La Lombardia si conferma il punto di riferimento nazionale per il settore lattiero-caseario e punta a rafforzare il ruolo delle produzioni a Denominazione di origine protetta (Dop) come leva di crescita per l’intera filiera. È quanto emerso nel corso del Tavolo della cooperazione lattiero-casearia mantovana, riunito nella sede territoriale di Regione Lombardia a Mantova alla presenza dell’assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.
All’incontro hanno partecipato i rappresentanti del mondo agricolo, della cooperazione e dei Consorzi di tutela del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano, eccellenze che caratterizzano un territorio tra i più importanti d’Italia per la produzione di latte.
Il ruolo strategico della Lombardia e delle Dop
«Il settore lattiero-caseario lombardo produce la metà del latte italiano, con un’ossatura portante collegata alle Dop del territorio. In questa fase di evoluzione per il settore sia a livello internazionale che sul fronte interno è necessario individuare strategie per ridare slancio al comparto della cooperazione, rafforzare le Indicazioni Geografiche che garantiscono una migliore remunerazione, incrementare la marginalità e la competitività delle imprese agricole, attraverso nuovi progetti che gli operatori dovranno condividere», ha dichiarato l’assessore Alessandro Beduschi.
Il territorio mantovano rappresenta uno dei poli produttivi più rilevanti del Paese. Con 511.912 tonnellate di latte consegnate tra gennaio e maggio 2026, si colloca al terzo posto a livello nazionale dopo le province di Brescia e Cremona, confermando il peso strategico della filiera lattiero-casearia lombarda.
Le sfide del mercato e il futuro della cooperazione
Secondo Beduschi, le produzioni Dop continuano a rappresentare un elemento fondamentale per garantire valore aggiunto alle imprese agricole, ma il settore dovrà affrontare i profondi cambiamenti che interessano i mercati internazionali.
«Le Dop rappresentano un pilastro sul quale continuare a costruire un futuro prospero, ma sarà necessario restare al passo con i grandi mutamenti che stanno avvenendo a livello globale», ha sottolineato l’assessore.
Il tema sarà al centro anche dell’assemblea annuale di Arepo, l’Associazione delle Regioni europee per i Prodotti d’origine, in programma il 15 e 16 ottobre a Mantova. L’evento, presieduto dallo stesso Beduschi, vedrà la partecipazione, tra gli altri, del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida e ospiterà un panel dedicato al futuro della cooperazione lattiero-casearia mantovana.
Export, valorizzazione e competitività
Nel corso dell’incontro è stata ribadita la necessità di sostenere il modello produttivo lombardo senza modificarne le caratteristiche distintive, puntando sulla crescita dell’export e sulla valorizzazione delle produzioni.
«Abbiamo la necessità di difendere e rilanciare il modello produttivo lombardo, senza snaturarlo, ma sostenendo la vocazione all’export, ragionando in chiave di collaborazione e strategie finalizzate alla commercializzazione, alla valorizzazione e alla promozione dei prodotti lattiero-caseari, non soltanto a denominazione d’origine, consapevoli che i progetti dovranno essere definiti dagli stakeholder e dalla cooperazione in maniera particolare e che le istituzioni e il mondo del credito istituzionale dovranno accompagnare la nuova visione di crescita, nel rispetto delle singole autonomie e senza forzature», ha aggiunto Beduschi.
Il Tavolo proseguirà nelle prossime settimane
Gli operatori della filiera hanno espresso una valutazione positiva sull’avvio del confronto, condividendo la necessità di un cambio di passo per affrontare uno scenario economico sempre più complesso, che richiede investimenti in ricerca, formazione, aggregazione e nuove strategie commerciali.
Il Tavolo della cooperazione lattiero-casearia mantovana tornerà a riunirsi nelle prossime settimane per individuare le priorità strategiche del comparto e definire le linee di sviluppo necessarie a rafforzarne la competitività, favorendo anche il ricambio generazionale nelle imprese agricole.
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