Il Consiglio regionale della Lombardia ha respinto l’emendamento al provvedimento di assestamento di bilancio che prevedeva uno stanziamento dedicato all’attuazione del progetto “Liberi di scegliere”, iniziativa nata dall’esperienza della magistratura calabrese e recentemente recepita anche dalla normativa nazionale.
La proposta, avanzata dalla consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Paola Pollini, presidente della Commissione Antimafia di Regione Lombardia, prevedeva un finanziamento di 100 mila euro per ciascuna annualità dal 2026 al 2028, con l’obiettivo di sostenere percorsi di protezione, inclusione e autonomia per minori e famiglie intenzionati ad allontanarsi dai contesti della criminalità organizzata.
Pollini: «Un’occasione persa per sostenere chi rompe con le mafie»
Secondo Pollini, la mancata approvazione dell’emendamento rappresenta una scelta negativa rispetto alla possibilità di rafforzare anche in Lombardia uno degli strumenti considerati più innovativi nel contrasto alla trasmissione intergenerazionale della cultura mafiosa.
«In questi giorni è stata approvata in via definitiva la legge nazionale ispirata al progetto “Liberi di scegliere”. Con questo emendamento avevo proposto di stanziare risorse concrete per offrire ai minori e ai loro genitori la possibilità di uscire dai circuiti mafiosi attraverso percorsi di protezione, studio e autonomia, garantendo loro alloggi sicuri, sostegno psicologico e continuità educativa», ha dichiarato la presidente della Commissione Antimafia regionale.
Il progetto “Liberi di scegliere” punta infatti a offrire alle famiglie che decidono di collaborare con le istituzioni strumenti concreti per interrompere i legami con gli ambienti criminali, tutelando in particolare i minori coinvolti in contesti caratterizzati dal condizionamento mafioso.
I servizi previsti dal progetto
L’emendamento respinto prevedeva risorse destinate alla realizzazione di interventi di accoglienza e accompagnamento sociale per minori, giovani e famiglie che scelgono di intraprendere un percorso di emancipazione dalla criminalità organizzata.
Tra le misure ipotizzate rientravano la disponibilità di alloggi protetti a indirizzo segreto, contributi per trasferimenti urgenti, borse di studio per garantire la continuità scolastica dei minori, supporto psicologico, assistenza legale, percorsi formativi, reti di affido e tutoraggio, oltre a servizi di mediazione sociale e culturale.
Il confronto politico in Regione Lombardia
«La bocciatura di questo emendamento implica la rinuncia ad aiutare coloro che hanno il coraggio di rompere con la criminalità organizzata», ha affermato Pollini, sottolineando come Regione Lombardia avrebbe potuto affiancare lo Stato nell’applicazione di un modello già riconosciuto a livello nazionale.
Secondo la consigliera del Movimento 5 Stelle, il finanziamento avrebbe rappresentato un investimento a sostegno del diritto dei bambini e dei ragazzi a costruire il proprio futuro lontano dai condizionamenti criminali.
«Regione Lombardia avrebbe potuto contribuire concretamente all’attuazione di una delle più importanti esperienze di contrasto alle mafie e di tutela dei minori, scegliendo di affiancare lo Stato in un percorso che mette al centro il diritto dei bambini e dei ragazzi a costruirsi un futuro libero dai condizionamenti criminali», ha concluso Pollini.
Il progetto “Liberi di scegliere” resta al centro del dibattito sulle politiche di prevenzione e contrasto alle mafie, con particolare attenzione alla protezione dei minori che vivono in contesti familiari segnati dalla presenza della criminalità organizzata.
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