Regione Lombardia ha raggiunto gli obiettivi fissati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza relativi al rafforzamento della rete sanitaria di comunità. L’annuncio è stato dato a Palazzo Lombardia dal presidente della Regione Attilio Fontana e dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso.
Secondo quanto comunicato, saranno realizzate e rese operative tutte le 187 Case di Comunità previste dal programma: 186 entreranno in funzione entro il 30 giugno, mentre l’ultima sarà attivata entro il 15 luglio. Parallelamente saranno completati anche i 60 Ospedali di Comunità programmati.
Il risultato consente alla Lombardia di rispettare il parametro previsto dal Pnrr, garantendo una Casa di Comunità ogni 50.000 abitanti e assicurando una copertura diffusa dei servizi sanitari territoriali sull’intero territorio regionale.
Superati gli obiettivi previsti dal Piano
Oltre al raggiungimento dei target fissati dall’Unione Europea e dal Governo italiano, la Lombardia ha annunciato un ulteriore ampliamento della rete.
Le strutture complessivamente realizzate saranno infatti 203 Case di Comunità e 68 Ospedali di Comunità, superando rispettivamente di 16 e 8 unità gli obiettivi inizialmente previsti dal Pnrr.
L’investimento rappresenta uno degli interventi più significativi nell’ambito della riorganizzazione della sanità territoriale lombarda, con l’obiettivo di avvicinare i servizi ai cittadini e ridurre la pressione sulle strutture ospedaliere tradizionali.
Fontana: investimenti strategici per il futuro della sanità lombarda
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha evidenziato come la Lombardia abbia gestito una quota particolarmente rilevante delle risorse nazionali destinate al settore sanitario.
«La Lombardia aveva ricevuto una delle quote più consistenti dell’intera programmazione nazionale, pari a circa il 20% degli interventi previsti dal Pnrr. Era una sfida particolarmente impegnativa che abbiamo affrontato con serietà, programmazione e capacità amministrativa», ha dichiarato Fontana.
Il presidente ha sottolineato che il raggiungimento degli obiettivi conferma la capacità della Regione di attuare investimenti complessi nei tempi previsti. «La nostra strategia resta chiara e coerente: rafforzare la medicina territoriale, avvicinare i servizi ai cittadini e rendere il sistema sanitario sempre più moderno, integrato e capace di rispondere ai bisogni delle persone. Le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità rappresentano un tassello fondamentale di questo percorso e costituiscono un investimento destinato a produrre benefici concreti ben oltre la conclusione del Pnrr».
Bertolaso: un contributo importante agli impegni assunti dall’Italia
Anche l’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha evidenziato il valore del risultato raggiunto, attribuendolo al lavoro congiunto del sistema sanitario regionale.
«Lo abbiamo sempre detto e ci eravamo impegnati a garantire questo traguardo. Devo dire grazie a un lavoro di squadra straordinario di tutto il personale del sistema sanitario di Regione Lombardia se siamo riusciti a conseguire questo obiettivo», ha affermato.
Bertolaso ha inoltre ricordato il significato nazionale dell’intervento. «Si tratta di un traguardo importante perché in questo modo diamo un contributo credo davvero significativo anche al nostro Paese per riuscire a rispettare quelli che sono gli impegni assunti dal Governo italiano con l’Unione Europea per il Pnrr».
L’assessore ha infine sottolineato la necessità di aumentare il coinvolgimento dei medici di medicina generale nelle nuove strutture territoriali.
Come funzioneranno le Case di Comunità
Le 187 Case di Comunità lombarde seguiranno un modello organizzativo uniforme, pensato per garantire standard omogenei di assistenza.
Tra i servizi previsti figurano le cure primarie erogate da équipe multiprofessionali, il Punto unico di accesso, l’assistenza domiciliare, la specialistica ambulatoriale per le patologie più diffuse, i servizi infermieristici, la prenotazione integrata collegata al Cup aziendale, l’integrazione con i servizi sociali, la diagnostica di base e i punti prelievo.
Le strutture garantiranno inoltre la presenza medica 24 ore su 24 e sette giorni su sette, con copertura infermieristica per almeno dodici ore al giorno durante tutta la settimana.
Il ruolo degli Ospedali di Comunità
Gli Ospedali di Comunità rappresentano il secondo pilastro della nuova rete territoriale. Le 60 strutture previste dal Pnrr, che diventeranno complessivamente 68, saranno dedicate alle cure intermedie.
Gli ospedali accoglieranno pazienti che non necessitano di ricovero per acuti ma che, allo stesso tempo, non possono essere assistiti adeguatamente presso il proprio domicilio. L’obiettivo è favorire percorsi di cura più appropriati e alleggerire il carico delle strutture ospedaliere tradizionali.
Investimenti per oltre 668 milioni di euro
Per la realizzazione delle 203 Case di Comunità sono stati stanziati complessivamente 489 milioni di euro. Di questi, 277 milioni provengono dai fondi Pnrr, 33 milioni dai fondi statali destinati alle opere indifferibili e 179 milioni da risorse regionali.
Per i 68 Ospedali di Comunità l’investimento complessivo ammonta invece a 179 milioni di euro, suddivisi tra 151 milioni di fondi Pnrr, 10 milioni di fondi statali e 18 milioni di risorse regionali.
La distribuzione sul territorio lombardo
La rete delle nuove strutture coinvolge tutte le Agenzie di tutela della salute della Lombardia.
L’Ats Milano dispone di 54 Case di Comunità e 17 Ospedali di Comunità, risultando il territorio con il maggior numero di strutture. Seguono l’Ats Insubria con 29 Case e 8 Ospedali, l’Ats Brianza con 24 Case e 6 Ospedali e l’Ats Bergamo con 21 Case e 6 Ospedali.
L’Ats Brescia conta 19 Case di Comunità e 5 Ospedali di Comunità, mentre l’Ats Montagna dispone di 15 Case e 5 Ospedali. Completano il quadro l’Ats Val Padana con 13 Case di Comunità e l’Ats Pavia con 12 Case e 4 Ospedali di Comunità.
Con il completamento delle opere previste, la Lombardia consolida il proprio percorso di riorganizzazione della sanità territoriale, uno dei principali assi di intervento del Pnrr nel settore sanitario.
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