impatto ambientale si concentra nelle fasi iniziali del ciclo di vita dell’edificio.
Per questo motivo cresce l’attenzione verso l’efficienza dei macchinari, la riduzione degli sprechi e l’adozione di tecnologie in grado di limitare i consumi energetici nei cantieri.
Tecnologia e innovazione per ridurre l’impatto ambientale
Tra gli aspetti considerati strategici dagli operatori del settore vi è il miglioramento delle prestazioni dei sistemi idraulici utilizzati nelle macchine da costruzione. L’obiettivo è ridurre le dispersioni energetiche e aumentare l’efficienza operativa.
Secondo Emiliano Torresi, Product Management & Marketing Director di Faster, azienda italiana specializzata nei sistemi di connessione idraulica, l’innovazione tecnologica può contribuire in modo concreto alla riduzione delle emissioni.
«L’ottimizzazione tecnologica e il controllo sistematico dei macchinari impiegati diventano imprescindibili. Evitare le dispersioni idrauliche e migliorare la gestione delle macchine pesanti significa ridurre direttamente le emissioni generate nei cantieri. L’ingegneria può offrire un contributo importante per costruire in modo più sostenibile», afferma Torresi.
L’efficienza passa anche dai dettagli tecnici
L’attenzione degli operatori si concentra anche su elementi meno visibili ma determinanti per le prestazioni delle macchine. Sistemi di connessione più efficienti consentono infatti di migliorare il trasferimento di potenza e di ridurre il carico richiesto ai motori.
Inoltre, una gestione più efficace dei flussi idraulici permette di limitare le dispersioni energetiche. Allo stesso tempo, la riduzione degli spillaggi di olio contribuisce a diminuire gli sprechi e i rischi di contaminazione ambientale.
Anche la diminuzione dei tempi di fermo macchina rappresenta un fattore importante. Procedure più rapide e strumenti più ergonomici possono infatti migliorare la produttività e ridurre i consumi complessivi.
Le sei strategie per decarbonizzare i cantieri
Accanto alle innovazioni tecnologiche, il settore sta sviluppando diverse strategie per contenere le emissioni e accelerare la transizione ecologica.
Una delle direttrici principali riguarda l’elettrificazione progressiva delle macchine da cantiere e l’introduzione di sistemi ibridi. Parallelamente cresce l’utilizzo di materiali da costruzione a minore impatto ambientale.
Un ruolo sempre più importante è svolto dalla manutenzione predittiva. Grazie al monitoraggio costante dei mezzi, è possibile mantenere elevati livelli di efficienza energetica e ridurre i consumi.
Inoltre, la digitalizzazione delle flotte consente di controllare in tempo reale le prestazioni dei macchinari e di evitare attività improduttive. Allo stesso tempo, aumenta l’attenzione verso il recupero e il riutilizzo degli scarti direttamente nei cantieri.
Infine, gli operatori evidenziano l’importanza della formazione. Una gestione più consapevole dei mezzi e delle attrezzature può infatti contribuire a ridurre consumi, emissioni e costi operativi.
Una transizione decisiva per il futuro dell’edilizia
La riduzione dell’impatto ambientale delle costruzioni rappresenta una delle sfide più rilevanti per il settore nei prossimi anni. Le ricerche scientifiche indicano che il raggiungimento degli obiettivi climatici passerà anche dalla capacità di trasformare processi, materiali e tecnologie impiegati nei cantieri.
Per questo motivo, imprese, produttori e istituzioni sono chiamati a investire in soluzioni innovative che consentano di coniugare sviluppo edilizio e sostenibilità ambientale. Solo attraverso un approccio integrato sarà possibile ridurre in modo significativo le emissioni e accompagnare la transizione verso un modello di costruzione più efficiente e responsabile.
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