La manifattura lombarda chiude il secondo trimestre del 2026 con una produzione industriale sostanzialmente stabile. A sostenere le imprese sono soprattutto l’export, cresciuto del 2,5% su base congiunturale, e il fatturato, che registra un aumento dell’1,4%.
Il quadro resta tuttavia caratterizzato da diversi fattori di pressione. Secondo il presidente di Confindustria Lombardia Giuseppe Pasini, la crescita del fatturato risente anche dell’aumento dei costi, mentre il prezzo delle materie prime segna un incremento dell’11,5% rispetto al 2025.
Export e fatturato sostengono le imprese
La tenuta dell’industria lombarda si inserisce in uno scenario ancora incerto. Alla dinamica dei costi si aggiungono, secondo Confindustria Lombardia, il perdurare del conflitto in Medio Oriente e le difficoltà legate all’energia.
«Con la produzione industriale piatta, a tenere a galla le imprese lombarde nel secondo semestre sono export e fatturato», sottolinea Pasini, evidenziando però come l’aumento del fatturato sia condizionato anche dalla crescita dei costi sostenuti dalle imprese.
Il nodo del credito e della politica industriale
Tra gli elementi indicati da Confindustria Lombardia c’è anche la conclusione del PNRR e una maggiore selettività del credito bancario verso le imprese. Secondo l’associazione, il quadro si inserisce in una fase nella quale non emergerebbero, a livello nazionale ed europeo, interventi di politica industriale ritenuti sufficientemente strutturali.
Per Pasini diventa quindi centrale riportare la manifattura al centro dell’agenda politica, in un contesto segnato dalla necessità di rafforzare la competitività dell’industria europea.
Il confronto al World Manufacturing Forum
Il tema sarà al centro anche del World Manufacturing Forum, in programma a Milano il 22 e 23 ottobre. L’appuntamento riunirà rappresentanti dell’industria e interlocutori internazionali per discutere delle principali trasformazioni che interessano il settore manifatturiero.
Confindustria Lombardia intende utilizzare il confronto per affrontare le sfide legate alla competitività industriale e discutere possibili strategie per contrastare il processo di deindustrializzazione che interessa l’Europa.
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